De Castro e i cibi sani

Attualità e Società

FruttaEcco: sto scrivendo perché, da seguace di Don Gius, ritengo che il cristianesimo sia un culto missionario che desideri la salvezza di tutti gli uomini. In ogni caso, da vecchio ciellino, ritengo che pure le altre religioni siano portatrici di verità e di valori morali. Per di più, condivido la strada dell’autocritica intrapresa dal concilio Vaticano II e proseguita da papa Wojtyla, il Grande.

Aborro, inoltre, l’orrore dello Shoah e penso che il mio Dio non assista impassibile alle sofferenze umane con un atteggiamento enigmatico ma, al contrario, sia un Dio buono, generoso, comprensivo verso i difetti degli uomini, pronto più a soccorrerli che a giudicarli. In realtà, oltre che ciellino, sono anche un dipendente del Ministero dell’agricoltura e, in quanto tale, gradirei evidenziare come l’attuale Ministro Paolo Di Castro, inizialmente accusato da più parti di aver assunto una posizione laica sugli Ogm, al contrario ha chiesto che il biologico sia Ogm free, mantenendo inoltre la presenza fortuita di Ogm autorizzati nelle sementi a livello zero. Perché parlo degli Ogm? Per il fatto che mi sono spaventato nel leggere che la trippa e la polenta siano cancerogeni. Il pesto anche, immagino, invece, che il cous cous sia sanissimo. Che tristezza! I fautori degli Ogm e del cibo Frankenstein sembrano voler cancellare persino i piatti simbolo della storia gastronomica italiana, avvelenare (con la paura, l’ansia, la minaccia) il grande gusto della tradizione, in un tentativo di sradicamento che, peraltro, tocca numerosi altri ambiti. Occorrerebbe protestare per questi attentati, non solo al buongusto, ma anche al nostro palato! Protesta, infatti, l’associazione Slow Food, che ha lanciato nei giorni scorsi un appello: “Più biodiversità, meno Ogm”, perché davvero non può essere vero che il cibo delle nonne faccia male e quello geneticamente modificato renda invece più giovani e aitanti. Alla mobilitazione hanno risposto molti ristoranti sparsi in tutta Italia. Un tuffo nella sana tradizione italiana, alla faccia di chi, forse, ci vorrebbe tutti a fare la fila da Mc Donald’s. Lo sforzo è necessario, mentre si moltiplicano i tentativi di propagandare gli alimenti geneticamente modificati come più sicuri e buoni. Serve, invece, grande chiarezza, corretta informazione, difesa dei prodotti tradizionali e di chi li coltiva, rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori. Oltre al Ministro De Castro, sono molti ormai gli Enti locali (tra Regioni, Province e Comuni) che hanno già promulgato norme per dichiararsi “Ogm-free”, liberi da Ogm. Anche io vorrei, oggi idealmente schierarmi su questo fronte sempre più vasto, armandomi… di buon appetito, augurandomi che non abbiate scoperto in questo mio discorso elementi della filosofia cinica. In caso contrario, credetemi, ciò è avvenuto contro la mia volontà. Forse vedo le cose come un papà affettuoso pieno di premure per i miei figli, sia chiaro. Del resto al centro della mia vita c’è sempre stata la mia famiglia. Ed è un’utopia pratica, se così si può dire, sperare in cibi genuini per i nostri cari? Altrimenti sul problema della massima precauzione in materia di ogm free il pericolo del fondamentalismo alimentare è alle porte. Ed è per questo motivo che condivido ancora di più l’impegno serio e concreto assunto da De Castro affinché sia garantita una produzione e un’alimentazione libera dagli Ogm che si riproducono, si diffondono e mettono a rischio la nostra agricoltura e la nostra alimentazione senza chiedere autorizzazioni o permessi. Certo non è facile il compito di De Castro, che si trova comunque a dover contrastare le pressioni delle potenti lobby industriali, favorevoli agli Ogm. Basti pensare che ad agosto è arrivato in Europa, attraverso un carico nel porto di Rotterdam, il riso americano Ogm della Bayer che, dopo essere passato attraverso Germania, Francia, Svizzera, è riuscito purtroppo a superare anche le frontiere italiane. La vicenda è grave. Quindi, dato che è la domanda di consumatori e agricoltori ad orientare l’offerta del mercato, facciamo tutti attenzione ad escludere sempre gli Ogm dalle filiere di produzione.

Scritto da Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)

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