Fintech in Italia, cosa riporta l’indagine di Bankitalia

Economia e Finanza

Banca d’Italia ha monitorato il fenomeno Fintech con alcune indagini, le ultime sono del 2017 e del 2019. Il Fintech consiste nell’utilizzo delle tecnologie digitali nel settore del credito, dei pagamenti, degli investimenti finanziari.

Indagine del 2017

Banca d’Italia nel 2017 ha condotto un’indagine su un campione di soggetti del sistema finanziario italiano. Furono censite 93 attività intermediarie:
– 13 gruppi bancari italiani;
– 53 istituti bancari meno rilevanti;
– 23 intermediari non bancari.
Il settore in Italia risultò ancora modesto con un volume di affari di 135 milioni di euro. I soggetti intervistati evidenziarono i vincoli dovuti agli onerosi investimenti necessari e all’incertezza del mercato. La domanda non era matura per le incertezze normative. Nel 2017 i settori che attiravano di più l’interesse degli intermediari erano la conclusione di contratti e delle operazioni a distanza, le tecnologie connesse al pagamento istantaneo e il finanziamento collettivo. Gli operatori tradizionali riconoscevano le potenzialità del settore per potenziare la sicurezza e la velocità delle operazioni utilizzando piattaforme per la consulenza virtuale. Tutte queste iniziative venivano però gestite autonomamente senza avvalersi di collaborazioni con aziende Fintech. Gli ingenti investimenti comparati al modesto flusso di ricavi rendeva gli operatori titubanti.

Indagine BankItalia 2019

L’ultima indagine del 2019 sul mondo FinTech, ha coinvolto 165 intermediari suddivisi in:

– 50 gruppi bancari;

– 70 banche non consociate;

– 5 filiali estere;

– 40 attività non bancarie;

– 15 imprese Fintech.

Nello studio riportato su www.fintechrevolution.it sono stati analizzati gli investimenti per il periodo 2017-2020 delle società che operano nel FinTech. Gli investimenti sono aumentati rispetto a quelli stimati nell’indagine del 2017, arrivando a 624 milioni, dei quali 233 per gli anni 2017 e 2018, mentre 391 sono quelli per il 2019 e il 2020. È cresciuto anche il numero degli intermediari che investono nel Fintech, saliti a 77 rispetto ai 51 del 2017. La movimentazione economica è però concentrata su soli 5 intermediari che rappresentano quasi il 62% degli investimenti totali.

L’indagine del 2019 conferma i dati della precedente, la totalità degli investimenti è concentrata su pochi intermediari che polarizzano il mercato. Le normative europee emanate tramite PSD2, hanno orientato il mercato dell’ Open Banking verso investimenti orientati in una direzione tecnologica: le API (interfacce di comunicazione tecnologiche). Lo studio evidenzia che i grossi intermediari del Fintech procedono nella loro organizzazione con ritmi più lenti, per i vincoli legati alle loro dimensioni (sportelli e problemi formativi del personale). Le realtà medie, invece, avendo minori ostacoli e grazie alla propria cultura aziendale, maggiormente orientata all’innovazione, perseguono un ammodernamento rapido.

Conclusioni dell’indagine

Lo studio di Banca d’Italia sostiene che i grandi intermediari tradizionali per una serie di vicoli, per la loro struttura e per le esigue risorse movimentate non sono in grado di stare al passo con l’ammodernamento voluto dal Fintech.
Diventa, invece, più interessante la partnership con aziende snelle e già operandi nel settore. Stabilire delle partnership con startup Fintech è vantaggioso, sono più agili e possono consentire agli intermediari tradizionali di superare i vincoli legali ed economici che limitano l’azione nel mondo digitale.

Di la tua:

Abbiamo parlato anche di:

Amici e Sentimenti Annunci Attualità e Società Casa e Giardino Cellulari e Telefonia Cibi e Bevande Cinema Città Dibattito diMartedì Eco e Natura Economia e Finanza Editoriale Feste ed Eventi Foto Fun Guide Internet e Tecnologia Intrattenimento Lavoro Moda e Bellezza Motori Musei Musica Parma PodCast Politica Salute e Benessere Scienza Scrittori e Artisti Sport Trailer Turismo e Viaggi Tv Utilità Valtaro
AmiciAmici (www.amiciamici.com) è un © di Gian Marco Tedaldi. Non vi è una periodicità fissa, gli aggiornamenti avvengono quando si ha materiale, tempo e voglia. Non ci si assume la responsabilità per inesattezze o per danni derivati dall'uso di questo sito. Inoltre i collegamenti a siti esterni, i contenuti reperiti da altri siti e/o i video proposti non sono collegati a questo sito e non ne condividono per forza le idee e le convinzioni. Non ci si assume le responsabilità di violazioni a leggi o copyright da parte di terze parti inserite come contenuti aggiuntivi a questo sito. Ogni autore, sia di articoli che di commenti, si assume ogni responsabilità civile e penale di quanto scritto.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Con il contributo di BKTPGroup.com Web Agency a Parma offre la sua consulenza su Social Network, SEO, WordPress, Magento, E-Commerce e marketing

Made with in ValTaro