Il primo anno di FTI (Field Target Italia)

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Field Target ItaliaDopo poco più di un anno di attività la FTI (Field Target Italia), può vantare un serie di esperienze molto positive sia in ambito nazionale quanto internazionale, ma procediamo con ordine, il field target, ovvero disciplina sportiva che simula una battuta di caccia a piccoli animali nocivi con armi ad aria compressa, ha catturato molti appassionati coinvolgendoli in un circuito di eventi e manifestazioni che hanno spaziato per buona parte del nostro paese.

Le manifestazioni sono state di carattere non solo agonistico e rispettanti il regolamento di gara di campionato stabilito da FTI, ovvero percorsi di gara con 42 bersagli per categoria d’arma; ricordiamo che le armi ad aria compressa vengono suddivise in base alla tipologia di funzionamento, ovvero molla o più anglosassone spring e precompresse ovvero PCP, la suddivisione si addentra anche nella potenza dell’arma, quindi superiori o inferiori al fatidico limite di 7.5 J armi di libera vendita o armi propriamente dette per la normativa italiana.

Field Target ItaliaLe manifestazioni ufficiali di campionato hanno goduto delle bellezze paesaggistiche del nostro paese passando dalle boscose vette dell’appennino parmense alle calde colline senesi, fra queste manifestazioni per tenere ovviamente alta la “preparazione tecnica” degli appassionati e per incuriosire ed incrementarne la diffusione, si sono svolte manifestazioni a carattere informale su brevi percorsi che privilegiassero maggiormente il divertimento che l’agonismo, di questo dobbiamo ringraziare l’Armeria Ratti di Seregno (MI) e gli amici appassionati di BR del Campo di Tiro Le Colmate (Mosumano Terme) che per una volta hanno visto invase le loro linee di tiro con sagome di piccioni corvi e conigli.

Field Target ItaliaMa non ci siamo fermati, possibilità di incrementare le nostre esperienze agonistiche era sicuramente la partecipazione al mondiale Field Target organizzato dal WFTF (federazione mondiale field target), il quale ebbe luogo nel mese di agosto in Polonia poco a Nord di Kracovia. Siamo partiti pìù desiderosi di apprendere e di farci conoscere come associazione sportiva italiana di field target che con ambizioni di trofei.

Presenti alla manifestazione, articolata su tre giornate di gara, circa 250 atleti provenienti dalla imbattibile UK suddivisa in Scozia Galles Inghilterra Irlanda del Nord, dalla Germania, Russia, Lituania, Ungheria, Olanda, Belgio, Sud Africa, USA, Australia, e per la prima volta nella storia della manifestazioni internazionale la nostra Italia.

Come poc’anzi detto l’obbiettivo era apprendere le tecniche conoscere in modo diretto gli aspetti dalla disciplina da chi già da oltre un trentennio la pratica in modo agonistico, umili nella nostra poca esperienza.

Abbiamo potuto osservare che le tipologie d’arma poco si differenzia da quelle impiegate finora in Italia, maggiore attenzione viene rivolta al sistema di mira ottico cercando modelli ad alti ingrandimenti (mai inferiori a 40x) ed elevata luminosità con lenti frontali di diametro 50 o addirittura 60 mm; questo per poter stimare al meglio la distanza di tiro anche in situazioni di scarsa luminosità o con contrasti cromatici ambigui, pensiamo ad una sagoma di topo nera mescolata nella vegetazione di sottobosco.

La correzione di traiettoria è stato il primo concetto che abbiamo appresso dagli atleti stranieri, nessuno opera correzioni al punto di mira impiegando il reticolo mil-dott, primo perché si è vincolati ad uno specifico ingrandimento ed in secondo luogo per la ridotta precisione dovendone definire tutti i riferimenti nel range di distanze ammesso, spaziante da 7.5 m a 50 m.

Nonostante questa ovvia deficienza tecnica noi italiani abbiamo avuto la soddisfazione di vedere un nostro rappresentante giungere al 95° assoluto Giovanni Dapisin, ed anche una scalata al podio in categoria spring con Dario Gusmeroli.

Field Target ItaliaMa non si hanno riconoscimenti solo con risultati agonistici anche le opinioni espresse dalle altre rappresentative nazionali partecipanti all’evento, di sostegno e apprezzamento alla nostra associazione, al modo di affrontare lo sport del Field target sono a mio avviso il trofeo più alto a cui deve ambire ogni sportivo.

Ma torniamo in Italia, con la manifestazione conclusiva di campionato, in quel di Compiano all’ombra del maniero che fu dimora dei Landi, si è chiusa la serie di manifestazioni prettamente agonistiche del 2006, ma non certo quelle informali e di preparazione per un campionato 2007 ancora più ricco di eventi.

L’evento agonistico di Compiano, ultimo della serie, merita una più dettagliata descrizione, entro il perimetro dell’azienda agrituristica Carovane, di proprietà dell’On. Luca Marcora, è stato allestito il percorso di gara seguendo le norme previste dal regolamento Field Target FTI, che per molti aspetti si rifà al regolamento tedesco (avendo una regolamentazione sulle armi ad aria compressa praticamente sovrapponibile alla regolamentazione italiana).

Il percorso di gara articolato su un tracciato di circa 800 metri si sviluppava fra un’ampia radura al cui perimetro ripide pareti boscose fungevano da parapalle naturale, non dimentichiamo che pur parlando di armi con calibro esiguo (4.5mm o 0.177 per dirla in misure imperiali) e potenze difficilmente superiori a 25J gli aspetti della sicurezza devono essere posti nella loro posizione preminente.

I bersagli erano distribuiti lungo 14 piazzole di tiro cercando di costringere il tiratore a posture di ingaggio della preda (ricordiamo che è, e deve essere una simulazione di caccia) del tutto inusuali e decisamente scomode, con angoli di tiro anche superiori a 35° su distanze prossime ai 30 m.

La bellezza e la naturalità dell’ambiente sono stati un aiuto all’allestimento del percorso con sagome nascoste nel folto della vegetazione o appollaiate su alte fronde.

Il clima inclemente che per qualcuno poteva essere un disturbo, la fitta pioggia che ha preceduto nella notte l’incontro, il fango e la persistente rugiada mattutina non hanno fatto altro che accrescere la voglia di sfida fra i partecipanti.

Ma se giustamente le avversità meteo o la durezza di un percorso non hanno demotivato gli agonisti, neppure sono stati freno dei numerosi “curiosi” o di quanti avendo esperienza di tiro in TSN volevano praticamente conoscere questa nuova disciplina seppur come pubblico, attingendo informazioni per l’allestimento di campi di gara o di allenamento.

Riprova della riuscita di tale manifestazione è la disponibilità, da parte dell’azienda agrituristica ospite, di allestire un campo per field target ad uso dei soci FTI, ovviamente ben venga integrare le attività già previste da tali strutture ricettive con attività sportive di tal genere.

FTI sarà lieta di coinvolgere nel calendario di eventi 2007 l’associazione Precision Bullet di Avellino, che grazie al dinamismo del suo presidente Antonio Venezia, ha creato un folto gruppo che già si prepara ad ospitarci in terra campana.

FTI è orgogliosa di aver accresciuto la divulgazione dello sport e resta a disposizione di quanti ne vogliano approfondire gli aspetti (www.fieldtarget.it).

Alessandro Signorini
Pres. Field Target Italia

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