Quel finto Stato di pericolo

Editoriale
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Vivo barricato in casa, con il televisore acceso, nella speranza che nessun attentatore colpisca la mia vita.

Già questa frase, se letta bene, indica che le cose non vanno.

Non sarà certo la televisione accesa a salvarmi, nel caso.

Trovo, in realtà, che si sia perso il senso dell’umorismo.

Le persone non ridono più.

Non ridono mentre i politici la sparano una più grossa dell’altra.

A nessuno vengono dei dubbi, che ne so, di guardare in strada, la loro vita, quello che succede ogni giorno.

I telegiornali sono impazziti e, pur di raccontare la morte, la inseguono, la vogliono.

E così, anche Parma, si ridicolizza creando il pericolo e presentando, subito dopo, la panacea per tutto il male possibile e (in)immaginabile.

Parma è la stessa città da sempre.

Da anni.

La sua provincia sopravvive e guarda al lusso della città.

Il lusso paventato, disinibito, luccicante e snob, di chi, oltre alla facciata non ha nulla.

I politici di città copiano i “VIP” del Governo e, quando si fanno vedere (quindi in occasioni quali inaugurazioni o elezioni) hanno sempre pronta la battuta.

Sanno sempre tutto di tutti e conoscono la soluzione ad ogni problema.

Ma allora perchè esistono ancora problemi?

Ricordo il sudore freddo che mi è sceso sul viso quando si temeva per la mancata nomina del fratello scalzo di Casini (leggasi Libè).

Lo ricordo, giorni prima, mentre si fumava il suo sigaro, bello e abbronzato come un’adone, sulla sua spider scura parcheggiata tra le striscie dei taxi a Bedonia elargendo sorrisi e strette di mano.

Si è visto per un paio di settimane, forse giusto il tempo per alcune cene e la raccolta di qualche consenso, poi è sparito.

Giustamente sarà impegnato.

Spero non tanto come il buon Vignali, sindaco di Parma che (forse è consigliato male) agisce sulla scia del Giuliani “tolleranza zero”.

New York come Parma, per cui si multa tutto: le sigarette gettate in strada, le prostitute, i clienti, i piscioni pubblici, chi mangia dove si dice che non si può, chi beve dove non si deve, chi rutta forse in futuro (e mi gioco alcuni amici), chi urla perchè è tardi (del tipo: “PERCHE’ E’ TARDI!!!!!!!”), chi sporca specialmente con la sua presenza da extracomunitario e via dicendo.

State ridendo?

No?

Avevo ragione, non c’è più il senso dell’ironia.

Erano battute!

Lo erano anche le ordinanze del Sindaco, solo che, proprio per l’assoluta mancanza di ironia, le hanno prese sul serio.

Cosa poteva fare?

Le ha adottate davvero.

Ma dico io…non siamo tutti Matteo Cambi … ecco bhe, meglio non fare esempi … Tanzi … non siamo tutti modaioli fighetti che ci prendiamo, rigorosamente alle 18 l’aperitivo in via Farini (dove i bar sono dei buchi ma fanno tanto classe e rich) mangiamo e beviamo, sfumacchiando sotto ai funghi anche il 13 di gennaio.

Non sono gli unici a sporcare e inquinare l’aria.

Non sono solo i ragazzi per bene che si lasciano andare ad una bevuta, ad una sana pisciata in compagnia o ad una dormita in piazzale della Pace.

Esistono anche persone che un tetto proprio non se lo possono permettere e che alla multa del Vigile che gli chiede 500 euro sanno solo fare la cosa giusta, ridere.

Ah, ma poi, non pensate che possiate scamparla: in tutto il comune, in tutta la provincia, anche a Bedonia, esistono le telecamere di sicurezza lungo le vie.

Tutto è registrato e qualsiasi cosa venga fatta, la vedono.

Seeeee come no.

Lo spinello rimane illegale ma uno, tanto tanto, te lo lasciano fumare, ma non in un parco, perchè ti vedono, e non sta bene.

Vai a casa, drogato!

Se sei una prostituta allora li vuoi fare arrabbiare.

Cosa fai li tutta biotta (nuda) per strada.

Rovini il decoro della mia città, vai a casa e metti un annuncio sul giornale (Luana, tanto calda e vogliosa ti aspetta per regalarti 22 motivi di piacere……cosavràvvolutodire……) … vuoi mettere!

Così come chi, da stasera, entrando in un locale, si fermerà ad interpretare, secondo il suo sesso e peso, una tabella di alcolici che stima, a grandi linee e senza assolutamente nessuna base scientifica (e su uno studio del 2003), quanto sarà il suo tasso alcolemico dopo una bevuta.

Mi sento davvero più sicuro.

Un po’ meno ricco, ma sicuro; sicuro che mi farò una risata.

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