Ho iniziato una campagna promozionale, se così si può definire, a mie spese, per valorizzare, in questi momenti di disarmante disperazione per l’inefficienza e l’ingordigia dello Stato, il “lavoro”, il ruolo del Sindaco, soprattutto dei Sindaci dei piccoli Comuni, che considero il baluardo della democrazia e il loro “volontariato” politico, come diceva La Pira, un alto Magistero.
Desidero contribuire a far assumere, ad ognuno di noi, la consapevolezza e l’importanza del ruolo che assolviamo, tenuto conto, in questo clima di sconforto, giusta protesta e anche dilagante qualunquismo, che restiamo tra i pochi rappresentanti delle Istituzioni, della Repubblica, che riscuotono ancora fiducia da parte dei cittadini.
Un paio di scarpe consunte, le mie, le assumo come simbolo del ruolo vero che ha un Sindaco di un piccolo Comune: conoscere tutti, essere instancabile, percorrere in lungo e in largo il proprio territorio, dare voce ai diritti dei propri concittadini bussando, cercando di farsi ascoltare, alle porte del potere a Bruxelles, Roma, Bologna e Parma.
Scarpe che se svolgono questo ruolo, di farti camminare instancabilmente per aiutare gli altri, diventano, seppur consunte, rovinate, un capo elegante, alla moda, di buon gusto.
Tutti sono arrabbiati, giustamente, con la politica, la casta e il termine politico, assume, in molti, l’eccezione della massima negatività come è sempre successo prima di una deriva antidemocratica.
Non c’è troppa politica ma poca politica e soprattutto poca, pochissima buona politica.
Sono certo che la buona politica, com’è sempre avvenuto dopo catastrofi immani della nostra storia, come il dopoguerra, partirà, ripartirà, proprio dai piccoli Comuni.
I piccoli Comuni, però, a fine ottocento quando iniziava la grande corsa per affrancare la povera gente con un’educazione permanente, con cooperative di mutuo soccorso, con cooperative lavoro, c’erano come esistevano, con una gran voglia di ricominciare da capo, nel dopoguerra.
Ora, questo subdolo Stato, sta mettendo in atto, per distruggere tutto e soprattutto la Democrazia e togliere ulteriore potere al Popolo Sovrano, l’eliminazione dei Comuni avvalendosi di diversi strumenti “criminosi”: Leggi anticostituzionali per obbligare all’Unione dei Comuni, le dispendiose convenzioni e un’oppressione fiscale, verso i cittadini, utilizzando come gabellieri, aguzzini, proprio i Sindaci visto che lo Stato “rapina”, ad esempio a Berceto, oltre 2.000.000 duemilioni di euro dal bilancio annuale sostenuto, unicamente, da tasse ed imposte comunali. Non solo non dà nulla ai Comuni, ma gli prende ingenti risorse a discapito dei propri cittadini. Cittadini, poi, martoriati dalla burocrazia, attuata anche dal Comune, per ordine dello Stato, che utilizza anche l’80% del tempo dei dipendenti, pagati dai bercetesi, per “strolgare” qualsiasi angheria che possa farli tribolare.
La campagna di promozione prevede, oltre un blog www.luigilucchi.it, locandine e manifesti e soprattutto cartoline da distribuire in tutta la Provincia. Lo scritto delle cartoline si differenzia, una infatti porta l’attenzione, chiedendo aiuto ad un grande e serio imprenditore come il Presidente della Barilla, all’esigenza di incrementare i posti di lavoro in montagna. La piena occupazione, infatti, è il raggiungimento del vero Stato Sociale.
Da Berceto, insomma, si vorrebbe che ripartisse la buona politica, fatta dai Comuni, e iniziasse una rivolta fiscale, non cruenta, non violenta, contro lo Stato. Proprio per questo il 21 dicembre p.v., con l’apporto di scienziati dell’economia e del diritto, si porranno le basi tecnico giuridiche per questa battaglia, questa rivolta definita vitale per i cittadini e la Democrazia.
Luigi Lucchi sindaco di Berceto

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