Berceto non è più un comune montano

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Le fervidi menti di un Parlamento oligarchico hanno pensato bene, con un dispositivo di Legge, inserito nella finanziaria, di togliere i presunti disagi dei comuni montani.

La soluzione è semplice e geniale: non riteniamoli più comuni montani. Se non sono montani non avranno disagi. Deve essere stato questo il fervido ragionamento. Una soluzione questa che se funzionasse andrebbe subito applicata in tanti settori. Che ne so! C’è la povertà, ad esempio, togliamola per decreto. Così la mafia e persino le malattie, il dolore e tanto altro. C’è da chiedersi come mai non abbiano fatto queste cose prima. Ma da chi siamo stati governati dal 1946 ad oggi? Da poverini, mentecatti e inconcludenti parlamentari.

Finalmente il Parlamento oligarchico funziona e risolve i problemi veri e in modo indolore senza aumentare le tasse. Affermato questo, e plaudendo alla decisione, spero si capisca che non ho nessuna fiducia in un Parlamento scelto da poche persone: Berlusconi, Bersani e all’epoca Veltroni, Casini e Di Pietro, sono abituato a vedere, arrivando a scorticarmi per il rigore intellettuale, le mie responsabilità e quelle di noi montanari.

Non riuscirei ad esprimere critiche se prima non critico, sinceramente, me stesso. Ho sempre motivo, come tutti, credetemi, di criticarmi.

Ebbene, a ben vedere, sono molte le nostre colpe compreso quella di non protestare a sufficienza per una legge elettorale che non permette di scegliere i nostri rappresentanti. Se avessimo dei Parlamentari che ci rappresentassero davvero e che in qualche modo dovessero ottenere il nostro consenso ovvio che una decisione del genere, riguardo i comuni montani, non l’avrebbero mai assunta e addirittura usando la Legge Finanziaria. Non siamo stati neppure degni di una riforma grande o piccola. Siamo, ma lo sappiamo tutti, dei servi. Trovo, poi, demenziale che siano considerati Comuni montani, nella nostra Comunità Montana, solo Bardi, Tornolo e Bedonia.

Era ed è demenziale, però, ritenere montani Fornovo, Varano Melegari, Langhirano e poco tempo fa persino Medesano, Sala Baganza e Felino. Il solito pendolo all’Italiana tutto da una parte e poi tutto dall’altra. Mi chiedo, però, che forza avremmo ora se avessimo avuto la capacità di autoriformarci togliendo dall’elenco noi questi Comuni a tempo debito? Non ci sentiamo, inoltre, in colpa anche se è giusto stracciarsi le vesti per questa decisione sulla montanità dei Comuni, nell’aver usato com’è stata usata ed è usata la Comunità Montana?

Arrivando all’essenziale è un Ente che serve, in definitiva, a pagare 20 stipendi ai dipendenti e sino allo scorso anno un buon stipendio al Presidente e Giunta. Una grande e confortevole sede, anche con lussuosi luoghi, una liturgia legata alla Giunta e Consiglio e poi solo delibere per la discarica di Tiedoli e depuratore di Borgotaro. Null’altro. Ho piacere d’avere sempre sostenuto che era un Ente inutile, quindi dannoso, e di aver votato contro, in tempi lontani, unico rappresentante, addirittura assessore, in Consiglio Provinciale, nel 1989 al riordino richiesto dalla Regione di questo Ente. Riordino che significava, di fatto, istituzione delle Comunità Montane, anche se erano sorte nel 1971.

Per i cittadini l’eventuale perdita delle Comunità Montane sarà perfettamente indolore. Al contrario il suo forzoso mantenimento, come deciderà di fatto la Regione, toglierà risorse a progetti più utili.
Sarebbe ingiusto, e non voglio esserlo, pensare solo alle Comunità Montane. Che dire di Montagna 2.000 L’acqua è aumentata di oltre il 200% in pochi anni ma i servizi sono restati uguali e a Berceto peggiorati. Ecco, poi, l’Ato (ambito territoriale ottimale) altro incomprensibile e inutile ente con Assemblea, direttivo, Presidente, Direttore, dipendenti e sede tutti pagati con le bollette dell’acqua.

Arriva poi l’ACER, per le case popolari, che esautorano il Comune ma lasciano gli appartamenti popolari, ora di proprietà del Comune, come quelli di Berceto, in condizioni che i Paesi dell’Est, neppure nei momenti di sfascio si sono trovati. Adesso è arrivata la “diavoleria” dell’Asp (Azienda Servizi alla Persona) che pur non essendo partita sino ad ora è costata oltre 100.000 euro e molto di più ne costerà in futuro. Sempre per l’impazzimento Regionale l’Asp, appena istituita che doveva avere le case di riposo dei Comuni è di fatto esautorata ma non soppressa dalla Legge delle Cooperative accreditate che dovranno, per Legge, appunto, gestire le case di riposo.

Potrei continuare ma ho fitte allo stomaco sia da cittadino che intravede come vanno, meglio non vanno, le cose sia come Sindaco rendendomi conto che anche i Comuni non scherzano negli sprechi e nell’asservimento oltre che nella burocrazia. Un PSC (Piano Strutturale Comunale) costato circa 1.000.000 (unmilione) alle casse comunali che è servito per lasciar costruire due case (dico 2) e ricacciare in casa dei genitori una giovane coppia di Berceto nel momento in cui gli è nato un figlio che non sapevano dove mettere nella loro piccola casa che non poteva, per sviste del PSC, essere ristrutturata.

Questa lunga premessa per dire: Cari colleghi Sindaci protestiamo pure ma rendiamoci conto che la vera protesta andrebbe indirizzata alla nostra pigrizia mentale. I nostri Comuni non abbisognano di riconoscimenti di montanità che comunque non guasta ma di amministratori, bianchi, neri, rossi, e cittadini convinti che oggi possiamo avere molte, molte risorse. Serve una riforma vera della politica e delle Istituzioni ma cerchiamo di iniziare a farla in casa nostra.

Se facciamo questo avremo una forza da muovere le nostre montagne e alzarle perché montagna, essere in alto, insomma, è bello.

Scritto da Luigi Lucchi

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