Tutti gli articoli di: maggio, 2008

Salone della Moto di Milano

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Svoltosi dal 14 al 19 novembre 2006, grazie al gruppo dei “Pazzi del Tomarlo”, grande gruppo di appassionati delle due ruote a motore, abbiamo a disposizione un bellissimo reportage fotografico.

Tema dela galleria: il Salone della Moto che si è tenuto nella nuova sede fieristica di Milano.

247 foto a tutto tondo passando dai nuovi modelli alle esibizioni all’aperto.

Salone della Moto – Milano 2006Ragazzi appassionati della moto.

Amanti dei viaggi e del divertimento.

Questo lega i “Pazzi del Tomarlo” e li tiene uniti.

Amici nella vita prima, ed ancor di più oggi che la loro passione li porta in giro per l’Europa (vedrete) e a scoprire i nuovi modelli e le nuove tecnologie legate alle due ruote.
Sempre con la testa sulle spalle e rispettosi del mezzo che guidano e delle regole basilari (e non) del condurlo.
Bando alle ciance e veniamo a noi…alle foto che propongo.

Tantissime novità: modelli nuovi, restyling e introduzione di diavolerie tecnologiche.

MV Agusta F4cc, Kawasaki Z750, Gilera GP800, Honda SH300i e Suzuki Bandit 1250cc sono solo alcuni modelli presentati e, tra tutte le nuove angherie, segnalo l’airbag installato direttamente sulla moto, finalmente proposto dalla Honda.
Non potevano mancare le bellezze affiancate ai motori: bionde more vestite e….meno.
Naturalmente immortalate al pari dei bolidi da strada.
In fin dei conti il piacere di guidare una moto lo si assapora ancor di più se, dietro o davanti, vi è una bella donna.

Author: amiciamici
Keywords: salone moto milano amiciamici foto reportage airmax delco gp
Added: May 31, 2008

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Zanzibar

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Come potete vedere dalla foto qui a lato, tornano le nostre tre amiche Linda, Sara e Samantha con un ampio reportage fotografico denso del sapore dell’Africa (qui l’articolo dal Kenya).

Colori e atmosfere d’incanto per una carrellata di immagini da mozzare il fiato.

Nel ringraziarle per l’ennesimo reportage da luoghi splendidi e distanti vi riportiamo alcune informazioni utili nel caso vi venga voglia di intraprendere lo stesso viaggio.

ZanzibarZanzibar, Tanzania, comprende un paio di isole della costa est dell’Africa chiamate Zanzibar (‘Unguja’) (1994 – popolazione stimata 800.000 – dimensione 1.554 kmq) e Pemba. Esse, insieme a Mafia Island, compongono le Spice Islands (isole delle spezie), sebbene questo termine venga più comunemente associato alle isole Molucche.

La città principale, nonché centro economico, è Stone Town, situata sull’isola di Zanzibar.

I commerci principali delle isole riguardano le spezie (noci moscate, cannella e pepe) e il turismo. Zanzibar è anche habitat per la scimmia Piliocolobus kirkii, presente solo su quest’isola e facilmente avvistabile nella Foresta di Jozani.

Storia

Il nome Zanzibar deriva probabilmente dal persiano Zangi-bar (“Costa dei neri”) o dall’arabo Zayn Z’al Barr (“Bella è questa terra”). L’isola fu controllata dal Portogallo a partire dal 1503.

Nel 1698 Zanzibar divenne parte dei possedimenti d’oltremare dell’Oman. Il 6 aprile 1861, a seguito di una battaglia per la successione alla carica di sultano dell’Oman, Zanzibar e Oman si dividettero in due principati separati. Sayyid Majid bin Said Al-Busaid (1834/5-1870), figlio di Sayyid Said bin Sultan Al-Busaid, divenne Sultano di Zanzibar, mentre suo fratello Sayyid Turki bin Said Al-Busaid (1832-1888) divenne Sultano di Oman.
In quel periodo, il Sultano di Zanzibar controllava anche una porzione significativa della costa africana orientale, ovvero la regione allora nota come Zanj, che includeva tra l’altro Mombasa e Dar es Salaam. Nel novembre 1886, una commissione tedesco-britannica stabilì con precisione i confini dello Zanj, identificato con una striscia di terra di 10 miglia nautiche di larghezza ed estesa in altezza da Cape Delgado (oggi in Mozambico) fino a Kipini (Kenya), incluse tutte le isole lungo la costa e diverse cittadine oggi appartenenti alla Somalia. Durante il periodo dal 1887 al 1892, il Sultano perdette tutti questi possedimenti, che passarono a Gran Bretagna, Germania e Italia, sebbene alcune furono formalmente vendute o cedute solo nel XX secolo (per esempio, Mogadiscio passò all’Italia nel 1905 e Mombasa al Kenya nel 1963).
L’Impero britannico gradualmente assunse il controllo della regione e la posizione tra Zanzibar e l’impero stesso venne formalizzata nel 1890 dal Trattato di Heligoland-Zanzibar nel quale la Germania si impegnò a non interferire con gli interessi inglesi nell’isola di Zanzibar, che divenne un protettorato dell’Impero quello stesso anno. Un timido tentativo da parte dei tedeschi di intervenire nel controllo dell’isola in modo indiretto si concluse con il brevissimo conflitto della guerra anglo-zanzibariana, nel 1896.

All’inizio gli inglesi nominarono dei vicari (visir) dal 1890 fino al 1913, e poi dei cosiddetti Residenti inglesi dal 1913 al 1963.

Nel 1896 si scatenò la breve guerra anglo-zanzibariana per la successione del Sultano Hamad bin Thuwaini e terminò con l’ascesa del sultano Hamoud bin Mohammed. Acconsentendo alle richieste inglesi, il sultano pose fine al ruolo di centro per il commercio di schiavi dell’isola iniziato sotto l’occupazione dell’ Oman nel diciassettesimo secolo proibendo la schiavitù e liberando gli schiavi nel Paese.
Fonte WikiPedia

Un ringraziamento a Linda, Sara e Samantha per averci reso partecipi della loro vacanza.

Author: amiciamici
Keywords: zanzibar linda samantha sara foto reportage amiciamici
Added: May 31, 2008

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Ireland – Irlanda

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E’ il suo primo volo, ma Francesca non mostra alcun segno di nervosismo né tanto meno di paura. Quelli, d’altronde, non sono stati d’animo compatibili con la sua fede “dark”. Una imperturbabilità, tuttavia, inaspettatamente squarciata da un lampo di genuino entusiasmo allorchè il verde tappeto d’Irlanda inizia a mostrasi sotto di noi. Un atterraggio tanto perfetto da non suscitare nemmeno il tradizionale applauso al comandante e, subito dopo, il primo impatto con una realtà decisamente diversa da quella lasciata due ore prima. La FIAT Seicento rossa che la società di autonoleggio ci ha destinato evoca infatti, con spietata evidenza, la più nota aberrazione che l’automobilista italiano possa incontrare nelle isole britanniche: la guida a sinistra. Francesca ride, alla faccia della filosofia dark e, in quanto a me, un certo nervosismo automobilistico mi assale. La “guest house” (pensione) è situata nella zona nord di Dublino, in un quartiere interamente composto dalle caratteristiche case di mattoni rossi.
Vi passeremo la prima e l’ultima notte della nostra settimana irlandese.
A sud del Liffey, il fiume che attraversa Dublino, si estende la parte più bella della città, con i suoi imponenti edifici georgiani.
Prima tappa: Grafton Street, la strada dei negozi, che la pedonalizzazione rende ancora più godibile.
Nelle vie laterali innumerevoli pubs e locali, tutti zeppi di gente.
Tanta gente anche per le strade e tanti, tantissimi giovani.
Sembra una città dei ragazzi la capitale di questo stato, la cui popolazione è composta per oltre il cinquanta per cento da giovani al di sotto dei venticinque anni.
La prima Guinness del tour è d’obbligo e poi una “vasca” in Temple Bar, il quartiere degli artisti, una sorta di “rive gauche” d’oltremanica.
Francesca non crede ai suoi occhi e fatica a seguire contemporaneamente tutti gli “happening” che si svolgono nelle pittoresche vie del quartiere.
Artisti di strada, giocolieri e cantanti, belle voci e qualche probabile talento di cui forse mai conosceremo i futuri destini.
Il resto del pomeriggio, inutile dirlo, lo trascorriamo qui, tra le migliaia di giovani e le decine di turisti italiani che, neanche a dirlo, proprio in questo quartiere indugiano volentieri.
Seconda tappa del viaggio: Limerick, duecento chilometri ad ovest di Dublino. La base ideale per raggiungere, finalmente, le spettacolari Cliffs of Moher, otto chilometri di maestose scogliere alte fino ad oltre duecento metri che si affacciano sull’Oceano Atlantico.
Uno spettacolo grandioso.
E’ straordinario constatare che il soffice tappeto verde che ricopre anche le Cliffs non si arresta che sull’orlo estremo del baratro.
Davanti a questo spettacolo, noto con una punta di intimo compiacimento che la corazza dark di mia figlia presenta, a sua insaputa, vistose incrinature.
Terza tappa: Killarney, a sud ovest di Limerick, nella contea di Kerry, testa di ponte per una spedizione nella suggestiva penisola di Dingle, la cui bellezza selvaggia e al tempo dolce, ha fatto da sfondo a film come “La figlia di Ryan” e “Far and Away”.
Un cedimento strutturale di Francesca (mal di gola) ci ha costretto il giorno prima a rinunciare al programmato giro del Ring of Kerry, un percorso circolare nella penisola di Iveragh, costellata di numerosi laghi e caratterizzata da panorami indimenticabili, così almeno leggo nella guida (sigh!).
Ma anche Dingle è stupenda, il verde si esprime attraverso tutte le tonalità possibili e i bassi e fitti cespugli fioriti delimitano i bordi della stretta strada che l’attraversa, come siepi vivacemente variopinte.
I prati verdissimi sono attraversati dai caratteristici muretti “a secco”, che si intersecano formando rettangoli color smeraldo dove le onnipresenti pecore pascolano indisturbate.
Sul mare che costeggia la strada, i raggi del sole che tramonta esplodono in mille riflessi ed è sempre più difficile, pur stringendo tra le mani quell’improbabile volante destrorso, ricordarsi di tenere la sinistra.
Il terz’ultimo giorno arriviamo a Cork, la seconda città d’Irlanda, che con i suoi grandi palazzi georgiani e le sue maestose chiese dai grigi campanili gotici, sorge in un’isola al centro del fiume Lee, che proprio in questo punto si divide in due canali.
La rivalità con la capitale si manifesta anche a colpi di birra: infatti, mentre Dublino è la patria della famosissima Guinness, qui ci si tiene allegri con pinte di Murphy’s, il prodotto locale degno tuttavia della sua più nota rivale.
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Author: amiciamici
Keywords: ireland irlanda viaggi turismo fabrizio francesca amiciamici foto reportage
Added: May 31, 2008

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Mykonos

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Non capita spesso di avere regali del genere; piacevoli sorprese, anche in vista del mio prossimo compleanno!!!

Come quando?

Il sedici aggiungo 1 al conteggio totale ma rimango sempre quello di prima: spero almeno.

Mi accontento di poco, lo so, lo sanno i miei amici, e questa carrellata di immagini giunge proprio ben gradita.

Mykonos, Grecia: 4 amici si vanno a godere sole, spiagge e … in territorio straniero.
Evidentemente sanno quanto ci tengo a vedere posti nuovi, seppur in fotografia, e condividerle con chi visita AmiciAmici MAGAZINE.

Una grande e ben fatta galleria fotografica per ammirare i bei paesaggi ed i bei centri in puro stile greco.

Prima di sfogliare l’album fotografico facciamoci una scorpacciata di informazioni utili (fonte: WikiPedia):

Mykonos (in greco: ???????, in italiano propr. Mìcono) è un isola delle Cicladi, Grecia. Dista nelle vicinanze delle isole di: Tinos, Siros, Paros and Naxos. Si estende su un’area di 86 km2, e conta circa 6200 abitanti; la città principale è l’omonima Mykonos, conosciuta anche come Chora, situata nella parte occidentale dell’isola. Una nota indispensabile va riservata al clima per tutti quelli che volessero trascorrere parte del loro periodo estivo sull’isola: il clima dolce, anche in piena estate, è quasi primaverile e le interminabili giornate di sole sono sempre accompagnate da una leggera brezza che rende assolutamente piacevoli le ore diurne e frescoline quelle notturne e le prime ore del mattino. Sono pertanto utili le protezioni solari e alcuni capispalla in cotone per la notte.

Storia

I resti archeologici ritrovati sull’isola, indicano che l’isola è stata abitata dagli antichi popoli della Ionia, già dalla prima parte dell’XI secolo a.C.. Secondo recenti scoperte inoltre, l’isola sarebbe stata sede di tribù Kares nel Neolitico. Nell’era moderna l’isola è stata dapprima occupata dall’Impero Ottomano ed in seguito dalla Repubblica di Venezia. Negli ultimi secoli i miconiani si sono distinti fra i protagonisti delle lotte per l’indipendenza greca.

Mitologia

Nella mitologia greca Mykonos è sede della mitica battaglia tra Zeus e il gigante. Il nome fu dato all’isola, in onore di Mykons nipote di Febo.

Oggigiorno

Oggi Mykonos è un’isola cosmopolita che accoglie migliaia di turisti ogni anno. Molte celebrità greche ed internazionali trascorrono le loro vacanze estive sull’isola e non è raro incontrarle passeggiare lungo le bianche mura degli edifici cittadini, oppure a cena nelle taverne dei ristoranti locali. Mykonos è famosa anche per i suoi numerosi locali e per le tante discoteche che nei mesi estivi accendono la notte mykoniana fino al chiarore dell’alba. Anche il centro accoglie numerosi intrattenimenti che si perdono in una ragnantela di vicoletti bianchi, pub, discoteche e negozi, il tutto aperto 24h su 24.

Famosa anche, per la vivace vita gay, si presta a diventare la “capitale” estiva della tolleranza, anche se il carattere di meta turistica gay, molto marcato negli anni Ottanta e Novanta, è negli ultimi anni diminuito, sia per il crescente successo di Mikonos come meta “per famiglie”, sia per la concorrenza di altre e nuove località vocate al turismo gay come Ibiza o Sitges.

Spiagge

Le spiagge sono pulite e il mare è cristallino, ideale anche per il windsurf. Nelle spiagge è possibile disporre di vari servizi. Tra le più famose Aghios Stefanos, Kalafatis, Paraga, Paradise, Super Paradise, Elià; tutte spiagge nella parte meridionale dell’isola. Il nudismo è consentito ma meno diffuso che nel recente passato.

Aerei e traghetti

Mykonos dispone di un aeroporto che garantisce collegamenti con la Grecia continentale e con il resto d’Europa. Inoltre ogni giorno sono diversi i traghetti che collegano l’isola col Pireo, Rafina, Salonicco e con le altre isole dell’Egeo.

Author: amiciamici
Keywords: mykonos gracia foto reportage ilaria antonella roberto valtaro amiciamici
Added: May 31, 2008

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Santa Margherita e Portofino

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Complice un bel sole splendente nel cielo e l’immancabile appuntamento con la gita “fuori porta” del lunedì di pasquetta, in compagnia della mia fidanzata Federica, abbiamo deciso di visitare Santa Margherita Ligure e Portofino.

Una lunga passeggiata, circa sette chilometri, costeggiando il lungo mare fino ad arrivare alla famosa piazzetta ritrovo di molte star del cinema mondiale e personaggi famosi locali.
Il tutto passando per posti splendidi e godendo di scorci meravigliosi.

Scorcio di MareNiente di meglio, per smaltire le abbuffate pasquali, di una passeggiata.

Se poi si ha la possibilità di farlo in una bella giornata assolata ma non troppo calda ancora meglio.
Aggiungendo il fatto di visitare due posti meravigliosi come sono Santa Margherita Ligure e Portofino, il cocktail, è perfetto.

Non ci fa spavento la possibilità di trovare molto traffico, come per altro accade puntualmente solo all’andata, e la nostra amata Ford non si tira mai indietro…noi tanto meno!
In fin dei conti non c’è molta strada da percorrere anche se, il Passo del Bocco, è un tracciato da affrontare sempre con il piede leggero e la massima attenzione se non si vuol rischiare di rovinare quella che dovrebbe essere una bella giornata di vacanza.

Nel giro di un’oretta e mezza si arriva a Santa Margherita e, con un po’ di sano e onesto “culo”, si parcheggia vicino al centro.
La gente è davvero tanta e le macchine sono un po’ ovunque. La Liguria non è certo un posto famoso per lo spazio disponibile per vivere figuriamoci per i parcheggi. In questi casi viene sempre la voglia di essere in moto.

Visto che la strada da percorrere (a piedi) è tanta e che l’orario del pranzo è vicino decidiamo di concederci quanto meno un panino. Saltata l’idea di un ristorante o di una pizzeria, per ovvie regioni di tempo (erano praticamente tutti pieni), ci si accontenta di un bar, piccolo ma onesto, che si propone ai clienti da un accogliente porticato. Consumato il frugale pasto visitiamo il porticciolo che ospita barche e navi di tutte le stazze, ultima delle quali, una reggia galleggiate battente bandiera di George Town nelle Isole Cayman, uno dei paradisi fiscali, e non solo, dove sono soliti intrattenere affari i faccendieri italiani. Chi si nascondesse al suo interno non è dato saperlo fatto sta che sui ponti non si vede anima viva.

MareFinalmente, o per fortuna, ci incamminiamo costeggiando il lungo mare che, nemmeno a dirlo, è meraviglioso.
Il verde smeraldo del mare si combina, verso l’orizzonte, con un azzurro turchino fino ad un blu cobalto del cielo. Solo qualche nuvola screzia di bianco e grigio questo quadro perfetto; tanto che, anche la mia ragazza da sempre restia a farsi fotografare cede alla tentazione di diventare “diva” per un giorno (per me lo è e lo sarà sempre). La passeggiata è meravigliosa e l’acqua, senza il caos dei bagnanti è limpidissima, tanto da consentire la vista dei ricci di mare protetti dalla corrente marina da scogli rocciosi dalle striature rosse e verdi. Speroni di roccia a picco sul mare incombono sulla stradina tortuosa che porta alla nostra meta e, nel mare, denti di roccia, riemergono dell’acqua maestosi. Anche un alberello, incredibilmente, ne trova dimora. Sembra che una mano divina abbia voluto appoggiarlo lassù per completare il quadro.

ScorcioNella camminata decidiamo di percorrere una via panoramica e, abbandonato il lungo mare, ci inerpichiamo lungo una via splendida che regala scorci mozzafiato. Dall’interno, buio, del bosco verde e marrone si ha la possibilità di vedere benissimo le profondità del mare, i rossi e i gialli delle case e la foschia a coprire il paesaggio lontano.

Poi, d’un tratto, Portofino.

Le sue case a picco sul mare, la sua piazzetta piena di gente e, molta altra, che scende dai traghetti. La vita mondana di signori bene misti a scapestrati (come il sottoscritto) che nulla hanno a che vedere con la “bella vita” o, almeno, quella che molti sognano o vorrebbero fare.

PortofinoAncora un ultimo sforzo, la nostra meta non è quella di confonderci con la folla in piazzetta ma ammirare la bellezza di Portofino. Così come fece Antony Queen o Ernest Hemingway dall’alto delle loro ville. Il Castello Brown è la posizione migliore. Le sue stanze accolgono oggi, oltre al Consiglio Comunale, anche una bella collezione di foto in bianco e nero, di molte celebrità che hanno vissuto, goduto, animato e reso famoso nel mondo Portofino. Su tutti Totò, sigaretta tra le mani, a ridere e scherzare con alcuni bambini: un’immagine splendida.

Il nostro racconto finisce qui. Il ritorno consente di ammirare meglio i vari particolari che sono sfuggiti all’andata ma, molti, saranno ancora da svelare in un futuro viaggio.

Author: amiciamici
Keywords: santa margherita portofino viaggi reportage foto immagini amiciamici
Added: May 31, 2008

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Tornolo (Parma)

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Tornolo e Tarsogno hanno dedicato le ultime due domeniche ai prodotti tipici della nostra valle.
Un’ottima scusa per passare qualche ora in giro per questi due splendidi paesi che hanno saputo valorizzarsi turisticamente facendosi conoscere per la buona aria che si respira, le belle escursioni tra i boschi e la buona ricettività alberghiera.

Di certo non potranno vantare attrazioni turistiche sulla falsa riga di Salsomaggiore ma anche Tornolo e Tarsogno, specialmente d’estate, segnano un tutto esaurito per quanto riguarda i turisti.
Un cammino iniziato anni fa ha portato oggi a far conoscere in provincia (e oltre) questi due comuni come meta di un turismo fatto di relax, aria buona, scampagnate e ottima cucina.
A quest’aspetto si sono viste presenze ben oltre agosto anche grazie alla presenza di molte squadre venute in ritiro per alcuni giorni in questi due località.
Legate da sempre alla tradizione culinaria non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione per mostrare in un evento ad hoc le produzioni tipiche della valtaro.
Salumi, vino, castagne e funghi su tutti.
A dispetto di ciò che si poteva pensare, anche grazie ai parchi giochi attrezzati per i più piccoli, non solo l’affluenza è stata buona ma l’età media era molto giovane ancor che variegata.
Tenuto conto del periodo, direi che gli organizzatori non possono che essere contenti.
In un’annata caratterizzata dalla scarsità di funghi e dalla tarda maturazione delle castagne si è potuto, ugualmente, gustare i frutti del bosco (e sottobosco) in una cornice (ripeto, anche di pubblico) di tutto rispetto.
Dovendo scegliere, ho preferito l’appuntamento di domenica scorsa a Tornolo gustandomi non solo la fiera ma anche il centro del paese che ancora non avevo visto.
Nelle immagini alcuni scorci che mi hanno colto lo sguardo.

Author: amiciamici
Keywords: tornolo provincia parma amiciamici turismo info
Added: May 31, 2008

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Corchia di Berceto (Parma)

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La frazione di Corchia offre un raro esempio di nucleo medioevale quasi inalterato.
Uno, dieci, forse cento: archi, volte, finestrine ad arco.
Tutti in sasso, tutti in pietra. Anche sotto i piedi pietra e lastroni.
Deliziose piazzette, tutte comunicanti; un’infinità di passaggi, di cunicoli, di viottoli. Questa é Corchia, una frazione del Comune di Berceto. In mezzo ad uno splendido vallone. A meno di mezz’ora di auto da Borgotaro…
Pietra, pietra e ancora pietra.
I pavimenti e i ciottolati sono unici: in nessun altro paese dell’Appennino ne ho trovati di così belli, di così finemente lavorati. Archi ribassati e passaggi aerei, come solo qui si possono trovare. Qualche portale, forse medioevale, ormai completamente assorbito dai muri.

Author: amiciamici
Keywords: corchia berceto provincia parma amiciamici via francigena scoperta antico viandanti cammino percorso
Added: May 31, 2008

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Selezione Miss Italia – Compiano (Parma) 2007

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Nella splendida cornice della piazzetta di Compiano (PR) trentasette bellezze hanno sfilato per un posto da finalista al concorso nazionale di Miss Italia.

In uno dei borghi più belli d’Italia si sono date battaglia le ragazze che, dal 4 al 9 settembre, vogliono arrivare a Salsomaggiore con una fascia che potrà aprire loro le porte del cinema, della moda e delle passerelle.

Ferragosto all’insegna della bellezza quello di Compiano (PR) che, fin dal primo pomeriggio, si è visto invadere da una schiera di bellissime ragazze.

Ai piedi dell’antico Castello hanno “saggiato” il terreno prima della sfilata e mostrato il loro lato più “umano” rilassandosi e assaggiando un aperitivo nella bella piazzetta.

La stessa piazzetta, gremita, alla sera è stata il loro ring di scontro.

Tra uno sguardo ed una piroetta hanno fatto di tutto per fare buona impressione e catturare il voto più alto della giuria composta, tra gli altri, dal Sindaco di Compiano Marco Bruschi e dall’Assessore di Parma Costantino Monteverdi.

Animali da passerella si potrebbe dire.

Quasi si stentava a riconoscere le stesse ragazze, jeans e maglietta del pomeriggio, dalle bionde o more che sfilavano sulla passerelle con grinta e determinazione, lanciando sguardi al pubblico e concedendosi in tutta la loro bellezza agli occhi della giuria.

Sicuramente anche qualche ragazza più “nostrana” e locale avrebbe potuto competere con loro.

Author: amiciamici
Keywords: miss italia selezioni compiano parma 2007 amiciamici ragazze bellezza
Added: May 31, 2008

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Luciano Ligabue Live Concert Reggio Emilia Campo Volo 2005

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Bene, il “Giorno dei giorni” è arrivato e immancabilmente già (purtroppo) passato.
Luciano Ligabue l’ha fatta in barba a tutti.
A tutti i critici misicali, alle grandi band straniere, agli stessi fan che lo hanno atteso ore sotto al sole.
Centosettantamila, anche di più i titolari di biglietto che al Campovolo di Reggio Emilia lo hanno atteso per cantare con lui tutti i brani storici della sua carriera.
E lui, appunto in barba a tutti, ha regalato uno spettacolo stupendamente imponente.
Un allestimento mai tentato prima in un’area immensa colma, anzi, stracolma di gente.
Il “Giorno dei giorni”, titolo trall’altro del suo nuovo single che precede l’uscita il 16 del suo nuovo disco “Nome e Cognome”, inizia, per noi, alle 13 di un pomeriggio qualunque; il dieci di settembre 2005.

Si parte da Bedonia dove, per raggiungere Reggio Emilia ad una andatura normale, umana, prevediamo di arrivare dopo 2 ore.
Poso il caffè che sono passate le 13 e caricato in macchina armi e bagagli, oltre a due splendide ragazze (ci vogliono sempre) parto, anzi, partiamo.
Tutto d’un fiato fino all’A1, magnifica autostrada a tre (“presto” quattro) corsie, dove dei cartelli inquietanti ci terrorizzano: “Code uscita Reggio Emilia”.
Ancora peggio: “10 Km di code uscita Reggio Emilia”.
Ci mettiamo il cuore in pace, oramai siamo in ballo, balliamo; tanto non si può uscire altrove.
Raggiunta la coda, ci fermiamo, apriamo i finestrini, parlicchiamo, spegniamo la macchina, apriamo le porte, usciamo a sgranchirci, facciamo nuove amicizie con gli automobilisti vicini, adempiamo a qualche bisogno fisiologico, improvvisiamo una partita a calcio nel vicino prato (tutte cose che sconsigliamo di fare normalmente in autostrada salvo, al massimo, fermarsi in caso di coda!) e a piccoli passi, tre ore dopo, siamo fuori dall’autostrada.
Fortuna che abbiamo il TelePass (messaggio pubblicitario offerto da me stesso).
Ligabue live Campovolo Reggio Emilia 2005
Lo spettacolo che abbiamo d’avanti agli occhi è disarmante, nonostante il Campovolo disti alcuni kilometri dal casello autostradale ci sono già le macchine parcheggiate ovunque.
Decidiamo di parcheggiare appena possibile e come antifurto (non si sa mai, vero Liga?) utiliziamo un salice, che chiudiamo tra la porta della macchina (grande idea).
Ci aspettano solo alcune decine, di centinaia, di metri per arrivare.
Ore 18, siamo al concerto.
Tempo di percorrenza 5 ore, non male, bravo Topino ti sei superato, la prossima volta prendi il mulo che sorpassi tutti!
Ugualmente siamo freschi come delle rose e scartando una massa informe di derelitti (come noi del resto) cotti e stracotti dal sole cocente attendendo stravaccati l’inizio, puntiamo decisi verso UN palco.
Già, UN palco, in quanto l’impianto scenico ne prevede ben 4.
Il “main” con un impianto luci allucinante, il “vintage” dalle sonorità acustiche, il “solo” dove Luciano canterà accompagnato dalla sola chitarra e, dove siamo noi il “vecchi ricordi” dove il Liga canterà con il suo primo gruppo i “ClanDestino” del mitico Cottafavi.
Tenendo presente l’ora di arrivo siamo in una posizione invidiabile.
Non ci resta che attendere, dunque vediamo, sono le 19 ad arrivare alle 21, ora di inizio, mancano SOLO due ore.
Fortuna che di supporto inizia a cantare Bennato che mai (per gusti personali) avrei ascoltato ma che addirittura in quel contesto ci gasa.
Tutt’altra storia e musica quando alle 20 inizia lo show Elisa.
Veramente eccezionale!Ligabue live Campovolo Reggio Emilia 2005
Una voce stupenda, bella musica ma…e c’è sempre un ma, scusate ma non è un po’ basso il volume?
Bhè dai, capisci, è un artista di contorno, non avranno alzato più di tanto.
Sono le 21.
Sono le 21 e 10
Sono le 21 e 20.
Inizia?
Inizia!
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Author: amiciamici
Keywords: luciano ligabue live concert reggio emilia campo volo 2005 concerto
Added: May 30, 2008

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Centrale Eolica a Varese Ligure

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Sono infatti i mulini a vento del XIX secolo i predecessori di queste moderne macchine che, dal vento, creano elettricità.

Creano la cosa che, forse, di più abbiamo bisogno da un’evento atmosferico che spesso ci infastidisce.

Attraverso le immagini, che mostrano la Centrale Eolica di Varese Ligure (SP), facciamo alcune considerazioni.

Così come in passato, il vento, che veniva usato per pompare l’acqua o per mettere in funzione le macine nei mulini oggi lo si utilizza per generare corrente elettrica.

Generarla in maniera pulita, senza scorie e per un periodo di anni che si pensa sia infinito: il vento c’è sempre stato e sempre ci sarà, come il Sole (si spera).

Sfortunatamente, con l’avvento del carbone, in passato, si è abbandonata questa tecnica per ricavare energia a minor costo da altre fonti.
Fonti che, con il passare degli anni, o si sono, o stanno esaurendo, o hanno costi sempre maggiori:
il carbone è da estrarre sempre più in profondità, il petrolio è in mano a pochi e sempre più si avvicina la data di esaurimento.

Si ha bisogno di una soluzione alla sempre maggiore richiesta di energia che, in Italia grazie al referendum contro il nucleare, dobbiamo altrimenti comprare dall’estero.

Vorrei sottolineare come, personalmente, ritengo una fortuna che il Popolo italiano abbia negato la costruzione di impianti ad energia nucleare sul suo territorio:
- sono pericolose in quanto anche solo l’uno per mille di possibilità di disastro è sempre una possibilità
- hanno alti costi di manutenzione e smaltimento di rifiuti ALTAMENTE pericolosi (come se non ne avessimo già abbastanza di quelli normali)
- il fatto che altre nazioni abbiano centrali vicine a noi è un problema relativo (l’esplosione non sarebbe comunque in territorio italiano e problema italiano).

Naturalmente il fatto che grandi multinazionali che, stranamente, non sono mai di stati con molte risorse naturali, abbiano in mano le sorti dell’intero mondo mi preoccupa.
Mi preoccupa che il capo dello Stato più potente del mondo sia un petroliere e che , accanto a lui, si siedano altri suoi amici/soci affaristi.
Pensate che siano obbietivi nel definire le strategie?

Non vedo ancora il nascere di cooperative per, ad esempio, rendere sostenibile ed indipendente un Comune italiano dal punto di vista dell’energia (in realtà penso che un caso esista).

Pannelli fotovoltaici ed energia eolica sembrano ancora tecnologie aliene e poco affidabili, anche in termini di resa.

Cosa sbagliatissima.

L’impianto di tre turbine eoliche ad asse orizzontale in questione, riesce a produrre oltre 4GWh all’anno ed è sufficiente al consumo di diverse migliaia di persone; il tutto grazie alla sola forza del vento e alla perizia dell’uomo.
L’installazione di 4 pali sul crinale della montagna comporta un impatto ambientale imparagonabile con lo stoccaggio di materiali post-combustione ed un inquinamento acustico minimo se paragonato ad una fabbrica siderurgica.

Le immagini mostrano una meraviglia.

E’ evidente che, per un futuro sostenibile, questa è la strada corretta.
Di impianti simili in Italia ne esistono, a quanto è dato sapere, undici.
Un po’ pochine ma, nel futuro, visto il guadagno in termini anche economici e non solo dal punto di vista della salute, destinate a moltiplicarsi.

Author: amiciamici
Keywords: centrale eolica varese ligure aria vento energia ambiente sostenibile impatto zero luce enel impianto
Added: May 30, 2008

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Schiuma Party 2007 – Disco Mickey Mouse Bardi (Parma)

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Estate.
Caldo.
La voglia di divertirsi e ascoltare un po’ di musica trova nella schiuma un’abile alleata.

Il divertimento prosegue con le prossime date alla Discoteca Mickey Mouse di Bardi (PR) che trovate segnalate nel nostro calendario degli eventi (scaricabile).
Tanti ragazzi scatenati hanno animato le due piste della Discoteca Mickey Mouse di Bardi (PR) qualche settimana fa.

Lo stesso divertimento che potete trovare in queste serate di ferragosto con le serate a tema: anni ’70 e Cow Boy.

Imperdibili!

Author: amiciamici
Keywords: schiuma party disco mickey mouse bardi parma carpanella amiciamici ragazzi ragazze festa
Added: May 30, 2008

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