Ho perso il treno.

Editoriale

Ancora una volta ho perso il trenodi Cosmo de La Fuente

Mi capita spesso di sentire vicino a me la ‘signora’ fortuna , è talmente vicina da poterla afferrare con una mano,ne sento anche il profumo inebriante ma puntualmente perdo il treno in cui lei sta viaggiando in cerca di qualcuno giusto a cui darsi.
La fortuna, il successo e la realizzazione di tutti desideri viaggiano su un treno che regolarmente io perdo pur vedendolo, arrivo in ritardo ,sbaglio il binario o in quel preciso momento non m’importa niente.
Inizialmente me ne dispiaccio, avevo sentito il rumore sulle rotaie, l’odore di ferraglia e l’allegro fragore fischiettante, lo spostamento d’aria mi aveva soffiato sul viso con arroganza, ma l’ho perso di nuovo.

Non credo nella mala sorte e poi chi l’ha detto che non sia meglio così?
Tranquillo nella mia anonima esistenza posso passeggiare e fermarmi a osservare una piazzetta di paese, sedermi ai bordi di un marciapiedi e guardare la gente che passa, pensare al mio paese tropicale e sperare di tornarci per perdermi in un posto isolato e tranquillo a contatto con la selvaggia natura.
Cammino con le mani in tasca e rifletto in solitudine, uno sguardo disattento alle vetrine della città e il ricordo di un’infanzia molto particolare nel calore di un paesaggio esotico, ripenso ai miei viaggi continui perché appartenente ad una famiglia che aveva lo spostamento e l’emigrazione nel DNA.
Le mie varie scuole, le persone che ho incontrato e che non ho mai più rivisto, occhi vaganti per il mondo che non vedo più ma che sento ancora vicini.
Dove sarà adesso Estrella la bambina di colore mia compagna di classe in prima elementare?
Sogni e speranze di un ragazzo allegro e timido allo stesso tempo, desideri inespressi e repressi nel più profondo della mia anima, come succede a chissà quante altre persone.
Aspetterò ancora un paio di treni credo e se nemmeno su questi riuscirò a salire, c’è ancora qualcosa che posso fare per realizzare il mio ultimo desiderio.
Vorrei ritornare in quel posto, lontano..lontano, non per stare nella solita città ma per lasciarmi vivere nella zona più libera e selvaggia.
Canaima, Los Roques, Los Llanos..ovunque..purchè sia pace e meditazione.
Mi tornano in mente momenti esotici e poi altri momenti vissuti in Italia…
Tutto miscelato in turbinio di emozioni e di ricordi.
So di aver perso i treni della fortuna ma sono sereno, riesco ancora a sentire i vantaggi dell’essere una grande papilla gustativa, una porta attraverso la quale passano e lasciano il segno alcuni elementi naturali.
Il profumo della natura con i suoi fiori, il mare e le passeggiate nei paeselli di terre antiche, il calore del sole e lo sventolare delle foglie degli alberi, gli occhi languidi dei cani e il sorriso dei bambini, il pentimento dei peccatori e degli assassini che vogliono cambiare…e che probabilmente ci riusciranno, io invece non riesco a pentirmi.
Ho perso il treno e se ci fossi salito può darsi che non avrei più gustato completamente la vita che mi è stata offerta, chissà se ne sarebbe valsa la pena.
Ho voglia di bere un sorso di sereno e adesso non m’importa se quel treno è passato …io partirò con una destinazione a mia scelta, prima o poi..ma cosa succede?
Intorno vedo moltissime persone che hanno perso il treno come me, sono agitate e discutono…parlano…si lamentano, sento una voce che dice: “accidenti ho perso il treno e questa volta a bordo c’era..”,pronuncia un nome importante, è una persona che conta, sono allibito anch’io, ecco perché erano tutti così agitati.
Ma qui non posso svelare quel nome, magari in privato lo farò.
Penso che tra qualche anno metterò su una ‘vivienda’ in Venezuela, non lontana dal mare, per andarci a stare insieme a tutti quelli che hanno perso quei treni e che vorranno aggregarsi.
Ci vieni anche tu?
Intanto ripenso a quel nome così importante, proprio lui era sul quel treno, chissà chi è stato il suo prescelto.

Cosmo de La Fuente

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