Apea e zone franche tra pianura e montagna

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Lettera aperta del Sindaco di Bardi, Giuseppe Conti, al Presidente della Provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli.
Caro Presidente,
ho seguito con interesse e preoccupazione, nelle scorse settimane, il confronto che si è sviluppato sulla stampa locale a proposito delle cosiddette APEA, le due aree attrezzate e agevolate di Collecchio e di Pilastro su cui si vogliono concentrare i futuri insediamenti produttivi del settore delle carni.
Forse perché sono, come lui, sindaco di un Comune montano, le argomentazioni del Sindaco di Tizzano, Amilcare Bodria, mi sono sembrate fondate e condivisibili, così come la richiesta a Lei rivolta di un ripensamento dell’iniziativa.
Desidero però osservare che il problema non riguarda soltanto Tizzano e i comuni montani delle valli del Parma e dell’Enza, ma l’intera montagna parmense, rispetto alla quale la scelta che si vorrebbe compiere appare in contrasto stridente con tutte le promesse di favorire finalmente il riequilibrio fra l’Appennino e la restante parte del territorio provinciale.
Per quanto riguarda il versante del Taro e del Ceno, incentivare con risorse pubbliche l’area già ultra sviluppata di Collecchio equivale ad assecondare l’ulteriore abbandono di unità lavorative dalle nostre terre alte.
Aggiungo che la questione si intreccia, e in certo senso si identifica, con la proposta, di cui mi sono fatto promotore, della creazione delle “zone franche” fiscalmente agevolate, ubicate nelle Terre Alte, in località scelte in sede di programmazione provinciale e regionale.
Come è noto, la proposta che ho formulato è divenuta di viva attualità politica a seguito dell’iniziativa assunta dal Consigliere Regionale Luigi Giuseppe Villani: iniziativa che mi auguro possa assumere carattere bipartisan, in armonia con quanto è già accaduto nel nostro Consiglio Provinciale.
Si prospetta dunque come naturale la riconsiderazione dell’intero problema sollecitata dal collega Sindaco di Tizzano: si tratta di dar vita alle zone franche del nostro Appennino, cui riservare adeguate risorse e significative agevolazioni tributarie, allontanando il pericolo di una nuova penalizzazione della montagna.
Per quanto riguarda il territorio della Val Ceno non partiamo da zero. La zona di Ponte Vetrione, sulla base degli studi già compiuti, costituisce il naturale punto di convergenza per gli insediamenti della media ed alta vallata, di sicuro interesse anche per la parte dei territori che fanno capo a Varsi, Bore, Bardi, senza dimenticare Varano de Melegari.
Considerata l’importanza e l’attualità della questione, Le chiedo, nella mia veste di Consigliere della Provincia, di voler dedicare all’argomento (APEA e zone franche) una seria riflessione durante la Assemblea monotematica sulla Montagna prevista dalla Provincia per il prossimo autunno, sospendendo nel frattempo ogni determinazione sul piano di coordinamento del distretto
agro-alimentare.
Nel contempo, come sindaco di Bardi, solleciterò una discussione al riguarda anche in seno alla Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno.
Attendo una Sua cortese risposta, certo che non le sfuggirà lo straordinario rilievo politico delle scelte da compiere.
Con un cordiale saluto
Il Consigliere Provinciale
Sindaco di Bardi
f.to uff. Giuseppe Conti

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