Dopo le trascorse puntate del nostro podcast, che come oramai avrete dovuto sapere, si intitola “Pronto Chi Bussa“, siamo tornati su temi seri (in maniera seriosa) di questo caldo giugno.
Un torrido giugno se si pensa a quante idee bislacche, serie, dovute, attese che si stanno realizzando nei nostri comini valtaresi.
Una eccessiva esposizione ai raggi solari che, evidentemente, deve aver fatto saltare qualche meccanismo in più di una persona.
Ed, in quanto tali, anche in Assessori, Ingegneri, Cittadini (tutti con la lettera maiuscola per non far torti a nessuno).
Ponti chiusi, strade sventrate, aiuole risistemate.
Tutte, in parte, alcune.
Incuranti del caldo, del traffico, delle varie esigenze.
L’italico lavoro, mal gestito, mal organizzato, mal fatto(?) ha preso piede nei nostri comuni e sembra che la corsa a chi “la fa più grossa” sia cominciata.
Rotonde, semaforo, ascensore, stazione, sottopassaggio, aiuole, viabilità in genere sono il pane quotidiano per chi vuole fare politica.
Con buona pace di cittadini neri (di rabbia) che improvvisano “teatrini” per strada.
E state certi che non si tratta di marionette.
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Poca informazione.
L’emittente locale (volente o dolente) scalpita dietro al “Ghezzi de noattri” che elogia il bello e sbologna le cose che non vanno ad articoli epistolici di una scuola che fu.
E che vorrei imparare.
Non si informa, si dice, si avvisa a cose fatte, si pettegola e si lecca a destra e a manca vuoi la Comunità Montana (provate a scrivere una e-mail, la vedrete girare di cassetto in cassetto ma la risposta latita, latitanti), il Comando dei Carabinieri, le Associazioni (ma sole quelle che “poi ci tornano utili“).
Si hanno gli occhi aperti solo per guardare e non per vedere.
Noi staremo pacifici al nostro posto, tanto, veniamo buoni solo per promesse elettorali.

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