Il Sindaco Lucchi scrive a Tremonti

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Le Terre Alte del parmense che riescono a campare, a malapena, grazie al turismo vacanziero della stagione estiva, si trovano in ginocchio al pari delle zone, dal punto di vista economico, che hanno subito una catastrofe, un terremoto e già si preannuncia la chiusura definitiva di diverse attività, tenuto conto che dal 1° maggio ad oggi le giornate di sole, le giornate con temperature superiori ai 20 gradi sono state 12.
C’è freddo e continua a piovere tutti i giorni. Tutti gli sforzi fatti dall’Amministrazione di rilanciare il turismo, con decine di grandi manifestazioni, sono vanificati e la gente è stata costretta a restare nelle proprie case e ora che s’è abbassata notevolmente la temperatura a dover ritornare in città per non accendere i riscaldamenti.

di seguito la lettera:
Sono Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, un paese dell’Appennino parmense che lotta tenacemente contro lo spopolamento (2.000) abitanti su un territorio di 131 kq.
Abbiamo, oltre il capoluogo, 11 frazioni nelle quali, durante i lunghi mesi invernali (10 mesi) vivono poche decine di persone prevalentemente anziane e considerano un servizio sociale il mantenimento, se è rimasto, di un negozio o un bar.
Questo ruolo di “servizio sociale” dei bar, trattorie, ristoranti e negozi, per i 10 mesi invernali è svolto, da diversi anni, purtroppo, anche nel capoluogo.
Come Amministrazione, nonostante le ristrettezze economiche cerchiamo di riportare la notorietà e la fama di un tempo per incentivare il turismo, le vacanze nel nostro paese anche se l’obiettivo primario è quello di favorire la creazione di posti di lavoro e il mantenimento delle scuole investendovi delle preziose risorse come Comune nei settori non strettamente educativi.
Tutto questo impegno, riconosciuto anche a livello Provinciale e Regionale oltre che dagli organi d’informazione, è vanificato soprattutto quest’anno dalla pessima stagione. Dieci giorni di bel tempo in maggio, poco utili al turismo e alla villeggiatura, e poi solo brutto tempo con acqua e freddo per tutto il mese di Giugno e Luglio. Proprio oggi ho visto partire anticipatamente, per il freddo, i pochi turisti rimasti.
Tutto il commercio e l’artigianato, già in crisi per la situazione della contrazione dei consumi, sono entrati in una profonda depressione economica ma anche psicologica al punto da indurre alcuni di loro a preannunciare la chiusura dell’attività.
Nei nostri Comuni montani quando un’attività chiude difficilmente viene riaperta da un nuovo gestore.
A tutto questo è da aggiungere che quest’anno per il perdurare della crisi economica Internazionale non arriveranno neppure dalla Francia e dagli Usa i nostri emigranti e anche le loro rimesse o interventi d’aiuto sociale si sono azzerati.
Questo grido d’aiuto, conoscendo la situazione di ogni persona del mio Comune e sapendo che spesso dobbiamo intervenire con azioni di sostegno dal fondo che chiamo della miseria (prestiamo qualche decina d’euro per far fronte al taglio della luce, all’acquisto della legna), è fatto per chiedere vostre indicazioni di comportamento per avviare azioni concrete e anche per congelare, come crediamo possibile, il pagamento delle imposte come avviene, giustamente, nelle zone colpite da calamità.
Servirebbe, inoltre, con la vostra autorevolezza, intervenire e coinvolgere gli istituti di credito e le associazioni di categoria oltre la Camera di Commercio.
Sono certo, prefigurando lo Stato non come un arcigno padrone medioevale ma un intelligente organizzatore e promotore di benessere, di trovare comprensione, ascolto e aiuto.
Ringrazio restando in attesa di un riscontro. Grazie. Luigi Lucchi

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