Le piste ciclabili nella zona valtarese sono spuntate come il buon fungo porcino IGP.
Spesso ne abbiamo trattato la bontà del progetto, dell’idea che ci sta a monte o dei pro e dei contro che la popolazione (che è poi chi la usa) ci trova.
Oggi però il malcontento si fa dimostrazione tangibile sui muri della pista ciclabile di Borgotaro (PR): proprio nel tratto che attraversa il paese.
Coma ho avuto modo di vedere in una delle mie ultime passeggiate in giro per valtaro e valceno, la pista ciclabile di Borgotaro (PR) si distingue da altri tratti gestiti da altri comuni per scostarsi, di tanto in tanto, dalla strada principale che collega il paese a Bedonia.
A tutto vantaggio della godibilità di transitarvi.
Distanti dal traffico e dallo smog diretto dei tubi di scarico camminare per il tratto borgotarese della pista ciclabile è davvero un piacere.
Certo.
Si.
Camminare lungo questo nuovo tracciato fa apprezzare la natura che costeggia Borgotaro ma non ci sarebbe forse questo articolo se non ci fossero delle magagne sotto.
Cosa si potrebbe dire di male di quanto io abbia tanto lodato in precedenza?
Bhè, siamo negli stessi panni di chi, la pista ciclabile in questo tratto, l’ha progettata.
Pensare al tracciato e non a chi lo frequenterà.
Se, infatti, la pista si chiama “ciclabile” non sono solo i ciclisti a percorrerla ma anche i pedoni.
Pedoni che non sono poi molto diversi dai ciclisti, spesso improvvisati della domenica, che si godono un’oretta di sano sport.
E cosa vorrebbe trovare un camminatore che si vuole godere la natura?
Le panchine e i cestini dei rifiuti, per dire un paio di cose…
E allora il disagio si fa tangibile.
Il murales del disaccordo si presenta chiaro a far bella mostra di se.
Inascoltato?
Chi può dirlo?

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