Due cariche, un solo uomo

Attualità e Società Politica Valtaro
sergio squeri

sergio squeri

e che uomo!

Dalla puntata 94 del podcast “Pronto chi bussa” è uscita una discussione interessante riguardante le elezioni comunali che hanno investito l’alta valle del Taro negli ultimi giorni.
Come sempre numerosi sono stati gli appuntamenti organizzati nei bar, nelle piazze e nei paesini per presentare le nuove liste. I discorsi, le parole, i toni sono sempre gli stessi, le bugie per
accaparrarsi una poltrona, le mille promesse ad ognuno di noi, a volte anche contrastanti per accontentare più persone possibile e ottenere così un pugno di voti in più.
In questo periodo dell’anno, la razza umana dei politici sembra avere un aumento improvviso degli ormoni della cordialità, personaggi in cui questi enzimi restano in letargo per circa cinque anni,
e nel momento delle elezioni si risvegliano.

Sono ormoni che incidono anche sulle rughe, meglio del botulino, riescono a fare sorridere, e così si vedono questi homo sapiens uno a fianco all’altro girare per le vie del paese, con il vestito della domenica anche al martedì, con una smorfia sul viso che si avvicina ad un sorriso e come il “sistema Falco” dei carabinieri cercano di catturare quanti più sguardi possibili.

A volte li si può vedere addentrarsi in un locale ed offrir da bere a persone alle quali fino al mese prima avevano fatto fischiare le orecchie. Se li incroci in strada, ad un incrocio ti lampeggiano e cordialmente ti lascian passare.
Al supermercato volentieri ti lasciano il posto in coda; alcuni candidati sindaci hanno dormito al Sigma per due giorni, incapaci di portare a termine la spesa…ma cosa non si fa per i voti, fino a prova contraria la lista a cui tengono loro, non è quella della spesa ma è quella elettorale.
Tornando al podcast, la discussione è nata soffermandoci sul nostro caro amato sindaco di Bedonia, che non potendosi ripresentare per il nostro comune, ha pensato bene di spostarsi nel comune limitrofo di Tornolo.

Tutti noi sappiamo però, che una volta provata Bedonia, non la si vuol più lasciare e quindi si è prenotato un posto da noi come assessore.
Le tre menti del podcast, le tre-mende-menti del podcast, si sono fermate quindi a sottolineare la possibilità in cui, questo grand’uomo, avrebbe potuto ottenere due incarichi in due comuni diversi. Ora, c’è chi diceva che non era possibile e c’è chi parlava di una legge che lo permette, fatto sta che le prove tangibili al momento della diretta non le abbiamo avute, e quindi il match si concluso in parità.

La mia curiosità, mi ha condotto, a dedicare la mia pausa pranzo al problema ricercando nel web una soluzione. Premetto che volutamente non ho verificato la veridicità delle mie informazioni nell’intento di spronare qualcuno in un possibile dibattito sul forum.
Questo è quello che ho trovato nella legislazione riguardanti le elezioni:

Art. 57. Obbligo di opzione

1. Il candidato che sia eletto contemporaneamente consigliere in due province, in due comuni, in due circoscrizioni, deve optare per una delle cariche entro cinque giorni dall’ultima deliberazione di convalida. Nel caso di mancata opzione rimane eletto nel consiglio della provincia, del comune o della circoscrizione in cui ha riportato il maggior numero di voti in percentuale rispetto al numero dei votanti ed è surrogato nell’altro consiglio.

Si parla quindi, parafrasando la legge, di una scelta che il candidato deve fare a elezioni terminate tra le cariche entro 5 giorni dalla convalida; in ogni caso assumerà la carica nel comune in cui ha ottenuto più voti.
Questa prima soluzione potrebbe far guadagnare un punto a me e a Topino e farci concludere il match 2-1, ma gli insegnamenti del Toschi mi hanno portato a credere che per un punto passano infinite rette quindi bisogna cercare un’altra soluzione che ci faccia arrivare almeno al 3-2.

Cosi ho trovato un’altra discussione sull’argomento dove si dice che effettivamente, la legge non esclude la possibilità che una persona assolva due cariche in due comuni diversi:

I commi 3 e 4 dell’art. 47 TUEL ammettono l’ipotesi di assessore esterno, ossia nominato anche al di fuori dei componenti del consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere.
Il Ministero dell’Interno sostiene che parrebbe che la ratio sia nella necessità di evitare un conflitto tra le diverse funzioni, di componente dell’organo di indirizzo e di controllo politico amministrativo e quella di membro dell’organo esecutivo del medesimo comune e ritiene, altresì, che non dovrebbe esistere incompatibilità tra l’incarico di consigliere comunale e quello di assessore esterno presso due distinti comuni, a differenza di quanto espressamente previsto dall’art. 65 TUEL nel caso del consigliere comunale che rivesta la carica di consigliere in un altro comune.

Il Consiglio di Stato interpreta le due norme sopra menzionate riconducendo all’incompatibilità infracomunale di cui all’art. 64 l’esigenza di rispettare il principio sotteso alla forma di governo comunale per cui un soggetto non può far parte contemporaneamente dell’organo d’indirizzo e di controllo politico – amministrativo e dell’organo esecutivo, mentre, l’incompatibilità intracomunale di cui all’art. 65, comma 2 è finalizzata ad anticipare una possibile ed occasionale sovrapposizione di ruoli e di competenze con riferimento ad affari di comune interesse tra due enti territoriali all’interno della medesima Regione.

Pertanto, al quesito se, in sede applicativa, le norme di cui agli artt. 64 e 65, comma 2 TUEL vadano interpretate nel senso di ricomprendere anche la fattispecie oggetto del quesito (incompatibilità tra la carica di consigliere comunale in un comune e di assessore in un altro comune compreso nel territorio della stessa Regione), sebbene non testualmente indicata, il Consiglio di Stato ha fornito risposta negativa in quanto “gli artt. 64 e 65 citati si applicano solo per i casi ivi testualmente menzionati ”.

Infine:

L’art. 64 TUEL prevede che:
“1. La carica di assessore è incompatibile con la carica di consigliere comunale e provinciale.?2. Qualora un consigliere comunale o provinciale assuma la carica di assessore nella rispettiva Giunta, cessa dalla carica di consigliere all´atto dell´accettazione della nomina, ed al suo posto subentra il primo dei non eletti.

Ma…

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano ai comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti.

Per concludere, con la legge italiana siamo sempre su una linea di confine, ciò che sembra regolamentato in un senso viene contraddetto immediatamente dal comma successivo.
Spesso mi chiedo se sia questo uno dei problemi dell’Italia, tantissime cose che sembrano illegali o sbagliate si possono fare perchè la stessa legge, scritta per altro in un italiano incomprensibile, lo permette con dei continui taglia e cuci. A questo punto sembra che il match sia finito 2-2, ma voglio fare un ultimo tentativo.
Basandomi sull’articolo 79, proviamo a calcolare quante ore di servizio giornaliere deve svolgere di media il sindaco:

Art. 79 d.lgs. 267/2000
a) l’intera giornata in cui è convocato il consiglio comunale + il giorno dopo se i lavori si protraggono oltre la mezzanotte.
b) il tempo necessario per raggiungere il comune e quello di svolgimento delle riunioni di giunta e delle commissioni consiliari e comunali previste per legge
c) (in aggiunta) 48 ore mensili.
ulteriori permessi non retribuiti sino ad un massimo di 24 ore lavorative mensili qualora risultino necessari per l’espletamento del mandato.

Quindi facendo un breve calcolo, 8 ore lavorative più le 8 del giorno dopo fanno 16, il tempo per raggiungere il comune non va calcolato visto il breve tratto di strada, più 48 ore mensili, più 24 ore mensili di permessi non retribuiti, per un totale di 88 ore mensili che diviso 22, i giorni lavorativi mensili, fanno 4 ore di media al giorno.
Un assessore invece prende un indennità che si aggira intorno al 15 % di quella di un sindaco quindi, visto che nei nostri comuni la busta paga non supererà i 200 euro credo che il calcolo delle ore giornaliere non servi.

In conclusione, a seconda del lavoro primario del sindaco, se dipendente o indipendente, lo svolgimento di due cariche sembra essere permesso sia dalla legge che dalle possibilità umane.
Quello che mi fa più pensare è la professionalità che può mantenere un uomo mandando avanti due cariche politiche in due comuni diversi, con i plausibili conflitti d’interesse che possono presentarsi specialmente tra due comuni così vicini come Tornolo e Bedonia, a questo punto il match sembra essersi concluso 2-3, io posso solo finire con un…Mah staremo a vedere!

Scritto da Simone Bettosi

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