Lucchi scrive alla Gazzetta di Parma

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Signor direttore,
mi dica una buona parola, mi serve qualche incoraggiamento; penso, infatti, di poter impazzire, come Sindaco, visto che non sono un qualunquista e credo nel primato della politica.

Non posso scaricare la mia rabbia dicendo, come può dire la gente, ormai esasperata:
“Tutti ladri, tutti venduti!” riferendosi alla nostra classe politica, alla casta.
Il Governo pur sapendo che da un Comune come Berceto, dai suoi contribuenti, dalle tasse e imposte comunali, prende, direi scippa, soldi dalle loro tasche:
30 centesimi a mq di ogni abitazione come sovrappiù della Tares;
il 30,75% di quanto il Comune incassa dall’Imu seconda casa, quindi, per Berceto, circa 387.000;
oltre a 108.000 per l’Imu riguardante i fabbricati, censiti in categoria D, produttivi;
tutta l’Iva che per il Comune è un costo, circa 400.000 euro l’anno
ci restituisce, come Stato, a fronte di un prelievo forzoso di circa 1.150.000 solo, come per l’anno in corso, 147.000 (centoquarantasettemilaeuro) come trasferimento, fondo di solidarietà, per il ridicolo federalismo fiscale.
Nonostante tutto questo, continua, imperterrito a dettare norme burocratiche, fare Leggi, decreti, circolari che dimostrano, senza un ragionevole dubbio, che il Governo e il Parlamento sono su Marte e comunque fuori dal pianeta Terra o più semplicemente fuori di testa.

Inoltre usa il personale comunale, pagato unicamente e totalmente dai cittadini di Berceto, per oltre l’80% del loro tempo sottraendolo, quindi, a chi lo paga e legittimamente dovrebbe averlo a propria disposizione. Siamo arrivati, se dovessimo seguire le indicazioni del Governo, a fare il bilancio di previsione per l’anno 2013 nel novembre 2013 (un bilancio che di preventivo avrebbe non un anno ma trenta giorni) ma soprattutto saremmo indotti, come per la Tares, a prendere in giro i nostri cittadini, i nostri contribuenti generando una sfiducia ancora più grande e ormai ingestibile. Succede, infatti, che dopo averci fatto emettere a ruolo la Tares con tutti i nuovi criteri per far pagare la tassa raccolta e smaltimento rifiuti, dopo aver fatto spendere per nuovi programmi informatici il Comune e impazzire l’ufficio tributi e la Giunta Comunale per riuscire a far quadrare il cerchio e non far fallire le attività produttive, i ristoranti ed i negozi, dopo che i contribuenti, diligentemente, hanno pagato, pur imprecando, adesso, il 29 ottobre 2013
(Legge 28/10/2013 n. 124), il Governo e il Parlamento ci comunicano che i Comuni sono liberi di applicare la vecchia Tarsu dei precedenti anni.
Non contento di tutto questo ha calcolato, con il patto di stabilità, che il Comune di Berceto deve far fronte a tutte le sue spese con 689.000 euro in meno, rispetto alle proprie disponibilità, conteggiando Lui questa cifra vincolata per farsi bello in Europa. In definitiva lo Stato impoverisce, ogni anno, i bercetesi, per 1.692.000 (1.150.00 + 689.000 – 147.000) che equivalgono a una tassa statale occulta, incassata attraverso i sindaci ridotti ad essere dei gabellieri, di Euro 769 per ogni cittadino residente a Berceto all’anno, oltre alle tasse e accise che il cittadino versa direttamente allo Stato. Quanti articoli della Costituzione si contravvengono per raggiungere questo risultato? Sarà possibile appellarci ai diritti dell’uomo? A chiedere la condanna di uno Stato tiranno e vergognoso? Che dire? Dica Lei, signor direttore, sono pazzo? Debbo farmi ricoverare?

Luigi Lucchi Sindaco di Berceto

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