Teatro e reggenze

Attualità e Società

Imbocco ponte Sant’Angelo, in compagnia di mia moglie. Ammiro le statue di marmo degli angeli del Bernini collocate sui parapetti. Mi ha sempre attratto quella che regge tra le braccia un enorme crocifisso. Ehilà, Roma è la città più bella del mondo ma, purtroppo è anche tristemente nota per i borseggi. Con la coda dell’occhio controllo due zingarelle furbe, smaliziate, petulanti e insistenti che chiedono soldi alla gente asserendo che servono per comperare latte in polvere e quant’altro per i loro fratellini e le loro sorelline piccole.

Hanno quest’aria di sfida ed un penetrante profumo che punge le narici togliendoti il respiro, ma di elemosina ne ricevono poca. All’angolo destro del ponte un giovane parla distrattamente con una sua amica che, anche se è nel fiore della sua giovinezza, mi sembra che gli ispiri sentimenti d’intimorita Roma è tristemente nota per i borseggi. Mentre cammino, penso. Penso, penso, penso… Sono un uomo di immaginazione piuttosto che d’azione: condannato, come Orfeo, a viaggiare in un Ade di chimere. Patetico. Appartengo a una generazione in cui le tesi di laurea venivano ancora scritte a macchina. L’efficienza della tecnologia e di Internet, soprattutto per ciò che riguarda la ricerca, continua ad affascinarmi. Clicco sul link di un famoso portale e mi compaiono tutti i siti che voglio. Straordinario. Un po’ confuso, trovo subito quello che cerco. Bando alle rassegnazioni. Meglio godersi questa passeggiata romana con mia moglie. Ci sediamo al tavolo di un bar. Chiudo gli occhi e cerco di pensare a qualcos’altro. A qualcosa di utile, per una volta. Mmh…non ci riesco. Non sono certamente un uomo con una posizione appetibile. Sono solo un funzionario statale bloccato al nono livello da molto tempo. Da quando va vanti questa storia? Da18 anni. Funzionario statale suona, comunque, un po’ stalinista, a mio parere. Ieri è stata una giornata non tanto per la quale. Vabbè, è stato un autentico shock scoprire che colleghi del mio ex ufficio ricevono reggenze a pioggia. Devo ammettere che è duretto da sopportare: sto, infatti, alla canna del gas con i soldi. E dire che il guadagnare bene era l’unica cosa che volevo fare in tutta la mia vita. La spiegazione può essere una sola: sono troppo facilone, se non addirittura indolente, per impormi con sufficiente energia. Oppure non sono raccomandato. E’ quello che penso io. E nessuno che si alzi a protestare per quanto mi capita. Ma quello che conta è la natura di un uomo, non quello che guadagna. Non sono presuntuoso: diciamo che a spanne, nella scala della competenza mi sento sotto allo zerbino. Forse il punto è questo: la semplice inutilità del tutto…bè, a torta finita, è così. Bene, non ho altra scelta che accettare la sorte come mi si presenta. E’ inevitabile. Tornati a casa continuo a riflettere. Me ne sto comodamente appoggiato con le spalle contro la parete della mia camera da pranzo, con i piedi incrociati e le mani infilate in tasca. Ho deciso: lascio che arrivino anche per me tempi migliori. Del resto spesso la fortuna ha ripreso con la sinistra ciò che ha dato con la destra. Quindi non è da escludere che ci saranno ancora altri capovolgimenti prima che andrò in pensione. Oh, sì, certo, benissimo. Lancio un’occhiata a mia moglie e al piccolo Alessandro. Stanno uscendo e, senza fermarsi, mi fanno segno di seguirli. Ho un momentaneo vuoto mentale. Ma cosa stanno facendo? Ah, adesso ricordo. Con un sogghigno, li seguo. Stasera al Teatro Nino Manfredi, dove siamo abbonati, ritornano Mario Zucca e Marina Thovez che lo scorso anno hanno interpretato “Ma non doveva essere il solito sabato?” Quest’anno propongono un’altra bella commedia: “Separazione” del quale è autore Tom Kempinski, un altro spettacolo garbato e particolarmente bello. La storia è quella di un’attrice americana che cerca un autore per poter interpretare una sua commedia. Attraverso il telefono i due si conoscono e si scoprono l’uno con l’altro poi, l’incontro e la storia d’amore ma, con numerosi colpi di scena che rendono questo spettacolo molto intrigante. Sì intrigante, come la mia carriera. Bè, state bene? Spero di non avervi annoiato. A kiss and a big hug.

Scritto da Mario Pulimanti (Lido di Ostia –Roma)

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