Con il braccio indolenzito, rinuncio a dormire rattrappito nella mia poltrona. Verso le sette e mezza di sera bussano alla porta ed entra Gabriele, lucido di sudore. Levo gli occhi e faccio di no con la testa indicando così che non posso dargli le chiavi della macchina. Intanto sul televisore il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, tesse l’elogio della tasse e definisce “irresponsabile” la crociata contro le imposte. Ha torto, penso. Conscio di sfidare l’impopolarità il ministro ha spiegato che “le tasse sono una cosa bellissima, un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute”. Aggiungendo subito dopo che “se l’evasione fiscale continua a ridursi, l’Irpef scenderà”. Dopo la polemica sui “bamboccioni”, dunque, il ministro accende un nuovo fuoco con la Cdl che conclude lapidaria “è sempre più distante dal Paese, lui e Prodi sono in testa alla classifica dell’impopolarità”. Intanto nella maggioranza si avvertono altri scricchiolii. L’ex premier Dini lancia i liberaldemocratici, resta nel centrosinistra ma assicura al governo soltanto un appoggio “volta per volta”. Di Pietro, dal canto suo, garantisce “lealtà a Prodi” ma è disponibile “ad alleanze trasversali in Parlamento e alle elezioni amministrative”. A giorni il leader Udc, Casini, proporrà una mozione di sfiducia contro il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio: “Paralizza il futuro energetico, l’Italia deve tornare sulla strada del nucleare”. Ha ragione. I Verdi lo sfidano: proponga un referendum. Stupito, spengo la televisione. Bisogna proprio non avere tutte le rotelle a posto per togliere ogni via di scampo a noi, cittadini elettori. Fare sempre tutto di fretta, precipitare le cose. Non se ne cava nulla di buono. Peccato di malgoverno. Con la fronte aggrottata metto lo zucchero nel caffè. Troppo incrdibile, o troppo poetico, per essere vero. Quando la poesia compare inaspettatamente nella vita, siamo stupiti, siamo incantati, ma poco dopo ci rendiamo conto che siamo stati presi per i fondelli, che era un pacco, una fregatura. Forse Padoa Schioppa aveva creduto irreale che qualcuno potesse contraddirlo. Ma diamine, definire le tasse bellissime. Necessarie, magari?
Scritto da Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
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…anche io ho assistino al programma “In 1/2 ora”. Quando il ministro delle finanze ha scandito quella famosa frase, “le tasse sono una cosa bellissima”, devo dire che ho sorriso un po’… probabilmente è stata una gaff e penso che si riferisse al principio che se tutti collaborano (poi, bisogna capire in quale misura ciascuno), si possono evitare tanti problemi. Purtroppo, detto in quel modo e senza precisazioni, può far drizzare i capelli anche a chi ne ha pochi! Sono un giovane che è attento alla politica ma mi sembra di capire che noi non possiamo contare su un movimento equilibrato… chiaramente ci sono tante correnti che fanno casino (e questo è un limite) da una parte e dall’altra.