Uno schifo!
Napoli si mostra al mondo con montagne di immondizia per le strade, nelle piazze, nei cortili delle scuole, ovunque.
Non si respira.
Non si sente nemmeno l’odore di persone pulite dentro, ahimè.
C’è chi protesta, ma per cosa, ancora non lo si capisce.
In Italia siamo l’unico paese al mondo in cui, chi non fa le cose per bene nella pubblica amministrazione, invece che lasciare il proprio incarico, rimane ancorato alla poltrona per dovere.
Siamo anche i soli a chiamare termovalorizzatore gli inceneritori.
Che sono poi la stessa cosa e che quindi se una parola richiama alla valorizzazione, come se un pannolino sporco, bruciandolo possa diventare una nuovo pannolino, una sveglia, un bicchiere.
La seconda, brutta, bruttissima parola da non dire mai, è sporca: la cenere, ridurre in cenere, respirare cenere.
No, noi vogliamo che quello che compriamo e poi utilizziamo, racchiuso in mille contenitori ingombranti e assolutamente non bio-degradabili, una volta nella pattumiera, scompaia.
Crediamo che arrivato in discarica venga ridotto ai minimi termini, tolto di tutte le componenti utili e riusato per fare altre “cose” utili.
Ma in America cosa ne fanno della monnezza?
Ed in Cina?
Non lo so, ma vedo che a Napoli, la lasciano in strada.
Chi la porta e chi la lascia morire in strada sono domande alle quali nessuno sa rispondere, o meglio, a nessuno importa.
Discariche non se ne possono aprire.
E noi siamo sempre convinti che tutto ciò che buttiamo via venga, con sofisticati “apparati”, selezionato, smistato, ripulito e riusato all’infinito.
Tra quanto la nostra, la vostra, città diventerà il nuovo caso Napoli?

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