Signor direttore,
mi aiuti, per quanto è possibile, con il suo giornale, attraverso l’informazione, le notizie, le inchieste giornalistiche e l’indignazione: vogliono chiudere molte sedi AVIS, in tutta la Provincia e la richiesta, per quanto ho potuto capire, non viene da cervellotiche ed ottuse Leggi Nazionali o Regionali, ma dall’Avis regionale, viene dalla stessa benemerita associazione di volontari in contrasto, però, con le sedi comunali, trovando purtroppo, una dirigenza provinciale supina e disponibile a differenza, ad esempio, di quella di Modena.
Insieme ad altri Sindaci ho coinvolto, sapendo che se ne interessa, il Sen. Giorgio Pagliari e sono disponibile, come Sindaco, a fare tutto quanto è necessario, anche forme di protesta non violente, ma eclatanti per scongiurare questa assurda e micidiale, per le sorti della montagna, decisione.
Il mio Comune riesce a dare servizi, infondere sicurezza, far vivere meglio i cittadini, grazie, soprattutto, ai volontari di ogni settore. Un bene prezioso, un tesoro di cui anche Berceto – forse pur non avendo la piena consapevolezza da parte degli stessi cittadini – è ricco, grazie alla Croce Rossa, all’Avis, all’Unitalsi, all’Aido, al servizio di taxi sociale e tanto altro, anche nel settore sportivo e del tempo libero.
Sono convinto, poi, che dopo questo periodo di ubriacatura, di slogan, senza costrutto, che vogliono accentrare, concentrare tutto, come è sempre avvenuto nelle fasi decadenti delle società , si tornerà a ragionare, con buon senso, scoprendo come sia determinante, per il benessere e lo sviluppo, una forte ramificazione sul territorio e un vero decentramento di tutto. Se lasciamo, per disinteresse, insipienza, distruggere la rete dei volontari, esempio quelli Avis, sarà difficile, forse impossibile, ricostruirla.
Sono convinto che in un prossimo futuro società come quelle della montagna, se vorranno sopravvivere, dovranno basarsi sul volontariato, sulla cooperativa di comunità, sul desiderio di costruire classi dirigenti locali e mantenere l’autonomia del proprio territorio arrivando, se necessario, a garantire, privatamente (in forma di cooperativa sociale): la guardia medica, le poste e le scuole oltre ad altri servizi. Chiudere la sede Avis, impedendogli, insomma, d’essere utilizzata per i prelievi di sangue dei volontari, nonostante il vaglio, del resto positivo dell’ASL, con l’accreditamento, vuol dire distruggere la rete di volontari, di dirigenti locali altrettanto preziosi. Pochi, infatti, saranno disponibili, soprattutto tra gli artigiani,sobbarcarsi un viaggio per andare a Parma, Fornovo o Borgotaro per compiere un atto d’amore e donare il proprio sangue.
L’ottusità del settore pubblico che continua a spogliare la montagna di tutto invece d’essere contrastato dalla politica, dai volontari, dai privati, pare, in un mondo capovolto, che riesca a contaminare anche questi settori. Verrebbe, insomma, a cadere ogni speranza e forse, seppur in buona fede, è quello che vogliono questi “dittatori” e distruttori di benessere, cultura e storia.
Io non ci sto!
E lei signor direttore?
Luigi Lucchi
Sindaco di Berceto

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