Quest’oggi, ma è solo una comodità linguistica dovuta al non sapere mai come inizire questi miei “testi”, mi ritrovo seduto in poltrona a pensare al da farsi.
Ho la possibilità di immergermi in una natura bellissima offertami gratuitamente e senza chiedermi indietro null’altro che il rispetto, oppure, in condizioni leggermete avverse, l’utilizzare uno strumento potentissimo come il mio Pc collegato alla “rete globale”.
Un click e posso “essere” ovunque nel mondo, vedere, ascoltare, comprare.
Mi concedo ancora qualche istante di seduta comoda, rilassante e decido.
Non ho ancora ben chiaro cosa voglio fare ma questa non è certo una cosa nuova ne per me ne tanto meno per chi mi conosce bene, ma anche solo ha avuto modo di sfiorare la mia persona(lità).
Per prima cosa mi preparo con lo spirito giusto e l’atmosfera adeguata a quanto vi dirò in seguito essere una considerazione semplice, che non avrebbe bisogno di tutti questi giri di parole e preamboli.
Le tende tirate e l’assenza di rumori se non il clack dei tasti che uno dopo l’altro compongono il puzzle del senso (se mai arriverò a spiegarvelo in maniera comprensibile) delle mie “parole”.
Capita, delle volte, di assistere a cose che la mente rielabora a suo modo, individuale, che non sempre può essere interpretato in maniera univoca da tutti.
Grazie alla possibilità, che mi sono dato e che voi tutti potete avere, di confrontarmi con il resto del mondo (o meglio i fortunati che seguono queste pagine seppur casualmente) sono qua seduto mosso da un intento, velato come in questo principio ma che, spero, possa svelarsi in tutto il suo ambiguo risalto.
Ho la possibilità di avere tempo libero da vendere e poterne perdere notevolmente per ricercare qualunque cosa io voglia comprare in diversi spazi (leggi negozi) sparsi un po’ in tutto il mondo.
Molti di questi però rimangono solo una possibilità mentre altri sono limitati esclusivamente dalla voglia/tempo di muoversi o dalla mia personale possibilità di reperire informazioni.
Già, il vero grande problema di tutti i giorni per molte, moltissime questioni è il reperire le informazioni giuste nei tempi più rapidi possibili.
Non ricordo dove l’ho letto o sentito ma effettivamente se non si leggesse sul giornale o vedesse al telegiornale di un determinato fatto questo, non solo non sarebbe di dominio pubblico ma non sarebbe mai esistito, accaduto.
Chi crea pubblicità, chi fa marketing, chi vuole attirare clienti di queste cose se ne preoccupa e tanto.
Si fanno campagne pubblicitarie di svariate centinaia di migliaia di euro sulle televisioni nazionali e via via fino al volantino lasciato sul tergicristallo della macchina parcheggiata.
Tutto questo avrà un senso, non saranno tutti soldi buttati o inquinamento (in ogni sua forma)?
Bhè penso di si e se un prodotto lo si sceglie rispetto ad un altro, statene certi nei maggiori dei casi, è solo per il fatto che il suo nome ci suona famigliare, perchè è di moda, perchè lo hanno i VIP, perchè ci da più sicurezza di quello sconosciuto.
Tutto questo perchè l’informazione ci è giunta.
Per questo, nella scelta dei miei acquisti, mi affido a svariati mezzi d’informazione e ad un notevole uso della materia grigia.
Riviste, internet, vetrine, televisione e quei simpatici opuscoli che di tanto in tanto trovo nella mia cassetta postale con tante occasioni a prezzi scontatissimi.
Ebbene non ci crederete ma quello che a Parma trovava posto in una immensa cassettona della posta esterna all’edificio dove risiedevo a Bedonia non esiste.
O meglio, esisteva ma è stato “bandito”!
Mi spiego meglio. Ho avuto la possibilità per svariati anni di poter andare a piedi in centri commerciale piccoli, medi e grandi in svariate città del nord Italia, fino a quando non mi sono ritrasferito nella bella e ridete cittadina di Bedonia (e molti sapranno di cosa si tratta).
I miei genitori ci vivono da svariati decenni e, a dir loro, si trovano anche bene. Io vi saprò dire meglio nei prossimi anni.
Essendo uno spendaccione ed essendolo in special modo per apparecchiature tecnologiche più o meno costose, nell’acquisto, posso anche prendere in considerazione di spostarmi di svariati kilometri.
La macchina l’ho presa anche per questo, il tempo non mi manca e poi con le nuovissime infrastrutture viaggiare è molto più comodo e addirittura, quando sarà finita la pista ciclabile, se mi rimettessi un po’ in forma, potrei arrivare a Parma anche in bicicletta.
Grazie alla nanotecnologia riuscirei anche a fare aquisti e ritornare indietro!
Ma rimanendo il più possibile sul tema e non volendo annoiarvi ulteriormente con troppi discorsi (che rimando ad altri articoli, attenti voi) stavo dicendo che la cosa fondamentale è avere l’informazione.
Per fare in modo che questa informazione giunga in tutta la provincia di Parma molte aziende, ditte, coop, negozi, uffici, si affidano alle Poste Italiane.
Spesso vedevo, al suo posto impilato su altri giornali, questo (benedetto) frutto dello scandalo, con i suoi prodotti in vista, la sua grafica eccessivamente colorata e carica di contrasti e richiami, con i suoi prezzi concorrenziali e miriadi di rate piccole piccole.
Altre volte, nelle mie missioni impossibili in posta vedevo vagonate di opuscoli in via di smistamento.
Ora non più!
Mi informo e chiedo al postino di turno come mai la mia cassetta (misera già di suo) rimanesse di giorno in giorno mestamente vuota di qualsivoglia pubblicità.
Forse non si spendevano più soldi per una pubblicità si invasiva?
Forse non ho speso abbastanza soldi da meritarmela?
Forse il dio denaro non era interessato a questa Bedoniapiccolopesinopoverodimontagna?
La risposta mi ha lasciato un po’ di stucco: loro quella “roba” non la consegnano più.
Cercate di capire la mia faccia…ho parlato di opuscoli pubblicitari non di “roba” illegale e forse vedendo che non riuscivo a batter ciglio, o pensando che i microfoni fossero spenti, si sbottona un po’ di più e aggiunge che il postino non li avrebbe più consegnate in seguito a delle lamentele ricevute in posta da alcuni commercianti locali.
Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!
Quindi la concorrenza di altri negozianti, magari grandi cateni di distribuzione, quelli cattivi per intenderci, quelli che sfruttano i lavoratori e fanno abbassare i prezzi (chi sono costoro?) posso capire infastidiscano il commercio locale già abbastanza barcollante e legato a chi comunque risiede in questo paesino (leggi sopra).
Ebbhè, hanno ragione.
Magari non mi potrò comprare l’ultimo telefonino ad un prezzo interessante ma almeno farò mangiare una famiglia.
La cosa è andata avanti e sulla domanda riguardante che fine faceva tutta quella carta ho avuto una rassicurazione.
Non viene reciclata ma almeno non viene più accettata e rimandata al mitente, che ha smesso di mandarla.
Queste sono le cose ufficiali/ufficiose ma io vi dirò di più:
ho scoperto che c’è un vero e proprio giro di “spacciatori”, di “pusher”, dell’occasione.
Manovratori occulti che smistano al di fuori del “matrix bedoniese” il tanto richiesto opuscolo pubblicitario.
Non posso svelarvi la mia fonte, causa la perdita dei favoritismi nei miei confronti, ma sappiate carissimi consumatori che qualcosa è possibile fare e avere.
Si racconta che per lo “spaccio” vengano utilizzati anche l’incarto della pizza o del panino della pausa pranzo o che un gruppo di anziani saggi tramandi prezzi, modelli e località d’acquisto oralmente.
Inoltre alcuni suggerimenti sono inseriti in canzoni popolari ascoltabili mandando il nastro al contrario.
Con buona pace di tutti, vi saluto e vi lancio un’ultima riga criptica:
ma tutto ciò è possibile? Esiste? Ci fate? Ci siete? Siete connessi?
Un aquirente nell’ombra!
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Finalmente un bel articolo!abbasso la pubblicit? invasiva!