(dedicata a tutti coloro che hanno voglia di emozionarsi anche solo leggendo)
Susan
E’ notte: ora parlano più forte tutte le fontane zampillanti.
E anche la mia anima è una fontana zampillante.
E’ notte: solo ora si destano tutti i canti degli amanti.
E anche la mia anima è il canto di un amante.
In me qualcosa d’inappagato e d’inappagabile: vuole prender voce.
Una brama d’amore è in me che parla la lingua dell’amore.
Luce io sono: ah se fossi notte!
Ma questa è la solitudine, essere cinto di luce.
Ah, fossi scuro e notturno!
Come succhierei i semi della luce!
E benedirei anche voi, piccole stelle sfavillanti e lucciole lassù!
E sarei beato dei vostri doni di luce.
Ma io vivo nella mia propria luce, ringhiotto le fiamme che da me si sprigionano.
Non conosco la felicità di chi prende, e spesso sognai che rubare dev’essere ancor più beato che prendere.
Questa è la mia povertà, che la mia mano non riposi mai dal donare, questa è la mia invidia, vedere occhi in attesa e le illuminate notti del desiderio.
O infelicità di tutti coloro che donano!
O eclissi del mio sole!
O brama del bramare!
O fame nella sazietà!
Essi prendono da me: ma tocco io ancora la lora anima?
C’è un abisso fra il dare e il prendere, è il più piccolo abisso è l’ultimo ad essere superato.
Fame nasce dalla mia bellezza, vorrei far male a quelli cui faccio luce, derubare, quelli cui donai: tanta fame ho di cattiveria.
La mia pienezza escogita tale vendetta: dalla mia solitudine sgorga questa malizia.
La mia felicità di donare morì nel donare, la mia virtù si stancò di se stessa per la prpria sovrabbondanza!
Il pericolo di chi sempre dona è che perda il pudore; la mano di chi sempre distribuisce ha i calli per il troppo distribuire.
Il mio occhio non si riempie più di lacrime davanti alla vergogna di chi chiede; la mia mano diventò troppo dura per il tremito di mani colme.
Dov’è andata la lacrima del mio occhio e la tenera piuma del mio cuore?
O solitudine di tutti quelli che danno!
O muto silenzio di tutti quelli che fanno luce!
Molti soli ruotano nello spazio vuoto: a tutto quello che è scuro parlano con la loro luce, con me tacciono.
Ingiusto nel profondo del cuore contro ogni cosa che fa luce, freddo verso i soli, così cammina ogni sole.
Come tempeste volano i soli per le loro strade, questo è il loro camminare.
Seguono la propria volontà inesorabile, questa è la loro freddezza.
Oh, siete soli, voi scuri, voi notturni che create calore da ciò che fa luce!
Voi soli a bere latte e refrigerio dalle mammelle della luce!
Ah, ghiaccio è intorno a me, la mia mano si brucia su cose di ghiaccio!
Ah, SETE è in me, che langue e brama la vostra sete!
E’ notte!
ah dover esser luce!
E’ sete di cose notturne!
E’ solitudine!
E’ notte, come una sorgente ora sgorga da me il mio desiderio, desiderio di parlare…..

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