Luigi Bassi, Presidente della Comunità Montana, con determinatezza, spalleggiato dal suo Vice Alzapiedi, chiede al Comune di Berceto, visto le posizioni critiche assunte dal suo Sindaco Lucchi nei confronti dell’Ente e delle sue società, di andarsene. Uscire dalla Comunità Montana. Serve, in effetti, una semplice e sicura delibera del Consiglio Comunale per imboccare una strada già battuta, a fine legislatura, dal Comune di Calestano riguardo la Comunità Montana Est. Come Comune di Berceto non batteremo questa strada. La politica, la bella politica che stiamo facendo come Amministrazione di Berceto, esige un percorso diverso e partecipato. Se non arriveranno, infatti, i chiarimenti e le svolte richieste, la popolazione di Berceto sarà chiamata dall’Amministrazione Comunale ad esprimersi attraverso il referendum entro ottobre.
Un referendum per decidere se restare o meno nella Comunità Montana, entro Montagna 2000, l’ASP (Azienda Servizi alla Persona), l’ATO (Ambito Territoriale Ottimale), l’ACER (Agenzia case popolari). Sarà questa la strada perché non riteniamo che un Sindaco possa ergersi a Padre Eterno e che neppure il Consiglio Comunale possa decidere per tutti.
Non sono un populista e la democrazia si erge sulle Istituzioni, sugli organi di rappresentanza che hanno un valore da rispettare e preservare ma si deve prendere atto che un Comune, un piccolo Comune, ha un senso, si può sviluppare e progredire solo se si trasforma in Comunità e una Comunità coinvolge tutti i suoi componenti. Il coinvolgimento vuol significare dare informazioni, ascoltare tutti, essere coerenti in ogni azione e decidere insieme.
Berceto quindi non uscirà né dalla Comunità Montana, né da Montagna 2000, né dall’Asp, né dall’Ato e neppure dall’Acer senza il pronunciamento della popolazione.
Resta, in questa polemica che voleva essere, per me, una discussione e che ancora può esserlo, il rammarico di trovare un muro di gomma che rigetta, a priori, qualsiasi interrogativo. Non sono mai stato né prevenuto, né in malafede e vedevo nella Giunta dei Sindaci di cui faccio parte uno strumento importante d’innovazione e rilancio nel governo delle Terre Alte. Proprio per questo, pensando di non poter essere giudicato mai, in nessun modo, campanilista e retrivo, ho posto degli interrogativi:
a)Non avendo più deleghe il personale della Comunità Montana deve essere utilizzato come in passato? Che cosa debbono fare ogni giorno i dipendenti? Non è meglio renderli disponibili nei diversi Comuni?
b)Serve la burocrazia di un tempo? La lussuosa sede della Comunità Montana?
c)Possibile che si mantenga una liturgia macchinosa solo, alla fine, per gestire la “bomba ecologica” rappresentata dalla discarica di Tiedoli?
d)E’ giusto che i Comuni continuino a pagare i mutui per le opere acquedottistiche e fognarie, nonostante la Legge Galli, e lascino riscuotere le bollette, notevolmente aumentate, a Montagna 2000 che al momento garantisce un servizio peggiore di quello effettuato, un tempo, dai singoli Comuni?
e)Che cosa serve l’Asp ora che il 15 marzo è stata pubblicata la delibera regionale sull’accreditamento delle Cooperative demandate a gestire le Case di Riposo per nome e per conto dei Comuni?
f)L’Ato che dovrebbe sparire entro dicembre può avere l’autorevolezza di venire a determinare tariffe, gare d’appalto ecc.?
g)L’ACER con le sue convenzioni è il sistema migliore per gestire gli appartamenti delle case popolari dei Comuni tenuto conto che quelli del Comune di Berceto sono fatiscenti?
Sono domande che ritengo normali, per nulla provocatorie, direi persino obbligate per un amministratore chiamato a usare i soldi della collettività. Attendo ancora una risposta e quella urlata Dal Presidente di andarmene lo capiscono, credo, tutti che non può essere ritenuta una risposta soddisfacente e civile.
Scritto da Luigi Lucchi

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