Blog antisemita
11/02/2008
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Ostia cade una notte nera, senza stelle.
Vado a dormire.
Sono passate alcune ore e non mi sono ancora addormentato.
Mi alzo.
Vado in sala da pranzo. Davanti a me un tavolo ingombro di giornali e riviste spiegazzate.
Certo, Gabriele, il grande, non è molto ordinato.
Ho bisogno d’aria.
Mi alzo e apro la finestra.
Dalla zanzariera entra aria umida e calda che porta odore di mare.
Mi costringo a farne una grande riserva, ma l’aria non scaccia il senso di ansia che sento in petto.
Ricado sulla sedia.
Prendo un giornale e lo sfoglio.
Assurdo.
Ma cosa c’è scritto?
Cavolo, questa notizia ieri mi era sfuggita. continua a leggere…


