Città in transizione

Annunci Politica
decrescita felice

decrescita felice

Qualche tempo fa ho fatto un viaggio in Inghilterra, organizzato da PAEA [Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente] e MDF [Movimento per la Decrescita Felice].

Meta principale una cittadina nel Devonshire, Totnes. Qui, grazie all’impegno di un gruppo di volenterosi facilitatori, ha preso piede un’iniziativa, un movimento a dir poco interessante che ha poi coinvolto decine di piccole città.

Lassù le chiamano Transition Towns, città in transizione.

Transizione da cosa e verso cosa?

Partendo dalle teorie di Hubbert sul picco del petrolio e dalle precarie condizioni climatiche del pianeta, queste piccole città si stanno adoperando per fare in modo che i propri consumi e lo stile di vita dei cittadini coinvolti vengano plasmati seguendo queste nuove [relativamente] imminenti impellenze ed inseguendo forme di benessere che non abbiano a che fare con il semplice arricchimento materiale. Tutto questo si traduce nei fatti nel tentativo di de-petrolizzare l’economia locale attraverso una serie di accorgimenti. Quindi transizione da una crescita illimitata della produzione e dei consumi ad una forma di sviluppo che tenga conto dei costi ambientali delle attività antropiche.

Rob Hopkins, studioso di permacultura, ha promosso la formazione di gruppi di lavoro [attualmente è coinvolto il 20% del totale della popolazione locale, circa 8000 persone] che si sono posti la fondamentale domanda: in che modo una comunità locale può prendere provvedimenti per rispondere al cambiamento climatico e al picco del petrolio, per valorizzare le risorse presenti nel proprio territorio? In che modo è possibile introdurre in una comunità il concetto di resilienza, intesa come la capacità di un sistema di assorbire il cambiamento senza degenerare? In che modo è possibile condizionare, dal basso, l’operato delle Istituzioni comunali?

Dunque, quali sono questi accorgimenti? Sono tante e piccole azioni che sommate portano a risultati di degna rilevanza in diversi campi tra loro interagenti.

Nel campo dei bisogni primari nei dintorni della città sono sorte aziende per la produzione di cibo, sono stati realizzati orti familiari su terreni pubblici nei dintorni del paese, sono stati piantati alberi da frutto nei viali e nei parchi pubblici, sono stati coinvolti i negozianti ed ora il 60% del cibo consumato è prodotto localmente.

Nel campo economico-produttivo è stata fatta un’analisi dei bisogni della comunità locale e di conseguenza è stata avviata la formazione di professionalità per favorire la creazione di lavoro in loco, contadini e artigiani sono stati incoraggiati a produrre tenendo conto dei consumi locali più che dell’esportazione, l’assenza di intermediari e di trasporti permette di mitigare i prezzi e di limitare i consumi di combustibili; è stata inoltre coniata una moneta locale [Totnes Pound, accettata in 75 esercizi commerciali] per valorizzare l’economia locale e ricavare dalla sua “vendita” fondi per favorire forme di sviluppo [recupero di terreni incolti, incentivi alla bioedilizia…].

Nel campo energetico sono sorte cooperative per l’acquisto di tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili, è stato programmato l’uso del territorio [aree da bonificare e dedicare all’agricoltura, aree da convertire a bosco, aree da convertire a colture per la produzione di biomassa], è stata avviata una massiccia campagna per la diminuzione, il riciclaggio ed il riuso dei rifiuti, si svolgono regolarmente attività di audit energetico per le imprese e corsi educativi nelle scuole sul cambiamento climatico e sul picco del petrolio.

Il campo sociale è insieme il presupposto e la conseguenza di questa serie di attività. Senza una forma di coesione sociale iniziale non è possibile avviare l’esperienza della transizione; ma la socialità è anche il prodotto della vicinanza e della sinergia tra diversi attori.

I risultati dell’avvio della cultura della transizione sono tangibili: è possibile accorgersi del cambiamento non solo dai continui richiami nei negozi [“qui si accettano Totnes Pounds”] o dalla provenienza dei prodotti alimentari e artigianali, ma soprattutto, entrando nel tecnico, dalla struttura della pianificazione territoriale che affonda le proprie radici nel Town & Country planning tipico della cultura anglosassone [si pensi, ad esempio, alle città-giardino].

Ma bisogna sottolineare che l’esperienza della transizione si è rapidamente diffusa non solo in Inghilterra [un centinaio di città ha aderito al Movimento], ma anche nel resto d’Europa fino alla Nuova Zelanda e alle Americhe. In Italia recentemente Monteveglio [BO] ha avviato la propria esperienza di transizione, ed è auspicabile che anche altrove, magari in sinergia con l’Associazione dei Comuni Virtuosi, possa diffondersi questa buona pratica territoriale, foriera di benessere ed assunzione di responsabilità individuale e collettiva.

Partendo dal pragmatismo tipicamente inglese, la cultura della Transizione unisce concretezza e flessibilità: i promotori dell’iniziativa hanno coniato una sorta di ricetta [flessibile implementabile adattabile integrabile modificabile] che si risolve nell’essere un suggerimento per avviare esperienze di Transizione, articolato in 12 passi, tratti dal libro di Rob Hopkins The Transition Handbook:
1) fondare un gruppo di coordinamento e prevedere il suo scioglimento fin da subito;
2) sensibilizzare la popolazione sulle problematiche del picco del petrolio e del cambiamento climatico;
3) gettare le fondamenta avviando la collaborazione con i gruppi già esistenti, con le imprese interessate;
4) organizzare un “Grande Lancio”, l’evento memorabile che costituirà il collante per le interazioni future;
5) formare i gruppi di lavoro, che si concentreranno su tematiche diverse [energia, edilizia, cibo, trasporti, arti, economia, educazione…] che confluiranno nel Piano di Discesa Energetica;
6) utilizzare la modalità dell’ “Open Space”: gruppi di persone si riuniscono per discutere su temi specifici;
7) sviluppare iniziative concrete e visibili, per catalizzare l’attenzione della comunità;
8 ) facilitare una “Grande Riqualificazione”, la riscoperta delle competenze artigianali perse;
9) costruire ponti con le Autorità locali;
10) onorare gli anziani e le loro competenze, ed utilizzarle coinvolgendoli;
11) lasciare andare la Transizione dove deve andare, evitando un percorso rigido e predeterminato;
12) creare un Piano di Azione per la Discesa Energetica, messo insieme attraverso la riunione delle attività dei gruppi di lavoro, che, partendo dalla situazione attuale, abbia come obiettivo una visione per i prossimi 15-20 anni, e che possa agire in sinergia con il Piano comunale di governo del territorio.

Ho trovato l’esperienza molto interessante. Ripetibile. Seguono contatti.

Scritto da Fed.Ro.

http://totnes.transition-network.org
http://transitiontowns.org
http://transitionculture.org
www.endofsuburbia.com
www.aspoitalia.net
www.decrescitafelice.it
www.comunivirtuosi.org
www.paea.it

Di la tua:

6 risposte a “Città in transizione”

  1. Luigi Lucchi ha detto:

    Alcune delle cose proposte le avevo immaginate per il mio Comune; Berceto. Altre no. Sarebbe utile una collaborazione da parte vostra. Avere un Sindaco che attua qualche cosa può essere un esempio utile che diffonde la cosa. Grazie

  2. Fed.Ro. ha detto:

    grazie a lei…e perchè non pensare ad un incontro congiunto, anche informale, nel quale si possano discutere temi di interesse che coinvolgano entrambi i comuni, o che almeno avviino un confronto?
    arch. Federico Rolleri

  3. WebMaster ha detto:

    Così come si può leggere, ad esempio, su comunivirtuosi.org esistono molti modelli che si potrebbero seguire nei nostri comuni per risparmiare e consentire una vita migliore a noi e a chi ci seguirà.
    Sfortunatamente, anche l’informazione locale trascura tematiche e iniziative lodevoli come la raccolta differenziata “porta a porta” di Bedonia.
    Che ci siano poteri forti e interessi dietro?

  4. WebMaster ha detto:

    Riporto un’email inviata da Luigi Lucchi in risposta a questi commenti:
    “C’è tutta la mia disponibilità. Mi dirai (dai diamoci del tu)
    tu i modi, il luogo e la data. Ho piacere perchè amministrare bene Berceto vuol dire operare, da subito, come ho sempre cercato di fare, per tutte le Terre Alte. Grazie. Luigi Lucchi”

  5. Fed.Ro. ha detto:

    Spero si faccia di tutto per riuscire a realizzare l’incontro. Grazie della disponibilità. E’ auspicabile che il dibattito sul web, possibile premessa ad un incontro, prosegua e sia il più partecipato possibile. Le “buone pratiche” sostenibili hanno un futuro solo se riescono a coinvolgere la cittadinanza.
    Sono certo che si troverà una data per l’incontro.
    Saluti.
    arch. Federico Rolleri

  6. WebMaster ha detto:

    Sempre da Luigi Lucchi:
    “Non voglio approfittarne, gentile Architetto Federico, ma probabilmente hai amici, colleghi o conoscenti a Berceto e allora sarebbe bello, tenuto conto che vorrei essere un Sindaco lungimirante, coinvolgendo, da parte tua, anche loro, studiare progetti che possono essere cantierabili, operativi, da subito nel Comune di Berceto. Mi farai sapere. Grazie. Luigi Lucchi Puoi esprimere un tuo parere, dare consigli, sul mio programma di massima? http://www.luigilucchicandidato.com

Lascia un commento

Abbiamo parlato anche di:

Amici e Sentimenti Annunci Attualità e Società Casa e Giardino Cellulari e Telefonia Cibi e Bevande Cinema Città Dibattito diMartedì Eco e Natura Economia e Finanza Editoriale Feste ed Eventi Foto Fun Guide Internet e Tecnologia Intrattenimento Lavoro Moda e Bellezza Motori Musei Musica Parma PodCast Politica Promo Salute e Benessere Scienza Scrittori e Artisti Sport Turismo e Viaggi Tv Utilità Valtaro

AmiciAmici (www.amiciamici.com) è un © di Gian Marco Tedaldi. Non vi è una periodicità fissa, gli aggiornamenti avvengono quando si ha materiale, tempo e voglia. Non ci si assume la responsabilità per inesattezze o per danni derivati dall'uso di questo sito. Inoltre i collegamenti a siti esterni, i contenuti reperiti da altri siti e/o i video proposti non sono collegati a questo sito e non ne condividono per forza le idee e le convinzioni. Non ci si assume le responsabilità di violazioni a leggi o copyright da parte di terze parti inserite come contenuti aggiuntivi a questo sito. Ogni autore, sia di articoli che di commenti, si assume ogni responsabilità civile e penale di quanto scritto.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Con il contributo di BKTPGroup.com Web Agency a Parma offre la sua consulenza su Social Network, SEO, WordPress, Magento, E-Commerce e marketing

Made with in ValTaro