05/01/2010
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Colpo di coda del Millennium Bug: SMS dal 2016, antivirus in tilt, lettori di carte di credito fuori uso
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili
donazioni di "marco" e "damy2000" ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Pensavate che il
Millennium Bug, con la relativa angoscia planetaria per la gestione corretta del cambio di data fra il 1999 e il 2000 da parte dei computer, fosse solo un brutto ricordo o addirittura una bufala? E' ancora fra noi.
Dalla mezzanotte del 31 dicembre scorso, i telefonini con Windows Mobile 6.1 e 6.5 e con altri sistemi operativi ricevono talvolta SMS dal futuro, datati 2016. La causa è probabilmente un errore nel software che interpreta i codici usati per rappresentare l'anno negli SMS: secondo i commenti su
Slashdot.org, la data negli SMS è in formato
BCD mentre altri campi sono in formato esadecimale, per cui è possibile che alcuni software per cellulari (o nei gateway degli operatori) interpretino il codice dell'anno trattandolo come un esadecimale. In alternativa, si tratta di un astutissimo piano per evitare la fine del mondo nel 2012, prevista dal calendario Maya, passando direttamente al 2016.
Su
WMexperts c'è una prima possibile pezza non ufficiale (da usare a vostro rischio e pericolo).
In Australia, intanto, alcuni sportelli bancari automatici stanno rifiutando le carte bancarie dei clienti da Capodanno, secondo quanto riferisce il
Brisbane Times, perché i Bancomat pensano che l'anno corrente sia il 2016 e quindi a loro risulta che tutte le carte degli utenti sono scadute. In Germania è andata molto peggio: secondo
Ticinonline, sono inutilizzabili
"oltre 20 milioni di carte di credito e debito... legate al circuito Eurocheque... Tra le banche più colpite ci sono la Postbank e la Commerzbank". Scusate se è poco. Ormai il problema è stato quasi risolto, dopo aver causato gravi disagi, ma secondo il
Guardian costerà circa 300 milioni di euro alla società francese Gemaito che produce le carte. Il
comunicato stampa dell'azienda insiste a definirla
"world leader in digital security".
Anche gli antivirus sono vulnerabili al Baco del Millennio e Dieci: la suite di sicurezza Symantec Endpoint Protection
rifiuta tutti gli aggiornamenti successivi al 31 dicembre 2009 perché li considera scaduti. Il rattoppo temporaneo di Symantec consiste nel pubblicare gli aggiornamenti tenendo la data del 31 dicembre 2009 e incrementando il numero di versione.
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10/12/2009
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Video

how to
Il Web è sempre più video centrico: è quanto emerge dalla ricerca Wave4 realizzata da Universal Mc Cann. Il tempo speso in Rete dagli utenti è in gran parte dedicato proprio alla visualizzazione, o all’upload, di risorse video: il successo di YouTube è infatti crescente nel tempo, grazie soprattutto alla facilità di condivisione con le altre piattaforme online.
Questa tendenza certo non passa inosservata al mondo business e così nel tempo, oltre a commercial più o meno viral, abbiamo visto il proliferare di Video Tutorial e Video Review relativi a prodotti e servizi. A farla da padrone sono i prodotti Hi-Tech: un esempio su tutti, sono i tutorial delle nuove applicazioni Apple, ma ormai qualsiasi lancio di nuovo prodotto porta con se video (UGC e professionali) che ne spiegano funzionalità e caratteristiche; in questo senso, vale la pena vedere l’ottima video review del nuovo Nokia N900 ad opera dello staff di Telefonino.net. continua a leggere…
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30/10/2009
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PhoneSnoop, software per trasformare in "cimice" un BlackBerry

Il CERT (Computer Emergency Response Team) statunitense, uno dei più stimati enti di sicurezza informatica, ha
segnalato la disponibilità di PhoneSnoop, un programma che, installato sul telefonino BlackBerry della vittima, permette all'aggressore di chiamare il cellulare della vittima e attivarne il microfono per ascoltare a distanza quello che succede in prossimità dell'apparecchio.
Il CERT si limita laconicamente a consigliare agli utenti di scaricare applicazioni per BlackBerry soltanto da fonti fidate e di attivare la protezione con password del telefonino.
L'autore del programma, Sheran A. Gunasekera, è un po' più loquace e
spiega che una volta installato PhoneSnoop sul cellulare della vittima (sottraendoglielo temporaneamente oppure usando le solite tecniche creative di ingegneria sociale), il programma attende una chiamata da un numero di telefono specifico: quello dell'aggressore. Quando la riceve, risponde automaticamente e mette il BlackBerry in modalità vivavoce, così l'aggressore può ascoltare conversazioni o altre attività rumorose in corso nelle vicinanze del telefono.
Va detto che PhoneSnoop non fa nulla per nascondersi: è software dimostrativo. E' visibile nell'elenco delle applicazioni del telefonino infettato e durante l'ascolto remoto lo schermo indica chiaramente che c'è una chiamata in corso.
In sé la disponibilità di software che trasforma il cellulare in cimice non è una novità: quello che però non ci si aspetterebbe è che siano gli operatori telefonici a iniettare questo software-spia. E' quello che è successo ai primi di luglio del 2009 a circa 100.000 utenti BlackBerry dell'operatore Etisalat degli Emirati Arabi, che si sono visti
proporre dall'operatore stesso un aggiornamento che è risultato essere poi uno spyware diffuso intenzionalmente, che si nascondeva nel telefonino e inviava al suo gestore copie delle mail degli utenti. Gli utenti si sono accorti dell'alterazione perché i BlackBerry esaurivano la propria batteria molto più rapidamente del normale.
Gunasekera propone alcuni metodi per evitare questo genere di trappole, ma è veramente triste dover includere fra le fonti non fidate persino certi operatori cellulari. Ed è presumibilmente questo il genere di preoccupazioni che aveva causato tanta riluttanza nei servizi di sicurezza statunitensi quando Obama ha insistito per tenersi il proprio BlackBerry.
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08/01/2009
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Symbian e la Maledizione del Silenzio
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "amotta" e "ebay".Sembra il nome di un romanzo d'avventura, ma è una magagna abbastanza seria per i possessori di telefonini. I cellulari che usano il sistema operativo Symbian S60 Second e Third Edition
Feature Pack 1 (quasi esclusivamente modelli Nokia, ma anche qualche Sony Ericsson, Samsung, Panasonic e Lenovo) sono vulnerabili a un attacco che li rende incapaci di ricevere SMS e MMS.
L'unico rimedio (a parte l'installazione di un antivirus) è un reset profondo del telefonino, che comunque rimane in grado di fare e ricevere chiamate. L'attacco è stato chiamato pittorescamente "Curse Of Silence", ossia "la maledizione del silenzio".
Secondo l'advisory del Chaos Computer Club tedesco, si tratta di un denial of service (demo video qui) basato su un difetto nella gestione di un particolare tipo di SMS. All'aggressore basta creare un SMS contenente un indirizzo di e-mail lungo più di 32 caratteri seguiti da uno spazio e inviare l'SMS avvelenato specificandone il tipo come "Internet Electronic Mail". Per tutte le versioni del sistema Symbian tranne la 3.1 basta un singolo SMS per completare l'attacco: per i cellulari con versione 3.1 è necessario un invio ripetuto varie volte. Non occorre che il destinatario legga il messaggio.
Sono immuni a questa forma di attacco i cellulari che usano Symbian S60 Third Edition Feature Pack 2, Symbian S60 Fifth Edition e Symbian OS 9.3. Per sapere se il vostro cellulare usa Symbian e una sua versione vulnerabile, consultate il manuale del telefonino.
Le probabilità di finire vittima di questa "maledizione" sono scarse e l'attacco in sé non devastante. Ma l'esistenza di questa falla è indicativa di una scarsa attenzione alla sicurezza e sottolinea efficacemente il fatto che un "semplice" messaggio ha in realtà un potenziale d'attacco inaspettato.
Fortinet e F-Secure hanno già predisposto antivirus su misura.
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30/12/2008
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Telefonini da polso, forse stavolta ci siamo
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "stramacere" e "paolo".Vi hanno appena regalato per Natale un telefonino super? Primitivi. Stanno per debuttare i cellulari da polso: orologi che contengono un intero telefono GSM/UMTS, un lettore MP3, uno schermo tattile, un vivavoce e una videocamera. Roba da James Bond (o da Dick Tracy, per gli intenditori). Un gadget che farà gola a molti informatici e ad altrettanti guardoni.

LG ha annunciato il modello LG-GD910 (foto qui accanto; notate la vistosa photoshoppatura del display).
E' un telefono 3G con HSDPA (7,2 Mbps teorici). Ha uno schermo tattile LCD da 3,6 cm, una videocamera per foto e videochiamate (funzione che si presta molto allo spionaggio spicciolo), un lettore MP3, una connessione Bluetooth (comodo per l'auricolare), riconoscimento vocale e sintesi vocale (
text-to-speech) e un vivavoce.
Lo spessore è di 13,6 mm: come sei Swatch Skin uno sopra l'altro, che non è poco (dite addio ai polsini delle camicie). Dovrebbe essere venduto inizialmente in Europa e Corea nel 2009, ma al momento in cui scrivo non sono state fornite date precise e non è noto il prezzo.

Se non ve la sentite di aspettare,
Phenom offre subito cellulari da polso, come lo
SpecialOps e l'
MI5 (foto qui accanto). Sono modelli GSM anziché 3G, probabilmente per allungare l'autonomia della batteria, che sarà il vero tallone d'Achille di questi gingilli. Niente videochiamate, quindi, ma è integrata una videocamera per registrare video. Entrambi hanno un lettore micro-SD e sono in grado di riprodurre MP3 e video MPEG4; lo SpecialOps ha una tastiera fisica sul cinturino. I prezzi sono sotto i 300 dollari.
Fonti (con altre foto del modello LG):
The Register,
Gizmodo,
Electronista,
Akihabara News,
Physorg,
Unwired View.
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18/02/2008
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SMS, 465 euro al megabyte
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "br1tad" e "bernardo". L'articolo è stato corretto dopo la pubblicazione iniziale.Belli, gli SMS. Comodi e discreti. Una nuova forma di comunicazione, adorata dalle giovani generazioni che sembrano avere pollici geneticamente modificati. Ma una miniera d'oro per gli operatori telefonici, alcuni dei quali ne ricavano utili fino al 90%. Gli SMS, da soli, costituiscono il 20% del loro fatturato. A pochi centesimi a messaggio, ci sembra di spendere poco. Ma forse stiamo pagando troppo.
Facciamo due conti. Secondo l'
analisi di Gthing.net, un SMS contiene un massimo di 140 byte (1120 bit) di dati. I 160 caratteri massimi di un SMS ci stanno in 140 byte perché gli SMS usano una codifica a 7 bit.
Se un SMS costa 10 centesimi di franco ed è sfruttato integralmente (composto da 160 caratteri), un bit viene a costare 10/1120 = 0,0089 centesimi. A questi prezzi, trasmettere un megabyte di dati (1.048.576 byte di 8 bit), ossia grosso modo un minuto di canzone MP3 o un libro, verrebbe a costare circa 750 franchi. Avete letto bene:
settecentocinquanta. Lo stesso ragionamento vale anche con gli euro al posto dei franchi, ovviamente.
Nota: nella prima stesura di questo articolo avevo sbagliato i calcoli, e anche parecchio. Sono come i vecchi processori Pentium: ho la tendenza a randomizzare le cifre decimali e parcheggiare in doppia file il punto decimale. Chiedo scusa, prometto di non fare più calcoli dopo l'una del mattino e ringrazio Matteo per avermi corretto.Anche acquistando pacchetti di SMS a un prezzo apparentemente vantaggioso (per esempio 1000 SMS per 19 franchi), il costo per SMS scende a 1,9 centesimi, ma un megabyte, o un minuto di MP3, costerebbe comunque ben 142 franchi e spiccioli.
Eppure le offerte di trasmissione dati dei medesimi operatori consentono di trasmettere 50 di quegli stessi megabyte per meno di dieci franchi, e si può scendere ancora con gli abbonamenti dedicati, che offrono trasmissione illimitata per pochi franchi al giorno. Le offerte sul mercato italiano sono strutturate allo stesso modo. Chiaramente qualcosa non va. Perché lo stesso bit trasmesso in un modo costa 300 volte di più che in un altro?
Facciamo un altro confronto. La trasmissione della voce sulla rete GSM è anch'essa una trasmissione di dati, che utilizza normalmente un codec a 9,6 kilobit al secondo (esistono anche l'Half Rate a 5,6 kb/s e il Full Rate a 13 kb/s, ma lo standard è 9,6 kb/s). In altre parole, un minuto di conversazione trasmette 576.000 bit, pari a 514 SMS. Quindi se la voce seguisse le tariffe degli SMS, un minuto di telefonata cellulare ci costerebbe 51 franchi e spiccioli.
La disparità diventa ancora più evidente se si considera che quel minuto di telefonata (che costa pochi centesimi) deve essere recapitato a destinazione
immediatamente, mentre un SMS può arrivare anche con comodo. Paghiamo un bit pigro di un SMS centinaia di volte di più di quel che paghiamo i bit velocissimi delle telefonate. Non sorprende, allora, che secondo dati di Forrester Research citati dall'
International Herald Tribune ci siano appunto margini di utile del 90% da parte degli operatori.
E' eccessivo? L'Unione Europea si sta muovendo per far ridurre i costi della trasmissione dati e degli SMS in roaming, come riferisce
Reuters, entro luglio, perché i ricarichi praticati in roaming sono in conflitto con il concetto di mercato unico dell'UE. Ma l'iniziativa mira soltanto ad equiparare i costi degli SMS inviati in roaming con quelli inviati sulla propria rete cellulare: i costi degli SMS in sé restano stratosferici in termini di prezzo al bit.
C'è chi propone soluzioni per arrangiarsi, come Skebby, Cellity o JackSMS, che usano i contratti forfetari di trasmissione dati per collegarsi ai servizi di invio SMS oppure creano una sorta di messaggistica istantanea, ma non è un servizio universale come lo è l'SMS. In Svizzera c'è anche l'originale smartphone
Ogo, che permette di avere la chat di MSN sempre in tasca a canone fisso mensile, ma permette di chattare soltanto con altri utenti MSN (senza allegati): anche qui gli SMS si pagano a parte. Sembra proprio che nessuno voglia mollare la gallina dalle uova d'oro.
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08/02/2008
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Niente cellulari in volo stasera
Questa sera dovrebbe andare in onda il servizio de
Le Iene dedicato alla pericolosità dei cellulari in aereo. Visto il rinvio, è stato girato del materiale aggiuntivo che dovrebbe essere molto interessante. A stasera!
Aggiornamento
Come non detto: la redazione mi ha appena avvisato che il pezzo non andrà in onda stasera. Sigh.
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05/02/2008
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La leggenda del cellulare volante
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "marzio.fatu****" e "clodem".Non voglio anticipare tutto il dossier che ho preparato per
Le Iene prima che mandino in onda il servizio sulla pericolosità dei cellulari in aereo, ma visto che si tratta di parecchio materiale, comincio a pubblicarne alcuni stralci, anche perché è importante stroncare uno dei miti che possono indurre a violare la sicurezza dei voli.
Il mito in questione è che sia proibito usare i cellulari a bordo soltanto perché telefonare ad alta quota manderebbe in tilt il sistema di gestione degli addebiti e quindi si potrebbe telefonare gratis, e gli operatori telefonici non vogliono scrocconi.
I dati tecnici sbufalano drasticamente questo mito: avrebbero forse potuto funzionare i cellulari analogici (ormai in disuso), almeno a quote basse. Ne abbiamo un esempio tragico negli eventi dell'11 settembre: a bordo del Volo 93, quello caduto in Pennsylvania, un passeggero (Edward Felt) e una hostess (CeeCee Lyles) riuscirono a usare brevemente i loro cellulari per due chiamate quando l'aereo era a meno di 1800 metri di quota.
Ma per quanto riguarda i cellulari digitali, ci sono dei limiti intrinseci del sistema che rendono sostanzialmente impossibile telefonare in quota. Lo standard GSM ha un limite pratico di 35 chilometri fra cellulare e stazione radio base (estendibile se si interviene sul parametro del
timing advance). Non è un limite di portata del segnale radio: è un limite dettato dall'esigenza di sincronizzare più telefonate in modo che condividano la stessa frequenza senza disturbarsi a vicenda. Quindi niente telefonate sull'oceano, ma almeno in termini di distanza sarebbe possibile agganciarsi a un'antenna anche in quota (a 10 km o più).
Lo stesso motivo di sincronizzazione pone però un limite (dettato a livello di
specifica) di 250 km/h di velocità relativa fra telefono e stazione radio base, anche se i test sui treni ad alta velocità indicano che il GSM 900 può funzionicchiare fino a 500 km/h (
Application of GSM in high speed trains: measurements and simulations, IEEE, 1995); ma il GSM 1800 ha un limite ancora inferiore (circa 125 km/h). Considerato che gli aerei volano mediamente a oltre 800 km/h, la sincronizzazione risulta impossibile.
In altre parole, usare il cellulare in volo è non solo pericoloso e stupido: è inutile.
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01/02/2008
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I cellulari usati in volo sono pericolosi? Le Iene indaga

Questa sera il programma di Italia 1
Le Iene si occuperà (salvo cambiamenti dell'ultim'ora) della pericolosità dei telefonini a bordo degli aerei e delle teorie secondo le quali il loro uso in volo è vietato perché le telefonate non vengono addebitate.
La questione è stata portata alla ribalta recentemente dall'
episodio del 19 gennaio scorso: tre telefonini lasciati accesi sul volo Alitalia Milano-Bari hanno indotto il comandante a interrompere le procedure di decollo a causa delle interferenze con la strumentazione.
Ho fatto da consulente tecnico per la trasmissione e sono emersi moltissimi dati interessanti, che pubblicherò dopo la messa in onda del servizio. Buona visione.
Aggiornamento
Niente da fare, il servizio non è stato trasmesso. Per ora non so altro.
Link all'originale della foto Leggi tutto...
22/01/2008
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"Telefonino da sapere", tormentone in Powerpoint
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "paola74_52" e "stefano_mo****".Sta circolando via e-mail una presentazione Powerpoint di nome
"telefonino da sapere.pps" che promette di rivelare grandi segreti sull'uso del cellulare. Per fortuna pesa soltanto 56 kilobyte, per cui non intasa troppo le caselle di posta, ma è comunque un appello che va per la maggiore e quindi va verificato.
Salta fuori che è una miscela un po' insolita di verità e fandonie che la dicono lunga sull'impreparazione tecnica dei tanti che insistono a farla circolare senza verificarla. Eccone il testo commentato:
Cose che il tuo telefonino può fare (e che tu non sai)
Il numero d’ emergenza in tutto il mondo è: 112. Questo è il numero che puoi digitare anche se il telefono è bloccato. Provalo!
A parte il fatto che
non si deve digitare il numero d'emergenza per prova, perché si causa un falso allarme, l'informazione dell'appello è vera soltanto in parte: sì, il numero 112 è effettivamente componibile su tutti i telefonini (a parte l'iPhone) anche quando l'apparecchio ha la tastiera bloccata. Ma il numero 112 è valido soltanto in Europa, non in Nord America, Asia e Africa.
E' vero, come nota
Hoax Slayer, che se il telefonino è un GSM, digitando il 112 si viene comunque connessi al servizio d'emergenza anche se il numero d'emergenza è differente, ma questa conversione automatica del numero non vale per altri sistemi cellulari (per esempio il CDMA), per cui non è vero che il 112 è il numero d'emergenza
"in tutto il mondo".
Nel caso dell'iPhone, secondo la
documentazione Apple è necessaria una manovra piuttosto complicata che potrebbe renderlo pericolosamente inutilizzabile in caso d'emergenza se chi cerca di adoperarlo (magari una persona diversa dal proprietario) non sa come procedere: bisogna far scorrere il cursore disegnato sullo schermo, toccare
Phone e poi selezionare la tastiera numerica, oppure, se l'iPhone è bloccato da una password, toccare
Emergency Call e poi comporre il numero.
Ma andiamo avanti con l'appello.
Hai lasciato le chiavi dentro la tua auto? Sei lontano da casa e hai il controllo remoto per aprirlo? Bene, la soluzione è di chiamare a casa e che qualcuno prenda il comando dell’apetura delle porte (o chiave elettronica) e lo metta vicino al telefono e tu il tuo a circa 20 cm di distanzia della porta dell’auto. Schiaccia e … Voilá, le porte si aprono! Funziona anche con il Baule! Puoi fare la prova!
Questa è semplicemente una scempiaggine. Il segnale dei telecomandi non è trasmissibile attraverso il cellulare. Il cellulare capta i suoni e li trasmette via radio. I telecomandi non emettono suoni. Se vedete qualcuno che tenta di eseguire questa procedura, non affidategli incarichi intellettualmente impegnativi.
L'appello prosegue con un'altra informazione apparentemente preziosa:
Batteria del telefono scarica? Tutti i telefonini hanno una riserva di carica nella batteria, devi digitare *3370# e automaticmente si attiva dandoti una carica supplementare fino al 50%. Quando ricarichi di nuovo il tuo telefonino, si ricaricherà anche la riserva e sarà pronta per un’altra occasione
Il codice
*3370# non attiva affatto una "riserva" di energia. Anzi, su alcuni modelli Nokia attiva una funzione di miglioramento dell'audio, l'
Enhanced Full Rate Codec (EFR), che aumenta il consumo di energia del 5% circa, per cui la batteria dura addirittura
di meno. Sui medesimi modelli Nokia si può però attivare un
Half Rate Codec (codice *#4720#), che peggiora la qualità dell'audio ma allunga del 30% circa la durata della batteria, secondo
Programmerworld.net. Non è comunque una "riserva" in senso stretto.
Infine la presentazione Powerpoint offre un trucchetto antifurto:
Come disattivare un telefonino che ti hanno rubato? Primo, devi sapere il numero di serie (IMEI), per recuperarlo è necessario digitare: *#06#, nel fare questo ti appaiono 15 cifre, questo è il numero di serie del tuo telefonino, scrivilo e archivialo in un posto sicuro. Se lo perdi o te lo rubano, chiama la tua compagnia per cancellare o annulare il telefonino. Quando gli dai questo numero, nessuno potrá più usarlo perché si disattiva del tutto e anche se cambiano la SIM non funzionerá.
E' vero che il codice *#06# visualizza il codice IMEI, che è un numero di serie che identifica univocamente un esemplare di telefonino. Se ne prendiamo nota prima che ce lo rubino, possiamo comunicare questo codice all'operatore telefonico, che provvederà a bloccare l'uso di quel telefono sulla sua rete e (si spera, ma non sempre) sulle reti degli altri operatori in giro per il mondo.
Puoi condividere questa informazione con i tuoi amici. Fa piacere ricerverla...
No, non fa piacere, fa soltanto confusione, perché mischia cose false con cose vere, e chi si accorge della falsità piuttosto evidente di alcuni di questi "consigli" è portato a credere che siano falsi anche quelli autentici. Su quattro "cose da fare", una sola è pienamente autentica, una è vera a metà e le altre due sono panzane. Non solo: le due informazioni non fasulle sono riportate nel manuale di ogni telefonino. Quello che nessuno legge mai.
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17/01/2008
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Dada.net aiuta a bloccare il falso allarme via SMS
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "stegiordy" e "piada".Ho un aggiornamento sull'
allarme fasullo per una chat da 4 euro a settimana che sarebbe stata attivata di nascosto da TIM e che, sempre secondo l'appello-bufala che gira, andrebbe bloccato mandando un SMS con la parola
STOP al numero 48405.
Mi ha contattato l'ufficio relazioni esterne di Dada.net, che ha spiegato che per motivi ancora da accertare, effettivamente anche gli utenti che non erano iscritti alla chat presa di mira dall'appello ricevevano il seguente messaggio gratuito quando mandavano
STOP al 48405:
"Ti sei cancellato da Love.dada.net. Non rinunciare all' occasione di conoscere tantissimi amici! Ricordati che puoi tornare nella community inviando SI al 48405."
E' quindi comprensibile che molti abbiano interpretato la risposta come una conferma dell'autenticità dell'appello. Dada.net ha modificato il messaggio, che ora recita molto più chiaramente:
"Messaggio di errore gratuito: non risulti iscritto al servizio".
La cosa dovrebbe quindi ridimensionarsi: nel frattempo, Dada.net e TIM hanno i centralini e le caselle di posta sotto pressione per via delle numerosissime richieste di chiarimenti generate dal messaggio ingannevole e dall'appello-bufala. Anche Telecom Italia e altre aziende hanno dovuto diramare comunicati interni per frenare il dilagare di questa storia che sta costando soldi a tutti coloro che ci cascano. Invece di fare un favore agli amici, li stanno inducendo a buttar via del denaro.
Questi, ahinoi, sono i danni causati da chi non controlla prima di inoltrare a tutti.
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15/01/2008
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Love.dada.net, falso allarme a catena che fa spendere soldi veri
Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giulietto ch****" e "enrico.asso****".Nuove frontiere delle catene di Sant'Antonio: arriva quella che vi fa indurre i vostri amici a pagare soldi se credono ai vostri consigli.
Sta circolando da qualche giorno via mail e sui telefonini, principalmente in Italia, un appello che mette in guardia contro un particolare servizio di chat, che sarebbe stato attivato da TIM senza preavviso e che costerebbe 4 euro a settimana.
L'appello invita a evitare ulteriori addebiti e a disdire subito il servizio mandando dal proprio cellulare un SMS contenente la parola
STOP al numero 48405.
Ecco un esempio di testo dell'appello (grazie a Elisabetta per la segnalazione):
A nostra insaputa la Tim ci ha ativato [sic] un servizio di chat che costa 4euro a settimana. Disdici subito inviando STOP al 48405. Ti arrivera' 1 sms di conferma della disdetta. Dillo agli altri
Si tratta di una bufala ben congegnata, probabilmente frutto di un equivoco. Infatti le segnalazioni che ho ricevuto fin qui dicono che non esiste alcun servizio di chat attivato da TIM ad insaputa dell'utente; tuttavia inviando la richiesta
"STOP" al numero 48405 sulle reti cellulari italiane si riceve effettivamente un messaggio che annuncia la disattivazione di un servizio.
Questo messaggio sembra confermare l'autenticità dell'appello, ma in realtà lo stesso messaggio che parla di disattivazione arriva
anche a chi manda la richiesta ma non si è mai iscritto al servizio.
Il servizio, insomma, non distingue fra iscritti e non iscritti: se gli mandate la richiesta di disattivazione, non dice
"Guarda che non eri iscritto neanche prima". E così gli utenti ci cascano, e pagano per essersi fidati del consiglio della catena di sant'Antonio, inoltrata come al solito senza verificarla.
E' infatti sufficiente immettere in Google
"stop tim 48405" per avere le prime informazioni di smentita di quest'appello.
Si trova, per esempio,
questa pagina di Dada.net, che spiega che il numero 48405 è associato a Love.dada.net,
"un servizio in abbonamento, il cui costo è di 4,2 Euro la settimana" e serve
"per fare nuove conoscenze e entrare in contatto con tantissime persone". Sarà. Sta di fatto che la pagina di Dada.net dice che per abbonarsi al servizio bisogna mandare una richiesta d'iscrizione via Web o SMS. Niente attivazione ad insaputa: anche se qualcuno dovesse mandare la richiesta via Web a vostro nome, dovreste inviare un SMS di conferma dal vostro cellulare.
Anche la disattivazione di Love.dada.net può avvenire via Web oppure tramite SMS (
"inviando LOVE OFF al 48405", dice la pagina informativa); se si invia un SMS con scritto
"STOP DADANET" al 48405 oppure al 48282, si disattivano
"il servizio Dada.net in abbonamento a pagamento e tutte le offerte eventualmente attivate (love.Dada.net, mobi.Dada.net)".
Al momento non è chiaro quanto costi l'invio della disdetta inutile: la pagina informativa presenta una giungla di prezzi per SMS inviati e ricevuti che varia a seconda dell'operatore telefonico e del tipo di messaggio. Un labirinto che sembra fatto apposta per stordire l'utente. Secondo alcune segnalazioni, si paga sia l'SMS di disattivazione, sia l'SMS ricevuto che "conferma" la "disattivazione".
Quello che è certo è che l'appello è un falso allarme che ingrassa gli operatori cellulari, che incassano non solo ogni volta che qualcuno invia la disdetta inutilmente, ma anche ogni volta che qualcuno inoltra la catena di sant'Antonio.
Queste sono le prime informazioni, sufficienti a dire che non è opportuno far circolare l'appello: ho comunque contattato il servizio clienti di Dada.net per avere dettagli.
Aggiornamento (2008/01/17)
Ieri mi ha contattato l'ufficio relazioni esterne di Dada.net, mandandomi chiarimenti e il testo del messaggio (effettivamente ingannevole) ricevuto dagli utenti non iscritti. Il testo è stato cambiato e reso più chiaro. Maggiori dettagli in questa mia
nota.
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