Siamo ciò che mangiamo

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Ognuno di noi è diverso, anzi unico, irripetibile.

Non esiste un’altra persona come me, e non esisterà mai, come non può esserci un’altra persona identica a chi sta leggendo ora questo testo.

E’ un dato di fatto, qualcosa che tutti sanno ma che, allo stesso tempo, tutti ignorano o semplicemente sono troppo impegnati con gli infiniti problemi della vita per pensarci.

E come dargli torto d’altronde?

La nostra società corre all’impazzata, e lo starter è la sveglia che suona al mattino.

Da quel momento in poi comincia una corsa che non è dritta, piana e senza ostacoli, ma si dipana a zig zag tra una colazione veloce, il tragitto verso l’ufficio nelle ore di punta, il titolare che ci fa il cazziatone e una stanchezza che ci assale una volta tornati a casa. A tutto questo ognuno di noi reagisce in maniera totalmente diversa, alcune volte ordinata e coerente con gli “schemi”, altre in modi inaspettati, violenti, schizofrenici, impazienti o nervosi. Cosa ci fa reagire in questo modo mi chiedo? Non vi è mai capitato di vedere persone all’apparenza serene e calme reagire in modo violento all’improvviso? E magari sono vostri amici di cui credevate di conoscere bene il carattere. E’ più forte di me, ma non riesco a non sorridere quando sento parlare in tv di diete ricche di calorie, carboidrati, grassi, proteine, vitamine o sali minerali. Come se la nostra salute si riducesse a un mero numero matematico, a calcoli “astratti”. Si consuma una caloria sollevando 1kg a un metro da terra, a quel punto si è potuto quindi quantificare quante calorie abbisogna l’uomo per vivere, lavorare, guidare, fare sport, sesso, ecc… Come se il nostro corpo fosse una banca che elargisce soldi in base alle attività che deve compiere, come se non ci fosse nient’altro da fare. La quantità, credo che sia questo il problema delle maggiori diete moderne. Si pensa troppo alle quantità, tanto da dimenticarsi della qualità del cibo. Il maestro George Ohsawa disse: “La quantità cambia la qualità”. Non ci credete? Basta provare. Il nostro corpo col cibo fa molto di più. Tutto quello che facciamo riusciamo a farlo solo grazie ad esso. Ci fa alzare il mattino, ci fa lavorare e andare in palestra ma poi? Una persona a digiuno per giorni o settimane non ragiona più, diventa nervosa e anche violenta se gli rimangono le forze. Questo a causa della mancanza di cibo, ma anche una dieta sbagliata può provocare tutto ciò. Il cibo ci aiuta a ragionare in modo corretto, lucido e razionale, è la causa di pensieri ottimisti oppure del più completo pessimismo e vittimismo. Rende una persona coraggiosa, timida, vivace, giocosa, paurosa, nervosa, violenta, affabile, materiale, religiosa, simpatica, sentimentale, avida, tenera, paziente, pazza, loquace, menefreghista, precisa, puntuale, disordinata e…..bè continuate voi ad aggiungere aggettivi all’infinito. Capisco che può sembrare impossibile che un cibo possa rendere una persona ad esempio puntuale o ordinata o paurosa, ma è così per fortuna. Il cibo resta poco nello stomaco, gran parte del tempo (più di 20 ore) lo passa nell’intestino per essere digerito, e una volta elaborato passa direttamente nel flusso sanguigno e contribuisce a formare il sangue e le cellule. Ovviamente si sa che il cervello è fortemente irrorato di capillari sanguigni e consuma più del 20% di ossigeno pur pesando solo il 2% del corpo, questo fa in modo che i nostri pensieri siano fortemente influenzati da ciò che ingeriamo. Questa è la spiegazione più facile da comprendere, ma ce ne sarebbe un’altra molto più interessante e filosofica per capire l’importanza del cibo ma meglio non correre troppo. Il messaggio che però mi interessava arrivasse ai lettori era che tutto, ma proprio tutto ciò che siamo, lo dobbiamo a ciò che mangiamo o che hanno mangiato i nostri genitori durante il periodo di gestazione. Ma cosa ancora più importante forse è capire che ogni alimento crea una diversa reazione a seconda della persona che lo ingerisce, questo semplicemente perchè ognuno di noi è unico. E’ troppo facile creare una dieta basandosi solo su dati numerici, funzionerà per alcuni ma non per altri. Questo perchè ognuno ha un suo metabolismo, c’è chi ingrassa facimente e chi, mangiando molto, resta secco come un chiodo. Due persone del genere utilizzano in maniera molto diversa gli alimenti introdotti, e gli effetti si avranno in tempi diversi e in molti modi. Per questo motivo la qualità del cibo è più importanta della semplice quantità, ma capire quale cibo sia veramente saggio mangiare, bisognerebbe forse tornare indietro nel tempo. A quando i terreni agricoli non erano farciti di fertilizzanti chimici e anti-insetticida, a quando la Coca-Cola ancora non esisteva, a quando lo zucchero chimico era una chimera, o a quando il Giappone non aveva ancora raggiunto il primato di cancro allo stomaco dopo l’importazione dello zucchero raffinato e del latte.
Lo stesso concetto, ahimè, vale per i medicinali e le migliaia di terapie in uso. Alcuni malati guariscono, altri peggiorano, e questo sempre perchè la nostra unicità è sempre presente. Forse gli antichi medici cinesi sapevano il fatto loro quando, una volta data la medicina al paziente, non gli indicano però le dosi da assumere perchè queste variavano in base al suo luogo provenienza, il suo lavoro, la sua età, la stagione, la sua dieta e….bè continuate voi.

Scritto da Elsa

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