Bullismo nella scuola Sangallo di Ostia

Attualità e Società

Prendo lo spunto dal fatto che l’altro giorno il mio secondogenito Alessandro mi ha accennato che nella sua scuola, a volte, sembra che ci siano episodici casi di bullismo, per invitare il giornale a mettere in risalto cosa vuol dire il nonnismo a scuola, così da prevenire l’aumento di questo fenomeno che sembra stia prendendo sempre più spazio nella scuola italiana. Il bullismo scolastico và denunciato per evitare che per gli studenti italiani, la loro vita scolastica si possa a volte trasformare in un inferno: botte, calci, pugni, umiliazioni per essere convinti a sganciare soldi a piccoli taglieggiatori di minacce e violenze, potenzialmente denunciabili per associazione per delinquere, in base all’ art. 416 del codice penale.

Le vittime di questa forma di nonnismo sono ragazzi, come mio figlio, delle prime classi delle medie. Lui ed alcuni suoi amici vanno incontro a minacce e violenze di ogni tipo perchè consegnino il denaro che hanno in tasca o facciano altri favori ai più anziani, compreso quello di partecipare a giochi a base di pugni e ginocchiate, o più semplicemente regalare loro la merenda o una maglietta. Chi tenta di ribellarsi viene prelevato di peso. Alcuni ragazzini sono ormai ossessionati da questi soprusi e preferirebbero marinare la scuola, oppure arrivavano stanchi e stressati, con un forte calo del loro rendimento scolastico. Molti sottovalutano il problema, pensano che si trattino di semplici goliardate e non di un piccolo dramma sociale. Bullismo e nonnismo a scuola? Quando è troppo e quando i teppisti scatenano gli istinti più violenti, è meglio che in attesa di giudizio vadano in carcere – anche se minorenni – piuttosto che in comunità. Mi risulta che questo fenomeno sia in preoccupante aumento (ed ha probabilmente a che fare con carenze affettive e ambientali). Bisogna però ricordare l’allarme di questo segnale, che i dati denunciano da soli. La presenza del bullismo nelle scuole medie è alta. Comportamenti palesemente violenti ma anche atteggiamenti più sottili: insinuazioni, minacce, offese che mirano ad isolare dal gruppo alcune vittime – capri espiatori di un’aggressività non compresa e non contenuta dagli educatori. Questo è il mobbing, il nonnismo in versione prima infanzia: tanto più doloroso –un marchio– in personalità fragili ancora in formazione. Questa è una priorità: ho letto che la scorsa settimana un adolescente di colore adottato ha tentato il suicidio per le prese in giro continue dei compagni! E in questo c’è una responsabilità delle strutture – pubbliche e amministrative. Bisognerebbe dire una volta per tutte: “Stop al bullismo nelle scuole medie inferiori e superiori”. E’ stato infatti dimostrato in maniera convincente che il bullismo è un problema rilevante nelle scuole medie. Ed è proprio la generazione che cresce, quella delle medie, ad essere più a rischio. E non si deve correre il rischio di etichettare questi episodi di nonnismo alle medie come semplici ragazzate, perché questi fatti incresciosi dimostrano che qualche cosa non va. E non sembra che sia una prerogativa delle classi sociali più disagiate, come succedeva in passato, ma sempre più spesso il disagio matura in chi, forse proprio perché abituato ad essere sempre accontentato, deve andare alla ricerca di qualcosa di più. Per apparire, senza essere. Prese in giro e piccole estorsioni di merende. Il bullismo può essere attuato sia da singoli che da gruppi di alcuni ragazzi. Mi hanno detto che si può distinguere un bullismo diretto, con azioni aggressive, e un bullismo indiretto che provoca in genere l’isolamento della vittima dal gruppo. Nella maggior parte dei casi gli atti di prevaricazione avvengono in gruppi di 2 o 3 ragazzi. Per definire infine l’azione come atto di bullismo si è concordi nel ritenere che l’atto debba prevedere una asimmetria nella relazione, dove ovvero i più forti si impongono su un debole. E sembra che i maschi sono maggiormente esposti al bullismo rispetto alle femmine. Non è proprio il nonnismo che c’era nelle caserme, ma anche di questa forma più soft sembra che i ragazzi italiani delle scuole media non ne siano certo entusiasti.

Scritto da Mario Pulimanti (Lido di Ostia-Roma).

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