Italia-Cina tra fake news e verità

Economia e Finanza Politica

Dalla comparsa del Coronavirus e della conseguente malattia chiamata COVID-19 si è susseguita tutta una serie di versioni dei fatti. Le notizie si sono sparse, come sempre, molto velocemente ma sempre più spesso le fake news hanno fatto da padrone nell’intero panorama mondiale. Il fatto che il virus fosse partito dalla Cina ha inizialmente scaldato gli animi di molti che non hanno impiegato molto tempo ad avanzare le ipotesi più disparate. A volte improbabili. A volte quanto meno assurde. Poi tutto il resto del mondo ha dovuto fare i conti con questo nuovo nemico e nessuno, in realtà, sapeva come agire e riparare alla tragedia che ne stava derivando. “È colpa della Cina che non ha dato l’allarme in tempo e non ha comunicato all’OMS quanto stava accadendo” la versione di alcuni. Trump lo chiamava inizialmente il “virus cinese”. Poi ha dovuto fare i conti con il Coronavirus anche lui con tutti i suoi Stati Uniti. “È un complotto” ha urlato qualcun altro. “È un virus creato in laboratorio”, “è colpa dell’America che vuole rallentare la corsa della concorrente Cina alla potenza mondiale”. Di tutto si è detto.

Azioni legali sono state intraprese contro la Cina e in Italia, per esempio, l’Hotel De La Poste di Cortina d’Ampezzo e il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) hanno denunciato le autorità cinesi perché non avrebbero attivato le adeguate misure di contenimento e di comunicazione all’OMS previste dalle normative internazionali. Anche nel resto del mondo è stata spesso presa di mira la Cina da chi si è sentito e si sente vittima di tutto quello che è accaduto e sta accadendo, a livello di ripercussioni sull’economia globale. Magari per la confusione che questo virus ha portato, essendo un virus mai esistito prima nell’uomo e quindi del tutto sconosciuto nei sintomi, nelle cause e negli effetti. Ma proprio l’OMS ha dichiarato che ad oggi la fonte di SARS-CoV-2, cioè il coronavirus che provoca la malattia COVID-19, è sconosciuta. Le informazioni attualmente a disposizione, come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, suggeriscono “un’origine animale e che non sia un virus costruito” in laboratorio, come alcuni hanno sostenuto. Molto probabilmente il “reservoir ecologico” di SARS-CoV-2 risiede nei pipistrelli. SARS-CoV-2 appartiene a un gruppo di virus geneticamente correlati, tra cui SARS-CoV (il coronavirus che provoca SARS) e una serie di altri coronavirus, isolati da popolazioni di pipistrelli.

L’Istituto superiore di Sanità, poi, spiega che “la comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto (chiamato spill over o salto di specie) e si pensa che possa essere alla base anche dell’origine del nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Al momento la comunità scientifica sta cercando di identificare la fonte dell’infezione”.

La Cina, d’altronde, ha sempre dimostrato amicizia nei confronti dell’Italia, tanto da inviare, in piena emergenza, soccorsi e aiuti di vario genere. Alle ipotesi azzardate dal primo momento ne sono susseguite altre.

Il risultato è che oggi il 36% della popolazione italiana, come emerge da un sondaggio SWG dei primi giorni di aprile 2020, vede nella Cina il principale partner strategico in questa era di emergenza e post-emergenza sanitaria da Covid-19. Una percentuale minore, cioè del 30%, pensa invece che il partner ideale sia costituito dagli Stati Uniti. La percentuale restante è indecisa tra l’uno e l’altro Stato.

Abbiamo rivolto delle domande su tutto questo a Carlo Capria, dirigente della Presidenza del Consiglio di Ministri e all’Avvocato Emiliano Vignola. Abbiamo chiesto le loro opinioni e le informazioni che hanno a disposizione relativamente alla provenienza del virus, i rapporti tra Italia e Cina durante questo periodo così difficile e come vedono il futuro di questi rapporti tra i due Paesi. Anche per quanto riguarda le denunce da parte di strutture ed enti privati italiani alle autorità cinesi abbiamo chiesto il loro parere. Siamo lieti di constatare e confermare ciò che ne viene fuori: la conferma dell’amicizia tra Italia e Cina oggi e sempre di più nel futuro, e poi le spiegazioni e opinioni sul perché queste denunce alla Repubblica Popolare Cinese: ricerca di pubblicità? O potrebbe essere tutto giustificato dalla paura di rimanere senza lavoro, dalla disinformazione generata dalle fake news? Questo e molto altro sul tema nelle risposte dei nostri intervistati.

Intervista a Dott.Carlo Capria,dirigente della Presidenza del Consiglio di Ministri :

 

Intervista ad Avv. Emiliano Vignola:

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