Guai ai vinti

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Signor direttore,
già Brenno, dei Galli, aveva ammonito: “GUAI AI VINTI” e questo monito m’è venuto in mente, come socialista, molte volte, anche se obiettivamente i socialisti hanno vinto per la storia ma indubbiamente, in Italia, perso, per sempre, scomparendo dalla politica e da qualsiasi luogo decisionale dal 1994.

Resto comunque socialista convinto. Il motto di Brenno m’ è venuto in mente perché ora anche il solo termine socialista, approfittando dell’ignoranza e superficialità accecante, è usato a sproposito.

Un termine con il quale si sostituisce, almeno in Italia, il termine comunista, quelli sconfitti, invece, dalla storia, ma ben presenti, dilaganti, con i nomi succedanei assunti a spron battuto, nella vita politica italiana soprattutto dopo il 1994.

I socialisti, insomma, sono stati “uccisi” e gli s’è rubato il documento d’identità.
Recentemente perfino Berlusconi che ha creato una sua fortuna politica sul termine comunista che ancora, evidentemente, incute terrore nella maggioranza delle persone, s’è ridotto a dire che “……la Magistratura persegue la creazione di uno Stato socialista………”

Anche lui ha sostituito il termine comunista con socialista. L’Unione Sovietica, ad esempio, non è più definita Stato comunista, ma socialista. Stalin era, per questi mistificatori della storia, socialista e non comunista. La credo la più grande nefandezza della storia quella d’infangare e rendere indigesto, per sempre, l’ideale socialista usandolo per definire tutto quanto era, invece, orgogliosamente comunista fino al crollo del muro di Berlino. Strano non sentire e vedere nessuno di quanti sono stati convintamene comunisti aversene a male nell’essere definiti con un altro nome, un nome che odiavano, in ogni parte della terra, e temevano più di qualsiasi altra cosa: socialista. Strano, anche, non sentire nessuna lamentela degli storici, dei giusti, per questa nefandezza, che peserà sulle nuove generazioni, nonostante che l’ideale socialista, purissimo, fosse preservato nel cuore di quasi tutte le nostre nonne e nonni che toccavano con mano quanto facevano gli “apostoli” del socialismo per elevare i diseredati, i più umili, la povera gente.

Proprio quest’anno è il cinquantesimo della grande riforma della scuola, della scuola media, voluta dai socialisti, dal vero centrosinistra, che non è certo quello di Prodi, D’Alema, Bersani, Veltroni etc., che ha permesso a milioni di persone di studiare ed avvicinarsi, poi, all’Università un tempo preclusa alla stragrande maggioranza della popolazione. Preclusa per nascita, per censo. Non è l’unica riforma voluta dai socialisti ma di certo, dopo il 1970, il desiderio di riforme, sempre difficile da attuare in Italia, s’è rallentato e poi arrestato del tutto con la scomparsa dei socialisti.

Ora le riforme vengono solo invocate e mai fatte o addirittura ci sono le controriforme. Tante controriforme e molta miseria in agguarto. In compenso il loro nome, quello dei socialisti, come quello del riformismo, sono usati a sproposito proprio da quanti li hanno combattuti da sempre e ben che andava, se non li uccidevano o non li potevano far uccidere, li definivano pidocchi nella criniera del cavallo.

Luigi Lucchi sindaco di Berceto

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