
Festa della Castagna di Tiedoli
Questo articolo segue, amplia e conclude quanto scritto ieri.
Riassunto della sola e misera puntata precedente: in una domenica fredda e battuta da una forte brezza il nostro eroe (io per la cronaca) si aggira solitario dotato non di spada e scudo ma di macchina fotografica e IPod.
Come andrà a finire?
Stando alla vocina che non mi parla mai, visto il prologo, dovrei automaticamente rispondere: “Male” e aggiungere anche un’imprecazione che stonerebbe con il bel sito che ospita quanto ho già detto (e spero anche quanto scriverò in futuro).
Borgotaro (PR) non mi ha entusiasmato ma so che Tiedoli, con le sue montagne che lo circondano, i suoi boschi, la sua ospitalità, mi stupirà.
Mi accoglierà tra le sue amorevoli e spero calde braccia.
In sella al mio poderoso destriero dal manto color della notte (una Focus) mi inerpico: destinazione Tiedoli (centro).
Un paio di tornanti dopo incontro la prima macchina: presagio o sventura? Ancora presto per dirlo. L’importante è passare direbbe Malgioglio a Mina (questa anche io ho difficoltà a capirla…continuate).
Giunti nei pressi dell’abitato le macchine parcheggiate a lato della (stretta) strada non si contano.
MA VAI!!! MA ANDIAMO!!!
Giunti d’innanzi alla meravigliosa chiesa, il mio entusiasmo si placa: sono in corso dei lavori e, buona parte è coperta dalle impalcature.
Pazienza, di foto che la ritraggono ne ho già fatte.
Lo sconforto si fa terrore, malinconia condita da un filo di rabbia quando giungo sul posto della festa.
O meglio: dove credo che si sia svolta la festa.
A testimonianza porto, vostro onore, 15 sedie e 4 tavolini.
Una Bandiera italiana sventola al vento (in abbondanza).
Mi risuonano alle orecchie tanti discorsi, tanti propositi, tanta attesa dell’uscita (sempre più diradata) del giornalino di questa comunità: “Si scrive Tiedoli”.
Evidentemente molti ne hanno perso talmente tanto le tracce dall’aver dimenticato anche il modo corretto di scriverlo (prima che mi subissate di email rispondo subito che so…bene o meglio…il motivo di tale titolo).
Insomma, personalmente, detto con il cuore in mano, con tutta franchezza: non valeva spendere 8centesimi di gasolio per arrivare fin quassù.
Che detto così può sembrare offensivo ma se ci mettete anche il consumo di gomme, olio, freni e perdita di valore del bene è anche poco.
Risultato: ad oggi sento ancora il gusto sfumato e, ahimè, amaro di una frittella di castagne mai mangiata, di un ballo mai ballato, di un sorriso mai corrisposto, di uno sguardo mai incrociato.
All’anno prossimo!
23/10/2007
Tags: borgotaro, castagna, Editoriale, festa, festa-della-castagna, Foto, sagra-della-castagna, si-scrive-tiedoli, tiedoli, Valtaro
Continua la discussione sul FORUM
Condividi su Facebook
Scrivi






