
Guerra in Ossezia
Ostia. Pontile. Amici e parenti sono partiti e io, seduto su una panchina, guardo fisso il giornale. Rabbrividisco, leggendolo. Odio. Paura. Solitudine. “Che mi venga un colpo…” mormoro. Il leader del Cremlino Dmitri Medvedev ha ordinato il cessate il fuoco nel conflitto che oppone Georgia e Russia sull’Ossezia meridionale, mentre il presidente francese e capo di turno dell’Ue Nicolas Sarkozy, arrivato a Mosca pochi minuti dopo quella dichiarazione, ha concordato con la parte russa un piano in sei punti per la cessazione delle ostilità. Le disposizioni concordate da Medvedev e Sarkozy, presente anche Vladimir Putin a garanzia di un reale impegno di Mosca (il premier sembra mantenere il vero potere nel paese) prevedono il non ricorso alla forza, la cessazione immediata di tutte le ostilità, il libero accesso agli aiuti umanitari, il ritorno delle forze armate georgiane alle postazioni permanenti, il ritiro delle forze russe nelle posizioni precedenti al conflitto, un dibattito internazionale sul futuro status delle repubbliche indipendentiste di Ossezia del sud e Abkhazia, nelle quali comunque resterà un contingente di pace russo.Tanto ad alcuni media russi, la riunione russo-francese, protrattasi per diverse ore oltre il previsto, aveva anche un punto ufficioso nell’agenda, fare pressioni per l’allontanamento di Saakashvili dal potere. Infatti, nonostante le ripetute smentite ufficiali, anche in sede Onu, Mosca mira a dare una spallata definitiva al leader georgiano dopo le sue scivolate interne ed internazionali. Scivolate che hanno ormai minato le sue credenziali democratiche anche agli occhi di quell’Occidente che lo aveva accolto con entusiasmo nel 2003 all’indomani della pacifica “rivoluzione delle rose”, la prima delle rivoluzioni colorate nell’ex Urss. George W. Bush lo definì un faro della democrazia. E gli Usa restano ancora nettamente schierati a fianco dell’ormai scomodo alleato georgiano. Washington insiste sul rispetto dell’integrità territoriale della Georgia e sulla legittimità del suo presidente. Cauta la Nato, che attraverso il segretario generale Jaap de Hoop Sheffer afferma che la tregua di Mosca “è un buon segno, ma non sufficiente” e che resta valido l’invito a Tbilisi per una futura – molto futura al momento, secondo alcuni esperti dei paesi dell’Alleanza atlantica – adesione georgiana. Senza neanche accorgermene mi ritovo in piedi, in mezzo alla piazza, trascinata dal ritmo degli spettacoli di “Approdo alla lettura”. Che cosa c’é di sbagliato nell’odiare i Tiranni? Non é forse l’odio che da la forza di combattere? Non é forse giusto odiare gli invasori e quelli che ti toplgono la libertà? Che cosa non va in questa logica? Il mio corpo continua a ballare, ma la mia mente é altrove. La festa termina a tarda notte. “Non ti é piaciuto stasera? dice un amico congedandosi. “Non hai sentito com’è bello divertirsi? Apprezza la vita, Mario, e allora capirai perché vivi”. Torno a casa. Mi corico più confuso che mai.
Scritto da Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
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L’unica cosa che mi fà imbestialire è il fatto che a parte Berlusconi e Sarkozy,gli unici con un pò di cervello,i quali sono prodigati per arrivare ad un cessate il fuoco da ambo le parti,gli altri politici europei,americani eccc.. si sono totalmente scordati di chi ha lanciato l’attacco dell’8 agosto!!!
A Tskinvali,capitale dell’Ossezia del Sud si sono registrati ca.1400 morti!!!
Ma per gli Americani(Bush che giocava a Pechino alle olimpiadi,Rice che era in ferie…)esiste solo la Georgia!! Gli Ossetti(al 90% di Etnia Russa)non ci sono….Ma il Kosovo quando è stato ora di di dichiarare l’indipendenza per loro esisteva!!
Le armi americane che sono state trovate nel paese di Senaki chi le ha date alla Georgia? babbo natale?
Siamo onesti una volta tanto…Ci sarà sicuramente una guerra politica per il futuro controllo delle risorse di idrocarburi nel Caucaso ma purtroppo questa volta chi ha sbagliato di più sono stati proprio gli Usa che hanno pompato ed esaltato la Georgia sino al punto di far commettere a Sakasvili un errore madornale: lanciare un sasso nei vetri dei Russi i quali hanno risposto….e si sa che i Russi quando rispondono sono come un elefante sopra dei cristalli…