Maglio spacciare che rubare

Attualità e Società Editoriale

droga_furto.jpgA volte si dice che l’incredibile succede solo in Italia: ci si sbaglia!
Capita ovunque ma, certo, noi ce le andiamo puntualmente a cercare.
Tutto ruota attorno alla politica e, anche localmente, i media si interessano agli accadimenti solo se ricevono un comunicato stampa dalla sede di un partito.
Che tempi!

Questa riflessione nasce dall’accostamento di pensieri sparsi con letture poco impegnate.
Traduzione dal mio italiano sgrammaticato significa che leggendo qua e la sui quotidiani, non ho potuto fare a meno di accostare due notizie.
Con il tempo se ne sono mescolate tre.
Le prime due, fautori del pensiero di massima, erano addirittura nella stessa pagina e, quindi, lo sforzo per creare un paragone è stato minimo.
Vi faccio la domanda: se foste voi a decidere le sorti di uno svaligiatore di banca e di uno spacciatore in un parco pubblico nel vostro personalissimo Stato, non potendo disporre per nessuno dei due casi della pena di morte?
Rifletteteci almeno un secondo e segnatevi su un foglio la risposta.
Io andrò a raccontarvi cosa accade in Italia.
Il rapinatore prende tredici anni e mezzo.
Lo spacciatore sei mesi.
Della serie: meglio rischiare che vostro figlio venga facilmente in possesso di droga (dalla “leggera” alla “pesante”) che vedere un Istituto di Credito privato di una piccolissima parte della sua ricchezza.
Le due ipotesi, a mio avviso, non sono nemmeno lontanamente paragonabili, nemmeno come gravità.
Se nel primo caso, il recupero di un figlio va a gravare praticamente sulla famiglia e sulla sua diretta salute, nella seconda ipotesi la Banca ha un’assicurazione che evita che i soldi dei privati cittadini vadano persi per sempre.
D’altronde è la Banca stessa a creare i soldi che gli servono e prestarli allo Stato, a noi.
Semmai saremo noi a doverci lamentare per ritrovarci, anche da appena nati, con un debito verso le Banche, inestinguibile.
Ma questa non è la notizia sconcertante: il peggio lo si legge quando ci si avvicina al tema “ronde”.
Affrontato alcune settimane fa proprio nel racconto di un volontario che “pattuglia” il nostro territorio, la notizia, tra le poche serie che forse abbiamo mai scritto, non ha destato molte repliche.
Un coro unanime però, dai pochi che hanno notato l’intervista: “No, grazie, niente ronde”.
Tutta un’altra cosa se l’idea nasce dalla Lega Nord.
Una levata di scudi a favore delle libertà individuali.
Il pericolo, subito paventato, che ci sia una caccia allo straniero, all’extracomunitario, al nero, al mussulmano.
Ma stiamo parlando della Lega Nord, partito politico un tempo facente parte del Governo di maggioranza o del K.K.K.?
Che poi, diciamolo, le “ronde padane” non sono altro che una manifestazione in notturna che di controllo sul territorio ha ben poco.
Certamente più un valore simbolico che di vera utilità.
Un gesto per portare alla conoscenza dell’opinione pubblica e dei media che, a questo modo, non si può andare avanti.

Ma non siamo noi a fare le Leggi.

Nemmeno noi a decidere.

Di la tua:

2 risposte a “Maglio spacciare che rubare”

  1. Cagliostro ha detto:

    Non per facile qualunquismo…tu pensa che chi ruba un pezzo di pane per fame da un forno o un vasetto di sugo al supermerkato si passerà qualche brutta ora in caserma, o per aver rubato un camion di pane qualche giorno in galera…invece chi ruba somme impressionanti, chi è invischiato con la mafia ed è stato provato e condannato, ora ci fa le leggi in parlamento e gode di un mare di privilegi che nemmeno un normale lavoratore può immaginarsi!Che questo sia della Lega di Forza italia del PD o del PRC, la menata è sempre la stessa. Sveglia Italia!!!

  2. WebMaster ha detto:

    A tal proposito sono allibito dei nomi messi in campo con i due “nuovi” pseudo gruppi che si sono creati in queste settimane…alla faccia del nuovo. I Signori sono convinti che se io scrivo “SUPERCAR” alla mia vecchia 500 questa si trasformi, come per magia, in una nuova macchina…

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