
sicurezza
La popolazione di Berceto, come tutto il popolo italiano, vive nella mestizia queste giornate di Pasqua per la tragedia che ha colpito l’Abruzzo. In occasione dell’adunata Nazionale Alpini a Parma, tra l’altro, le delegazioni Alpini dell’Abruzzo, erano proprio dislocate a Berceto e anche se per pochi giorni c’è stato modo di stringere un legame d’amicizia e rispetto con la gente dell’antico Borgo dei Rossi.
Questo motivo ha indotto l’ex capo gruppo degli alpini di Berceto; Sergio Bettoni, nell’occasione della sua festa d’addio come consigliere comunale il 14 aprile alle ore 22 al termine del Consiglio Comunale, a ideare una colletta per raccogliere fondi da consegnare all’assessore provinciale alla protezione civile Gabriele Ferrari per destinarli alle popolazioni colpite dal terremoto.
A detta di Luigi Lucchi, però, questa seduta del Consiglio Comunale, in cui la tragedia dell’Abruzzo entra tanto “prepotentemente” e giustamente, andrebbe utilizzata pure per fare una seria riflessione su quanto fatto e quanto si dovrebbe fare per il gruppo della protezione civile di Berceto composto di 27 volontari oltre il presidente Renato Atti. Quest’associazione di volontari, di fatto emanazione della Provincia e del Comune, dovrebbe essere posta nelle condizioni di operare, prevenire e in ogni caso di organizzare e formare la popolazione, con esercitazioni, con la messa a punto di piani d’evacuazione e soccorso per ogni triste evenienza. Andrebbe dotata di mezzi come un’efficiente rete radio ecc.
Si ha chiara l’impressione, invece, che non interessi nessuno e tanto meno all’Amministrazione Comunale lasciando questi nobili volontari, rivelatasi tanto preziosi in Abruzzo, nell’indeterminatezza. Sussiste poi il problema più grave, a detta di Lucchi, al quale si deve porre rimedio al più presto anche per rispettare leggi che la tragedia in Abruzzo ha dimostrato quanto sia delittuoso ignorare: Manca, nel PSC (Piano Strutturale Comunale), nonostante che i suoi costi, tutti a carico del Comune, siano stati faraonici, circa un milione d’euro, la carta di pericolosità sismica di base e manca la carta comunale delle aree suscettibili d’effetti di sito ed altri effetti locali (non basta la carta del dissesto, è riduttivo).
Proprio per questo, nei termini di legge, oggi 11 aprile, con protocollo n.2032 ho presentato osservazione alla variante del PSC, attualmente adottata. Queste mie osservazioni, per conoscenza, sono state inviate anche al Presidente dell’Amministrazione Provinciale (allego stralcio) nella speranza che non faccia approvare il PSC, nell’ultima seduta utile del CONSIGLIO COMUNALE del 21 Aprile se priva di questo strumento essenziale. C’è un rigetto, quasi alla Don Ferrante che incolpava le stelle della peste, anche negli amministratori comunali di Berceto, verso il terremoto. Lo hanno dimostrato, delittuosamente, anche per lo sisma che ha colpito le nostre zone il 23 dicembre.
Nonostante, infatti, oltre 40 segnalazioni di danni da parte di cittadini, nonostante i danni al maestoso Duomo, nonostante alcuni fabbricati dichiarati inagibili, non è stata fatta richiesta, ufficialmente, come avevo richiesto il 27 dicembre con nota scritta, all’Amministrazione Provinciale con il risultato che burocraticamente il terremoto ha potuto colpire i Comuni che circondano Berceto come Terenzo, Calestano, Corniglio e Borgotaro saltando proprio il territorio di Berceto. Incredibile. Si può continuare, mi chiedo, per piccole ripicche politiche, ignorare tutto questo??? Mettere a repentaglio vite umane? Non far usufruire di sacrosanti diritti i cittadini del Comune di Berceto?
Proposto da Luigi Lucchi

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