Gli abitanti di Pietramogolana e di Case Pesci vivono momenti d’apprensione chi per la chiusura della strada comunale per frana che determina un isolamento e lunghi percorsi per raggiungere i posti di lavoro e i servizi medici, chi, come per Case Pesci, per gli smottamenti che mettono a repentaglio le proprie abitazioni.
Non ci sono, a detta degli abitanti di Pietramogolana e Case Pesci, che hanno voluto invitarmi a fare un sopralluogo essendo un candidato sindaco, risposte esaurienti da parte dell’Amministrazione.
Per la strada, infatti, nonostante le numerose segnalazioni dei cittadini che costatavano l’abbassamento della stessa, e già da qualche tempo, s’è atteso il crollo del sedime stradale e anche ora i lavori di ripristino vanno a rilento subendo giorni d’interruzione immotivati.
Tutto questo comporta forti disagi sia per raggiungere il posto di lavoro e soprattutto in caso d’impellente necessità come la visita di un medico o l’intervento di un’autoambulanza. Il gruppo di Case Pesci, invece, dopo il marcato cedimento di una casa con il relativo intervento di palificazione non sì ci appresta ad intervenire sul resto dei fabbricati che ogni giorno hanno cedimenti.
C’è rabbia nei cittadini perché tutto questo, a loro dire, non è dovuto alla casualità ma è stato provocato inizialmente dall’autostrada che passa appena sopra e soprattutto dai lavori, forse sconsiderati, della lottizzazione dell’area artigianale detta, appunto, di Case Pesci. Si sono, infatti, attuati sbancamenti non consoni in montagna e per terreni imbibiti d’acqua.
Era facile, di buon senso, prevedere che sbancamenti tanto imponenti avrebbero messo a repentaglio, com’è avvenuto, la solidità della strada comunale e soprattutto delle case. Non è un terreno franoso, a memoria d’uomo, quello di Case Pesci ma si è reso tale da un pozzo, a perdere, di drenaggio dell’autostrada. Un pozzo profondo oltre 30 mt che raccoglie l’acqua e la fa disperdere proprio nei terreni sottostanti.
Altra cosa evidente, ignorata dai tecnici, è un vecchio pozzo che forniva, sino all’avvento dell’acquedotto, negli anni sessanta, il gruppo di case. Questo pozzo, non sistemato disperde, ovviamente l’acqua. Oltre il danno, poi, si aggiunge la beffa di vedere i costi del terreno urbanizzato per insediamenti artigianali e di piccole industrie, necessari come il pane nel momento in cui tutta la Val Taro vive una profonda crisi occupazionale, crescere vertiginosamente proprio per i costi aggiuntivi sostenuti.
Come candidato sindaco oltre fare da cassa di risonanza per questi disagi e disastri credo sia indispensabile convocare, come Amministrazione Comunale, i vertici della Soprip s.p.a proprietaria della lottizzazione, i vertici dell’Autocamionale della Cisa, l’ex Genio Civile e la Bonifica Montana. Solo con un lavoro armonico può essere resa nuovamente solida tutta la zona oltre realizzare una possibile variante stradale di sicurezza.
Scritto da Luigi Lucchi
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Buon giorno, ho scritto e commentanto un’altro articolo dove avevo detto che a breve diventerò io con la mia famiglia un nuovo cittadino di Berceto trasferendomi da Vicenza perchè stò avviando una nuova attività agricola/commerciale e mi ero augurato di trovare un paese vivo e prospero con tanta voglia di crescere e magari incentivare il tirismo e l’insediamento in quelle stupende vallate che avete voi…ora vedo questo articolo sulla frana ecc..che tra le altre cose è la strada ce porta nella mia futura residenza ed attività agricola/turistica , in effetti l’ultima volta che sono venuto li ( la settimana scorsa ) ho dovuto per la millesima volta passare su una stradina stretta e sterrata che costeggia il taro e che sbuca poi sul tratto di strada comunale che porta a Pegazzano e alla mia futura abitazione. Sinceramente mi auguro che quella strada venga sistemata quanto prima e che venga messa in sicurezza la zona per non rischiare di perdere clienti dato che per arrivarci si trovano difronte a frane e deviazioni con il rischio di perdersi tra i monti! Resto comunque fiducioso che il comune faccia il possibile e in tempi brevi per non mettere a repentaglio l’incolumità dei suoi cittadini e la perdita di futuri turisti !
Federico
Mai appello fu rivolto in posto migliore: sindaco Lucchi, faccia di questo nuovo bercetese un abitante felice.
Cavoli……oggi 12 Settembre 2009 a distanza di mesi e mesi sono tornato presso la mia futura Azienda Agricola in frazione di Pegazzano e con grande grande grande stupore ho visto che ho dovuto ancora passare su una strada sterrata ( ormai disastrata ) che costeggia il Taro perchè ad oggi la strada franata è ancora la e nessuno l’ha sistemata…cavoli…e quest’inverno con la neve e il ghiaccio ? che devo fare comperarmi una motoslitta per costeggiare il Taro e andare a casa mia ? Pensavo che per incentivare il turismo e far conoscere quelle stupende vallate e qul fantastico posto qualche persona autorevole e competente pensasse a sistemare le strade ? Vabbè vediamo che succede e quanto passerà prima di poter andare nella mia futura casa senza rischiare di cadere da qualche burrone…rimango a vedere per ora..ciao
In merito, il Sindaco Lucchi, mi ha specificato che i lavori sono stati assegnati all’impresa che provvederà a giorni a sistemarla.
Bene ne sono ultra felice….speriamo non capitino altre cose spiacevoli causate dalle calamità naturali….Comunque è una buona notizia che mi rasserena .
Ciao a tutti e buon lavoro a tutti.
Federico
Ciao , non sono potuto venire a Berceto in questo ultimo mese..ma mi piacerebbe sapere se i lavori della strada franata sono stati eseguiti ed ora è tutto perfetto o se per caso non è stato fatto ancora nulla. Spero di ricevere notizie in merito .
Ciao a tutti .
Federico