In questi giorni l’Amministrazione Comunale di Berceto ha inviato lettera raccomandata, come da norme di Legge, agli oltre 150 proprietari di 50 edifici, molto significativi come architettura, che si trovano in condizioni pericolose per le persone e le cose, entro i centri abitati delle frazioni.
E’ stato fatto un censimento dall’Università di Parma con relativa documentazione fotografica e dati catastali che permette, con l’impegno dei proprietari, il loro recupero.
Le case non possono essere demolite ma recuperate.
Non vuole essere un’imposizione ma la necessità di non disperdere un patrimonio storico che recuperato avvalora ogni frazione, ogni paesino, e non cancella la nostra storia.
Sarebbe un delitto e lo sfregio architettonico del paese.
La drastica riduzione della bellezza del paesino e quindi di tutti gli altri immobili.
Anche il Comune di Berceto ha l’obbligo di Legge, oltre che morale, di non sprecare, per nuove costruzioni, altro territorio.
Serve recuperare tutto il nostro patrimonio architettonico iniziando da quello che si trova nei centri abitati.
Con le riunioni in ogni frazione, come vengono fatte sempre, anche piu’ volte in un anno, e una sempre in Estate per avere la possibilità di informare anche i tanti turisti e villeggianti, sono state date ulteriori informazioni.
E’ un problema, quello delle case diroccate, importante, con aspetti non solo architettonici (sono da salvare e ristrutturare nei dovuti modi) ma anche di grave pericolo per le persone e le cose.
Un intervento urgente, insomma, è indispensabile e non può essere piu’ procrastinato.
Abbiamo, durante le riunioni, portato ad esempio Ghiare di Berceto, dove per recuperare immobili, ormai fatiscenti, s’è costituita una cooperativa del posto che con l’aiuto dell’Amministrazione è riuscita ad acquistare gli immobili e ottenere, successivamente, un contributo per far fronte a parte delle spese.
Una porzione dell’edificio recuperato sarà destinato, per almeno dieci anni, ad attività d’interesse pubblico.
Con le lettere raccomandate, a norma di Legge, è stata avviata, giustamente, la procedura per indurre i 150 proprietari delle 50 case, a intervenire per togliere il pericolo e i danni alle cose.
Lo spirito, però, non è quello coercitivo o non vorrebbe essere quello, ma di piena collaborazione, con i proprietari dei ruderi, per idee progettuali, per modalità di recupero.
L’Amministrazione offre perfino la possibilità di ricevere, in dono, questi ruderi e provvedere, se ne è proprietaria, a metterli in sicurezza e successivamente, con eventuali contributi dell’Unione Europea, recuperarli definitivamente.

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