Si è conclusa l’edizione 2006 di Cioccolataro.
A Bedonia (PR), la seconda edizione della fiera dedicata al Cioccolato, è stata caratterizzata da una marea di persone golose (e non) che hanno girovagato, di stand in stand, per i due giorni dedicate al cioccolato&co.
Vedremo se, visto il successo, si avrà un seguito di questa manifestazione che, rispetto all’anno passato, ha avuto un ricambio nell’organizzazione e nello stile di gestione della fiera stessa.
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Un mare di gente.
Questo si è subito notato arrivando a Bedonia, specialmente domenica, e tutte queste persone hanno invaso il centro del paese fino alle prime ore serali.
Rispetto alle altre fiere, soprattutto Autunnando di Valle in Valle, da poco conclusasi, non si sono notate molte differenze, al punto da poter classificare Cioccolataro 2006 un Autunnando Bis.
Una sorta di fiera della produzioni tipiche direbbero alcuni, più che una fiera dedicata al cioccolato:
poche bancarelle dedicate al dolciume e nessun “artista” a comporre creazioni di cioccolato particolari.
Praline, bianco, fondente, zuccotti, alle nocciole o con il peperoncino, non importa, basta che sia cioccolato; basta che ci siano assaggi di vini e liquori, basta avere presenza di sapori tradizionali di altre regioni, musica e folklore.
Musicanti di strada a riscaldare, con la musica, il freddo pungente di questi giorni e una cioccolata calda in tazza per il corpo.
Strana dislocazione degli immancabili e graditi (per i piccini) giochi gonfiabili che hanno occupato non più il parcheggio antistante il Comune ma quello di via De Gasperi.
Conseguenza primaria: le macchine erano parcheggiate un po’ ovunque.
Paragoni con la prima edizione: non ci è dato sapere se la Banda abbia suonato, noi non l’abbiamo sentita, ahimè.
Peccato per l’assenza di maestri cioccolatieri all’opera, stuzzicano l’appetito e fanno di un alimento “arte”.
Poca cura per la pulizia del paese: c’era da aspettarsi uno strabordare di tazzine di plastica dai bidoni e non avrei voluto vedere tanta sporcizia per il paese (ma nemmeno il Sindaco munirsi di sacchetti neri e cambiarli a mano).
Diciamo, per concludere e lasciarvi alle immagini, che di feste, fiere, di questo tipo ce ne vorrebbero una al mese, specialmente in questo periodo di “stanca”.
Sempre valorizzando l’aspetto gastronomico e del vivere bene che abbiamo noi in valtaro.
Sempre con un filo logico ed evitando, se si parla di cioccolato, di funghi, di vino, di mischiare troppo le carte nel tavolo: non ci si capisce nulla, nel caos tutto sembra uguale e niente viene valorizzato.
In oltre, sempre la stessa solfa, fa in modo che si perda attrazione per le manifestazione.
Copiamo i punti favorevoli delle grandi fiere italiane e facciamone tesoro, così come dal nostro passato.
Tirando le somme, le differenze tra prima e seconda edizione di Cioccolataro si vedono, non forse nei numeri di frequentatori ma nello stile e nel pensiero che ha fatto nascere le edizioni.
Le foto della prima edizione di Cioccolataro le trovate nell’Archivio fotografico:

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