Qual è la vostra più grande paura?
La mia fino a pochi mesi fa era il volo…poi mi sono laureato sono maturato direte voi, eh no!
Non è per quello, laurea vuol dire congratulazioni, soddisfazioni, REGALI.
E come rispondere alla tua ragazza che ti dice: amore volevo farti una sorpresa, ma te lo dico adesso (sei mesi prima) come regalo di laurea ti porto ad Antigua!
Va bene prendiamo su la mia o la tua?
Mah cosa hai capito, dice lei…Carabi sto parlando di Carabi, non di Riccione…aereo bisogna andarci in aereo!
Aereo, Aereo, mi ricorda qualcosa? Ma perché la panda non va bene? Due gommoni per lato…
Uffa e adesso come faccio a dirgli di no…prendo coraggio ci vado.
Eh ma non è mica cosi semplice, ho ancora davanti sei mesi, sei mesi di tarli, di notti insonni…Terrore per il volo, amici bastardi che ti rassicurano a modo loro.
Alla fine me ne faccio una ragione, il posto paradisiaco, il mare sconvolgente, la spiaggia bianchissima mi fanno dimenticare 12 ore in aereo, due scali, 7000 km di oceano e la mancanza di autogrill.
Arriva il giorno, stranamente sono rilassato, di corpo ci sono andato solo 4 volte, non è male, se pensiamo che nei giorni successivi non ci andrò più!
Partenza da Malpensa, e dopo i primi 5 minuti di terrore stiamo attraversando le Alpi, il panorama è fantastico, e dopo la Spagna…l’oceano!
Dopo 12 ore di crampi, finalmente arriviamo a destinazione.
Scesi dall’aereo, notiamo subito un rigore nella sicurezza, un’applicazione della 626 veramente…imbarazzante. E quindi ci incamminiamo in fila indiana verso l’aeroporto attraversando circa 800 metri di pista, in una Antigua al tramonto.
L’impatto con l’isola, dopo il travaglio del volo non credo che sia stato dei più reali, eravamo stanchi, per noi erano le 2 di mattina e li erano le 5 del pomeriggio, al pensiero di dover cenare ti senti un po’ male. L’unica cosa che mi ha tenuto presente è stata la guida a sinistra su dei Vanette ad otto posti che sfrecciavano a folle velocità in strade lunari (per le buche) e guidati da neri con i rasta che ascoltavano musica reggae a manetta.
Quello che è successo dopo è stato un veloce approccio con la camera, le presentazioni con il letto e via verso la fase R.E.M.
Quando ho aperto gli occhi, ero catturato dal canto di circa 40 uccelli, ho provato a richiuderli ma niente da fare, ho guardato l’ora (quella del posto) erano le 4…ehm devo riuscire a dormire ma il canto di sti passeri indigeni, era insopportabile…premetto che abitando a Parma, zona ospedale, son abituato a condividere il sonno con il rumore…però qui niente da fare.
Allora mi alzo, guardo la Marika con invidia, lei dormirebbe anche dentro ad una cassa da discoteca, non provo neanche a svegliarla, e mi dirigo verso la veranda…mi tolgo tutti gli indumenti e completamente nudo vado sul balcone a salutare l’isola, e come Adamo mi sento in paradiso, dalla camera attraverso una vegetazione meravigliosa si scorgono le onde tranquille del mar dei Caraibi.
Raccontarvi tutto sarebbe difficile, con le foto un’idea ve la fate…posso dirvi, però, quello che si prova in quel posto, che non si trova facilmente, e che va al di la del mare bellissimo.
Sto parlando della tranquillità; qua la gente hai suoi tempi, sono beati, aprono tardi e chiudono presto, chi non lavora per il turismo lo vedi sulla spiaggia a mangiare frutta dagli alberi, a vendere cocco ashis, marijuana e cocaina. Chi vende conchiglie e si fa chiamare anaconda, non sto a spiegarvi perché, e chi fa le treccine ai turisti come me! È veramente un posto straordinario per un occidentale, io lo consiglio…chiaramente vi deve piacere il mare perché qui non c’è altro, e a me che il mare piace “così così” dopo qualche giorno cominciavo ad impazzire, però qui ogni spiaggia è bellissima, non c’è nessuno, ristoranti in riva al mare, arrivi stendi l’asciugamano, prendi il sole fai il bagno e l’unico rumore viene dal mare.
Qualche volta incontri i pescatori che semi nudi camminano in acqua, compri il cocco a 1 dollaro dallo spacciatore di fiducia, e ogni persona del posto che incontri ti da il benvenuto, e cerca di farsi utile con te dicendoti; “Hey boy, it’s all okey, if you want, I can help you for everythink”. Poi se realmente lo fanno non lo so però ti fanno sentire a casa.
Alla fine è una vacanza come le altre, diciamo che il divertimento è ridotto all’osso, qua c’è il mare e la spiaggia. Non siamo in Italia quindi la cucina fa schifo. Da visitare sicuramente la città di Saint John, molto caratteristica.
Concludendo, detto da un profano del mare come me, è un’esperienza che merita di essere fatta anche se il mare non è la vostra più grande passione, se capite come la gente vive qua è facile che non tornate più a casa.
Venite e respirate questo clima, fotografate questa gente, parlate con loro, provate a conoscerli, siate rispettosi perché loro lo sono, e sarà un esperienza meravigliosa.
Scritto da Simon

Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.